Lynch David

Fuoco cammina con me

Autore: 
Lynch David


“Non è un sogno! Sa anche come farmi godere... dice che vuole diventare come me, a costo di uccidermi... Fuoco cammina con me!” 

 
Una giovane cameriera, Teresa Banks (Pamela Gidley), viene trovata morta nello stato di Washington. Il capo dell’ FBI incarica due agenti di indagare, ma essi scompaiono nel nulla. Le premonizioni di un altro agente, Dave Cooper (l’attore feticcio del regista, Kyle MacLachlan), materializzano per pochi istanti un ulteriore agente scomparso due anni prima - capisce che l’assassino colpirà ancora. Twin Peaks, non molto tempo dopo; Laura Palmer (Sheryl Lee), ambita ragazza del liceo locale, è preda delle attenzioni di molti ragazzi, e non solo. Qualcuno o qualcosa di inquietante la perseguita, l’amica Donna (Moira Kelly) sembra essere l’unica a comprendere l’angoscia di Laura, ma ne è al contempo in qualche modo succube. Un padre ambiguo (Ray Wise), una madre assente, un mondo che crolla pian piano: questo è l’universo di Laura. E poi c’è Bob. Chi è Bob? Un essere reale - che la violenta nei sogni o nella realtà? - o una maschera che nasconde un inquietante segreto? Il mistero è in un quadro regalato da un bambino senza volto, in un anello, e in un diario dalle pagine strappate.
 
 
 
Ideale prequel della serie televisiva I segreti di Twin Peaks (famosissima e arrivata in Italia nel 1991), Fuoco Cammina con me riscostruisce gli eventi che portarono alla morte di Laura Palmer (evento che a sua volta fu premessa della serie televisiva); una discesa agli inferi di un’anima dannata, in cerca di una pace irragiungibile:
 
“Abbiamo tutto per essere felici Laura” – giura il fidanzato, James.
“Tutto, fuorché ogni cosa” –  risponde Laura.
 
Si rivedono, naturalmente, i personaggi principali della serie TV, ognuno connotato come allora, con la sua inquietudine e la sua debolezza, con i suoi misteri e le sue improvvise metamorfosi. Le atmosfere oniriche, dominate da un rosso acceso e lucente, evocano – come di consueto – i personaggi assurdi e inquietanti dell’inconscio lynchiano: l’immancabile nano che parla al contrario, Bob (maschera e volto della morte), il bambino dalla maschera bianca (priva di forme), la vecchia che lo accompagna, e una bizzarra danzatrice in rosso che elargisce informazioni codificate attraverso una buffa pantomima. Ad accompagnare le immagini e una fotografia sempre mirabile, tornano i temi di Badalamenti; gli stessi di Twin Peaks, qui più soffusi ed atti a simboleggiare e scandire i tempi del dubbio e della riflessione di Laura, in cerca di angeli non trovati, d’un affetto forse mai avuto, di una dimensione salvifica lontana e improbabile. Ma Lynch non giudica, e restituisce l’anima della giovane ad un angelo che appare in una stanza rossa, regalandole il sorriso mai avuto in vita, ed una mano amica, quella dell’agente Cooper - che fu poi il protagonista del serial televisivo. 
 
 
Forse il film più discusso e meno amato di David Lynch, fischiatissimo a Cannes alla sua presentazione, difficilmente amalgamabile alla lunghissima serie televisiva e apparentemente ripetitivo della stessa. Ma questi sono solo fatti e analisi di superficie. In effetti, proprio in un film del genere, Lynch dimostra la sua grandezza, ciò che lo ha portato a costruire due magistrali incubi dell’inconscio come Strade perdute e Mulholland Drive. Qui comincia la vera destrutturazione, l’annientamento della dimensione temporale - già iniziata con il serial -, che ha reso Lynch l’indiscusso maestro di un certo tipo di cinema; diverso certamente, contro la logica dello star system e delle lobbies dei produttori americani. Amato in Europa, egli descrive la provincia americana con occhi da cineasta d’avanguardia, inimitabile; inconfondibile nei toni, nelle luci e nelle ombre della scena, nel dar vita irreale e surreale - quindi più verosimile di chi scimmiotta involontariamente la realtà presumendo di avvicinarvisi - ai suoi personaggi atemporali. Da rivalutare, dunque, questo Fuoco cammina con me, da consigliarvi come tappa d’inizio per il viaggio nell’odierno mondo di David Lynch, senza disdegnare i precedenti Eraserhead, Elephant man, Velluto blu e Cuore selvaggio - l’unico che mi limito a sconsigliarvi è Dune.
Buon viaggio, allora, nell’inconscio e ritorno. 
 
 
Curiosità: David Lynch appare in una parte buffa e surreale. Julee Cruise, che appare come la cantante alla Roadhouse, è colei che da la voce alla bellissima Falling, pezzo di punta della colonna sonora del serial tv. 
 
Regia: David Lynch. Soggetto: David Lynch e Mark Frost. Sceneggiatura: David Lynch e Robert Engels. Direttore della fotografia: Ronald Victor Garcia. Montaggio: Mary Sweeney. Interpreti principali: Sheryl Lee (Laura Palmer), Ray Wise (Leland Palmer), Kyle MacLachlan (Dale Cooper), Madchen Amick (Shelley Johnson), Dana Ashbrook (Bobby Briggs), Phoebe Augustine (Ronette Pulaski), David Bowie (Philip Jeffries) Eric DaRe (Leo Johnson), Miguel Ferrer (Albert Rosenfeld), Pamela Gidley (Teresa Banks), Heather Graham (Annie Blackburn), Chris Isaak (Chester Desmond), Moira Kelly (Donna Hayward), Peggy Lipton (Norma Jennings), David Lynch (Gordon Cole), James Marshall (James Hurley), Jurgen Prochnow (boscaiolo), Harry Dean Stanton (Carl Rodd), Kiefer Sutherland (Sam Stanley), Lenny Von Dohlen (Harold Smith), Grace Zabriskie (Sarah Palmer), Gary Bullok (sceriffo Cable), Michael J. Anderson (l’uomo venuto da altrove), Frank Silva (Bob), Walter Olkewitz (Jacques Renault), Kimberly Ann Cole (Lil), Julee Cruise (cantante alla Roadhouse), Lorna MacMillan (l’angelo nella Red Room). Musica originale: Angelo Badalamenti. Scenografia: Patricia Morris. Costumi: Patricia Morris. Produzione: Gregg Fienberg e John Wentworth per Francis Bouygues / Lynch-Frost Production / Ciby Pictures. Origine: Usa / Francia, 1992. Durata: 135 minuti. Titolo originale:Twin Peaks: Fire Walk With Me”.
 
 
Articoli e approfondimento: God of Filmmaking / The Universe of David Lynch
ISBN/EAN: 
8010773204972

Commenti

Io ne ho ricordi vaghi e non buoni, ma l'ho visto una vita fa, sull'onda di Twin Peaks.
Non sapevo neanche chi fosse, Lynch.
E' da recuperare, senza dubbio.

Eh si, rivisto con occhi abituati al cinema di Lynch, lascia tutta un'altra idea.

...e poi c è la musica di Badalamenti che ci accompagna per mano in ogni incubo...(anche lynch musicista...pink room...)

(Lynch musicista mi mancava, oppure non ci ho badato. Merita?)

decisamente...

4-5. Si, si. Confermo.

[fuoco cammina con me]

[fuoco cammina con me] vent'anni dopo ho ricominciato - lentamente - a guardare Twin Peaks. Prima serie alle spalle. Ora devo rimediare gli altri due cofanetti, poi il prequel fischiatissimo me lo pappo per bene:)

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