Jacobson David

Down in the Valley

Autore: 
Jacobson David
La San Fernando Valley è un luogo grigio e desolato, per certi versi dimenticato dal mondo globale, fino a che non si osservano le lunghe autostrade piene di macchine in fila indiana, o i suoi “figli nuovi” impasticcarsi in una qualche discoteca, in cerca di una luce che attraversi l’idea del futuro; un futuro fagocitato dal presente: la vita, pressoché inerte. 
 
Harlan (Edward Norton) e Tob (Evan Rachel Wood) sono due figli della Valley: il primo, poco più che trentenne e fuori dal suo tempo, figlio acquisito e proveniente da un altrove in cui immedesimarsi in Wyatt Earp o in Billy The Kid; la ragazza, diciassettenne inquieta che vive con babbo poliziotto (David Morse) e fratellino tredicenne adottato, cerca l’amore come possibilità di emancipazione, dalla Valley e dai cortocircuiti comunicativi familiari. Si incontrano, si trovano, si amano, a dispetto della differenza d’età, dei dubbi del padre di Tob, e di un contesto e una cornice che tutto evocano fuorché amori romantici. Romantico è, infatti, l’approccio di Harlan a Tob; lei invece è più fisica, i suoi ormoni sono da subito in turbinio: il sesso (con amore) è un’esperienza fisica e mentale meravigliosa e rigenerante a diciassette anni, è la scoperta di un mondo nuovo. Ma Harlan è strano, fin troppo strano, millanta un passato da cowboy consumato, senza fornire elementi cristallini a supporto di quel che dice; si affeziona a Lonnie (Rory Culkin), fratellino di Tob, e lo porta con sé a sparare. Il padre di Tob non lo vede di buon occhio, fin a che un giorno, gli intima di sparire puntandogli una pistola alla testa. Di qui in poi, il sogno di Harlan si trasforma lentamente in delirio, fino alla tragedia: in un moto di rabbia spara a Tob, lei resta in coma. Braccato dalla polizia e dal padre di Tob, Harlan fugge portando con sé Lonnie, ormai a lui affezionato e fuorviato dal fuggitivo sulla realtà dei fatti. La fuga avrà vita breve. 
 

 
Terzo film del californiano David Jacobson, dopo il da noi inedito Criminal e il successivo Dhamer. A differenza dei precedenti, oltre al genere, cambia decisamente la qualità degli attori a disposizione; soprattutto la possibilità di usufruire, nel ruolo di protagonista, di un attore di spessore come Edward Norton. Norton ha a disposizione un personaggio decisamente nelle sue corde, un dissociato (in una scena, di fronte allo specchio, evoca il De Niro di scorsesiana memoria, protagonista dell'allucinato Taxi Driver); un folle che, a differenza dei suoi famosi ruoli dissociato-schizofrenici interpretati in Schegge di Paura e Fight club - pellicola che, ad oggi, maggiormente lo rappresenta -, è mosso da una reale ricerca d’amore umano che irrimediabilmente confligge con il vuoto indifferenziato che lo circonda – che circonda una certa America, lascia intendere Jacobson. Eppure, nonostante l’indubbia bravura, questo Norton convince meno dei precedenti, poco aiutato da una sceneggiatura che và via via sfilacciandosi fino a perdere completamente il filo. È una storia eccessivamente dilatata, che culmina sfiorando l’inverosimile, supportata da una colonna sonora vagamente countrycheggiante, fin troppo melensa e tiepidamente malinconica. Eppure lo stile registico è assai suggestivo, aiutato da una fotografia che, tutto sommato, valorizza sufficientemente volti e paesaggi naturali. Il lato migliore della pellicola è senza ombra di dubbio la prova degli attori; di Norton abbiamo già detto (è in ogni caso buona la sua prova), ma è giusto segnalare l’ottimo David Morse e la giovanissima Evan Rachel Wood, allora diciassettenne, nota per aver interpretato un interessante film sul disagio adolescenziale (Thirteen). Non è da tutte tenere testa ad un attore come Edward Norton, e a tratti risultare addirittura più credibile, dovendo confrontarsi in scene intime (di nudo: non completo, naturalmente) e drammatiche, alternando diversi registri emotivi; dimostrandosi, nonostante l’età, attrice vera (e anche assai gradevole fisicamente, che non guasta mai) e pronta ad altri ruoli di spessore. 
 

 
Nel complesso, Down in the Valley ha il sapore di un’ occasione mancata. Gli ingredienti per far bene c’erano tutti: un buon regista, forse d’avvenire, ottimi attori e la possibilità di raccontare una storia interessante e coinvolgente. Tutto ciò non è avvenuto, come ripeto, perché non si è riusciti ad amalgamare le buoni intenzioni con uno scritto apprezzabile; ciò deve far riflettere David Jacobson sull’opportunità, in futuro, di affidarsi a bravi sceneggiatori, invece di scriversi le storie da solo. Resteremo in attesa, è giusta una prova d’appello, ma è inevitabile concludere con un “passate oltre”, senza demonizzare troppo questo film, ma con la consapevolezza che in sala si può trovar di meglio. A meno che non siate sfegatati fan di Norton, o curiosi di conoscere, qualora non l'aveste già fatto, una neo piccola stella come Evan Rachel Wood. Semmai, recuperatelo in DVD.  
 
Regia: David Jacobson. Soggetto e sceneggiatura: David Jacobson. Direttore della fotografia: Enrique Chediak. Costumi: Jaqueline West. Scenografia: Franco Giacomo Carbone. Montaggio: Lynzee Klingman, Edward Harrison. Interpreti principali: Edward Norton, Evan Rachel Wood, David Morse, Bruce Dern, Rory Culkin, Ellen Burstyn, John Diehl, Kat Dennings, Hunter Parrish. Musica originale: Peter Salett. Produzione: Element Films / Class 5 Films. Origine: Usa, 2005. Durata: 125 minuti.
 
Léon, ottobre 2006.
ISBN/EAN: 
5050582469431

Commenti

Norton migliore attore degli ultimi 10 anni.
Per quanto possa valere, è mai stato candidato all'oscar?

Da fan di Norton, punterò comunque - e con tranquillità - alla visione domestica, negli anni a venire:).

Si, è stato candidato nel 1997 per "Schegge di paura", film che lo rivelò al pubblico.

Si, Frà, con molta calma. Non c'è fretta, t'assicuro;)

E per Monty ne la 25a ora? Mah.

Per quel ruolo niente, si. In effetti Norton avrebbe meritato ben altri riconoscimenti. Speriamo nel futuro prossimo, ma l'importante è che gli diano bei ruoli. Piace parecchio anche a me, anche nelle commedie. Avete visto "Tentazioni d'amore", in cui duetta con Ben Stiller? Davvero divertente.

No, non conosco "Tentazioni d'amore". Regista e trama? (Ben Stiller è il pazzo di Mary?)

é una classica commedia americana, diretta proprio da E. Norton. Lui è un prete, Ben Stiller un rabbino, sono amici, e si inamorano della stessa, un'amica d'infanzia. Non è un filmone, e Norton sta meglio davanti, che dietro la macchina da presa. Ma è comunque una pellicola divertente e spensierata, con buone prove d'attori dei due. Da dvd, insomma.

"Eppure lo stile registico è assai suggestivo, aiutato da una fotografia che, tutto sommato, valorizza sufficientemente volti e paesaggi naturali" > proverò a guardarlo levando l'audio, ti saprò dire:).
*
Quanto alle Tentazioni di Norton, grazie per le notizie: mi era del tutto oscuro.

Di nulla, dovere integrare su un grande come Edward Norton. Credo che il film sia del 2000, se non ricordo male.

"Tentazioni d'amore" è stato molto divertente, l'hanno dato un pomeriggio di qualche mese fa.

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