1950. Germania, Berlino. Dopoguerra. Michael Berg è un ragazzo di quindici anni al secondo anno di liceo, Hanna Schmitz è una donna di quarant’anni che lavora come controllore sui tram. Lui è timido, curioso, incline a nuove esperienze. Lei è indurita dal peso degli anni e da un passato che non ha voglia di rivangare. I due si conoscono per caso, un giorno, quando lui ha una crisi di conati sotto casa sua; la donna lo aiuta e lo cura e poi lo saluta, esortandolo ad avere cura di sé. Dopo alcuni mesi di convalescenza Michael si riprende dalla scarlattina e, una volta in forze, si ripresenta da Hanna per ringraziarla. Ha con sé un mazzo di fiori e una curiosità mai sopita da quel giorno. Tra loro nasce qualcosa: complicità, sesso, poi forse amore.Una storia d’amore contrassegnata da sesso e letteratura, incontri quotidiani di piacere in cui il giovane legge all’amante le pagine più commoventi della letteratura - da Omero a Cechov, da Schiller a Lawrence. La casa di Hanna è il limbo in cui possono consumare il loro rito: ogni giorno, tutti i giorni, al termine delle lezioni, Michael la raggiunge; le legge un libro, un nuovo libro ogni giorno, e poi fanno l’amore. Ma all’improvviso, al vertice della dipendenza amorosa, qualcosa si rompe. Michael ha la sua vita, fatta di cambi e rinnovamenti, Hanna forse lo capisce e comunque un giorno, senza dire niente, sparisce. Nel nulla, come se non fosse mai esistita.
Qualche anno dopo Michael è uno studente di legge. Si trova, per caso, per via di un seminario, a seguire un processo contro alcune ex sorveglianti della Germania nazista. Tra le imputate riconosce Hanna e non vorrebbe credere ai suoi occhi quando ascolta i capi di imputazione a suo carico. Lei rischia il carcere a vita, perché la sua posizione è più compromessa rispetto a quella delle altre colleghe. A un passo dalla condanna definitiva, lui ha l’occasione per salvarla, perché custodisce un segreto che nessuno conosce e che potrebbe scagionarla: Hanna non sa leggere e non potrebbe aver mai scritto quel documento che la inchioda come omicida di trecento ebrei, morti bruciati dentro una chiesa incendiata. Combattuto tra morale, amore, ragione e passato, Michael non confesserà e quando si pentirà sarà ormai troppo tardi.

Un film sull’amore incompiuto, sull’amore platonico, sull’amore per la letteratura. Libri e sesso come connubio perfetto, amore e letteratura come elemento imprescindibile per vivere, lottare, gioire e sorridere. Alla stregua de Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck, anche qui la letteratura è salvezza. Se nel film tedesco lo scrittore Georg Dreyman veniva risparmiato alla Stasi dalla sensibilità di Gerd Wiesler, qui la sensibilità di Hanna le accorda, mediante la lettura, il diritto a rinascere, una seconda chance per sopravvivere alla soppressione della prigione. E’ la lettura di Michael che la tiene aggrappata a un sogno, un sogno che, di lì a poco, si spezzerà.
La terza regia di Stephen Daldry è più articolata rispetto alle precedenti – Billy Elliot, The hours. Parte bene il film, con pochi dialoghi e poca musica, risolvendo egregiamente incipit e sviluppo della passione amorosa, contraddistinta da un inizio voyeuristico – curatissima la sequenza in cui il giovane intravede dallo spiraglio di una porta le grazie di Hanna – che si evolve in un racconto organico, che mescola sesso e letteratura come piaceri e bisogni ancestrali, come linfa e humus dell’amore. Tutta la prima parte, quella legata alla loro relazione, è riuscita e risolta perché giocata sull’ambiguità e sulla provvisorietà – i due si amano anche se tra loro non potrà durare; lei è dura e materna, cinica e altruista, si mostra enigmatica da subito, favorendo la nostra immaginazione. La seconda parte, invece, una volta rivelato il risvolto segreto, sfocia purtroppo nel descrittivo e nell’espediente pleonastico. L’intera trama poggia sulla nuova rivelazione – Hanna non sa leggere -, un escamotage troppo debole e troppo artificioso per giustificare i successivi passi narrativi. In sostanza, nella seconda parte, si esplicita tutto ciò che era stato ben arginato nella prima parte della vicenda.
C’è un uso prepotente della musica in questo film. Alcune scene, anche quelle più favorevoli al silenzio e ai sani rumori della presa diretta, come la visita di Michael ai campi di concentramento, sono imbrattate da note retoriche e sommarie, che non aggiungono niente di corposo al testo, che non dicono niente se non con enfasi. Ridondanza e retorica, come sempre dalle parti di Hollywood. Questa Hollywood. E’ un peccato, quindi, che alla fine il film scada nel patetico, quando Michael ha una seconda occasione per riscattarsi e non lo fa, risultando uno dei personaggi più inetti e insulsi mai visti al cinema. Tutto troppo descrittivo per colpire, tutto troppo raccontato secondo forma e formule convenzionali, quelle formule collaudate che tanto ci fanno odiare il cinema mainstream.
Note tecniche e artistiche.
Stephen Daldry ha fatto tre film e per tutti e tre ha ricevuto una nomination come miglior regia all’oscar. Strano a dirsi, ma è così. Eccezionale Kate Winslet, qui nel ruolo di antidiva, mostrando senza vergogna smagliature, fianchi abbondanti, seno calante, lanugine sulle guance e peli sotto le ascelle. E’ finalmente una bellezza umana in netto contrasto con tutte le prime donne di adesso. Oscar meritato, di gran lunga superiore a Ralph Fiennes, davvero fuori posto nei panni di Michael da grande. Il grande Bruno Ganz è il professore di giurisprudenza di Michael.
Leibniz
Regia: Stephen Daldry
Sceneggiatura: David Hare
Tratto da un romanzo di: Bernhard Schlink
Direttore della fotografia: Roger Deakins, Chris Menges
Montaggio: Claire Simpson
Interpreti principali: Kate Winslet, David Kross, Ralph Fiennes, Bruno Ganz
Musica originale: Nico Muhly
Scenografia: Christian M. Goldbeck, Erwin Prib, Yesim Zolan
Costumi: Donna Maloney, Ann Roth
Produzione: Donna Gigliotti, Anthony Minghella, Redmond Morris, Sidney Pollack
Origine: USA, Germania, 2008
Durata: 124 min.
Info: http://www.thereader-movie.com/
Commenti
Michael Berg giovane il clone di Gianfranco Franchi. Fumatore e lettore accanito, studente in giurisprudenza come tu sei stato per un anno:))
Voglio vederlo, ma solo dopo aver letto il romanzo di Schlink da cui è tratto.
Ho la sensazione sia uno di quei casi in cui nella trasposizione dal libro al cinema, si perda qualcosa.
"Eccezionale Kate Winslet, qui nel ruolo di antidiva, mostrando senza vergogna smagliature, cellulite, fianchi abbondanti, seno calante, lanugine sulle guance e peli sotto le ascelle"
Oddio detto così, considerando che sono un suo fan........... speriamo bene...
"Fumatore e lettore accanito, studente in giurisprudenza come tu sei stato per un anno:))"
Franchi studente in legge è una notizia che mi giunge nuova. Mi sa di inquietante. Meno male che non ha fatto il mio sbaglio di continuare. Sarebbe stato devastato da gonadi ipertrofiche e doloranti.
3 - Non ho letto il romanzo, ma immagino che si perda molto.. il film non è granché
3 - Beh, forse è una descrizione un po' impietosa, ma in realtà l'ho fatta per esaltare il suo coraggio e il suo anticonformismo... Ed è comunque meravigliosa, solo più umana che mai..
4 - 3=2
1, !
Infilo intanto l'archivio DALDRY, in calce - c'è anche un pezzo del karlsen;)
"Una storia d?amore contrassegnata da sesso e letteratura, incontri quotidiani di piacere in cui il giovane legge all?amante le pagine più commoventi della letteratura - da Omero a Cechov, da Schiller a Lawrence. La casa di Hanna è il limbo in cui possono consumare il loro rito: ogni giorno, tutti i giorni, al termine delle lezioni, Michael la raggiunge; le legge un libro, un nuovo libro ogni giorno, e poi fanno l?amore. "
> Seducente.
"Un film sull?amore incompiuto, sull?amore platonico, sull?amore per la letteratura. Libri e sesso come connubio perfetto, amore e letteratura come elemento imprescindibile per vivere, lottare, gioire e sorridere. Alla stregua de Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck, anche qui la letteratura è salvezza. Se nel film tedesco lo scrittore Georg Dreyman veniva risparmiato alla Stasi dalla sensibilità di Gerd Wiesler, qui la sensibilità di Hanna le accorda, mediante la lettura, il diritto a rinascere, una seconda chance per sopravvivere alla soppressione della prigione. E? la lettura di Michael che la tiene aggrappata a un sogno, un sogno che, di lì a poco, si spezzerà."
> Sospetto che amerò questo film:)
vediamo, dai, vado in sala (!) e ne riparliamo. Bellissima scheda, ma non lo ripeto più;)