Toronto, 1954. Elliot e Beverly Mantle sono gemelli. Sin da bambini hanno un'attrazione ai limiti della morbosità per la ginecologia e per il corpo femminile come oggetto di studio. La passione li porterà a coltivare la carriera attraverso anni di brillanti studi. 1988. I fratelli sono ginecologi rinomati. Condividono tutto, sia nella vita privata - vivono nella stessa casa, spesso scambiano amanti occasionali - che in pubblico. La famosa attrice Claire Niveau, in crisi perchè da poco scopertasi sterile, si reca presso la famosa clinica Mantle per un consulto. Claire viene sedotta e va a letto con Elliot ed in seguito, a sua insaputa, anche con Beverly. L'attrice è una delle poche in città non conoscere la dualità dei gemelli. Ma il gioco è presto rotto: Claire, scoperto l'inganno, fugge via furiosa. Per Elliot non è una tragedia: è sempre stato e sempre sarà il più forte dei due. Per Beverly, innamorato di Claire, è l'inizio di una lunga caduta nella tossicodipendenza e nell'alcolismo. Nè le cure del fratello nè il riconciliamento con Claire sembrano frenare la sua rovina. Elliot, tentando di aiutare il fratello ormai tossicodipendente, cade vittima delle stesse nevrosi e fragilità di Beverly. La donna sembra averli separati per sempre. Quindi Bev decide di "staccarsi" dal fratello. Ma "la separazione può essere molto dolorosa" e condurrà i gemelli Mantle ad un mortale epilogo.
Regia: David Cronenberg Soggetto: tratto dal romanzo Twins di Bari Wood e Jack Geasland Sceneggiatura: David Cronenberg e Norman Snider Fotografia: Peter Suschitzy Scenografia: Carol Spier Montaggio: Ronald Sanders Suono: Brian Day Musica: Howard Shore Costumi: Denise Cronenberg Interpreti principali: Jeremy Irons (Beverly e Elliot Mantle); Geneviève Bujold (Claire Niveau); Heidi von Palleske (dr. Cary Weiler) Produzione: David Cronenberg e Marc Boyman Origine: Canada, 1988 Durata: 115'
C'era una volta David Cronenberg. C'era una volta il regista di titoli come La mosca, Il demone sotto la pelle e Brood. Padre delle metamorfosi su schermo, definito il profeta della "nuova carne", Cronenberg sforna il suo capolavoro cimentandosi con una produzione di genere - per quanto possa essere di genere un film del canadese! -, un dramma, come non se ne vedevano da tanto.
Metamorfosi cronenberghiane: ormai la locuzione funziona da sè ed ormai è monopolio di critici ed "esperti" cinematografici. Inseparabili rappresenta una svolta nella carriera di Cronenberg, non solo per una diversa caratterizzazione delle usuali tematiche del regista, ma anche per l'inaspettato successo di critica - pericoloso "senza precedenti"! Metamorfosi, dicevo. Se la carne ha un ruolo essenziale nel film, la chiave d'interpretazione è psicologica più che anatomica, come anche le mutazioni. Se non troviamo più le carcasse gore de La mosca o i parassiti disinibitori di Shivers, allora sono altri gli abomini, ben più profondi e cerebrali. I fratelli Mantle sono il frutto perfetto della poetica del regista: Cronenberg, si sa, ama i personaggi che lottano quotidianamente contro le proprie pulsione, le proprie paranoie ed il proprio io. I gemelli non fanno eccezione: se dall'esterno sembrano uomini di successo che si godono fama e mondanità, nel privato hanno scelto di vivere da borderline. Ma Cronenberg - almeno sotto questo aspetto - è un individualista. Nei suoi film gli orrori ed i conflitti psicologici sono sempre intimi, frutto dell'ego di personaggi dalla personalità disturbata (il misantropo Seth Brundle, il docente de La zona morta, la doppia personalità di Tom Stall in A history of violence) e mai della società. O, almeno, non è la società la risposta diretta ai loro problemi. I personaggi dell'universo cronenberghiano devono rispondere solo a loro stessi. Il che non è poco, comunque.
E' la storia di un trittico che lentamente si riduce ad un unico individuo. Spenderei due parole sull'interpretazione commovente di Jeremy Irons. Il film è girato quasi interamente in split-screen, ovvero la tecnica usata quando un attore interpreta due parti nella stessa inquadratura. Tecnicamente perfetto, grazie anche alla fotografia di Suschitzy - guardate gli interni nell'appartamento dei Mantle - Cronenberg dirige un attore con un carisma ed un'esperienza invidiabili. Interpretare due fratelli gemelli, giocare sui millimetri e sugli angoli, girare ogni scena due volte - due ciak buoni! - davanti ad una controfigura di se stesso, non deve essere stato il ruolo più facile del mondo. Una nota positiva anche per la Bujold - anche se le malelingue dicono che non abbia fatto altro che interpretare se stessa! - che si insinua con eleganza tra i due.
- "Sono uno dei fratelli Mantle" -
Si giunge alla fusione - ricordate Scanners? -, all'indistinzione delle parti. Dopo la dipartita di Claire, a dover sparire è il dualismo gemellare. L'unica prova di questo era la loro diversità di carattere. Persa anche quella, la fine è inevitabile e, come in tutti i film del Nostro, la solitudine incombe come un minaccia peggiore della stessa morte. L'ultimo abbraccio di commiato tra i due fratelli citerà la Pietà. Citazionismo da poco, eh?
Il film influenzerà non poco le sue successive produzioni: Il pasto nudo (1991), M. Butterfly (1993), Crash (1996), eXistenZ (1999), Spider (2002), A history of violence (2005).
Commenti
Paolo, ho visto la seconda bozza e ho pensato questa fosse completa - ho aggiunto la locandina. Complimenti per l'esordio!
Potrai continuare a modificare e ampliare nel tempo l'articolo quando e quanto vorrai, in ogni caso.
Grazie. Guarda, hai fatto benissimo. Io avevo qualche problema con le foto...
A posto;). La prossima volta puoi pubblicare autonomamente, quando pensi che il testo sia definitivo. Quanto alle immagini, io, Charlie Brown e gli altri siamo pronti a darti dritte & indicazioni. Benvenuto a bordo. Era ora.
Scrivi: "Nei suoi film gli orrori ed i conflitti psicologici sono sempre intimi, frutto dell?ego di personaggi dalla personalità disturbata (il misantropo Seth Brundle, il docente de La zona morta, la doppia personalità di Tom Stall in A history of violence) e mai della società. O, almeno, non è la società la risposta diretta ai loro problemi. I personaggi dell?universo cronenberghiano devono rispondere solo a loro stessi. Il che non è poco, comunque" > ed è, in effetti, la negazione della sociologia, a ben guardare. Mi domando se questo approccio possa essere davvero intelligente in ambito extra-artistico; ossia, a livello di lettura di microcosmi o clan o ambienti, in generale. Al contempo, m'accorgo che da un punto di vista filosofico o letterario è assai fertile;).
Pasto nudo: che ne pensi di un'analisi comparata Burroughs-Cronenberg?
Uno dei Cronemberg più inquietanti. In ogni caso non il primo riconosciuto dai critici, anche Videodrome ebbe un' ottima accoglienza. Oggi - fortunatamente, a giusta ragione - tutta l'opera di Cronemberg è stata rivalutata da un parte della critica. L'altra gli contesta ancora l'eccesso di visività e di corpi "schifosamente" deformati. A torto, secondo me.
Ho adorato "Il pasto nudo" di Cronenberg, che a mio avviso è una splendida e livida metafora sulla scrittura e sulla consapevolezza della caducità. Qualcuno ha scritto che Cronenberg ha voluto fare un film su Burroughs scrittore. Secondo me Pasto nudo è un omaggio alla tecnica dello scrittore, infarcito di qualche nota biografica. Il "Cut-up" su pellicola?
Ecco, vedo che devi scriverne;). Perfetto. Mi limito a lasciare vivo l'innesco, adesso esplodi con qualcosa di tuo e di notevolissimo. Daje.
http://www.lankelot.eu/?biografia=141 > felici noi di averti qui.