eXistenZ si scrive così. X maiuscola, Z maiuscola. Ed è un gioco iper-reale che azzanna le viscere e il cervello, che oltrepassa i limiti dei vecchi sistemi tattili e visivi e sensoriali in genere. Adesso alla realtà virtuale si ascrivono altri fattori: le conseguenze del gioco possono avere ripercussioni anche sulla vita reale e non c’è conseguenza del gioco che non si adatti a un nuovo giocatore; il programma traduce le caratteristiche psicofisiche di ogni persona e le installa nella nuova partita che il gruppo o il singolo si apprestano a cominciare, cosicché gli utenti connessi possano riconoscersi nella nuova dimensione come se stessi e come personaggio da interpretare.
Per accedere a questo mondo innovativo è necessario installare, alla base della spina dorsale, una bio-porta, un connubio di tessuti organici e tecnologia, indispensabile per approdare a eXistenZ e ai suoi epigoni. L’altro elemento essenziale per la connessione è il game-pod, una sorta di joystick composto dalla sistematizzazione artificiale di organi e di tessuti animali. Non necessita di batteria, si alimenta dal corpo umano attraverso un cordone ombelicale collegato alla bio-porta.
Il game-pod è molto sensibile agli sviluppi del gioco e alle cariche neuro-psichiche del giocatore, la vita del game-pod non prescinde dagli eventi che si succedono nella nuova dimensione: per la forma che possiede e che assume nel corso degli avvenimenti virtuali e per la tipologia connettiva, è una specie di appendice umana. Qualcosa che connota la nuova ideologia di una società incline al sogno artefatto e al surreale meccanico, alla nuova realtà elettronica e virtuale, che non discrimina le mutazioni, le combinazioni biologiche, l’inter-connessione tra macchina e uomo, conscia di raggiungere una nuova consapevolezza, un nuovo scibile extra-sensoriale. Anche la bio-porta apre canali segreti dell’intelletto umano: l’inserimento del cavo ombelicale al suo interno provoca un amplesso silenzioso, nuove sensazioni fisiche.
A sedici anni da Videodrome David Cronenberg imbocca, ancora una volta, il suo sentiero postmoderno, contrassegnato dalla perdita di un centro, da protagonisti dissociati che hanno smarrito le loro proverbiali coordinate esistenziali e dalla compresenza osmotica di due mondi agli antipodi tra loro e paralleli – allucinazione/realtà, macchine/uomini, animali/uomini. Ma stavolta il regista di Toronto opta per una variante, la matrioska. Un gioco include un altro gioco, il quale a sua volta ne include un altro, sino alla “scocca” finale. La confusione determinata da questo sistema di domini e di insiemi provoca una sorta di collasso mentale che interdice ai protagonisti il ritorno alle proprie origini “reali”, al momento esatto in cui il gioco è cominciato.
I protagonisti della realtà virtuale non riusciranno più a discernere le loro azioni reali e consapevoli da quelle effettuate nella nuova vita parallela. Come in Videodrome, le macchine e la tecnologia si impadroniscono dell’unico elemento vitale che permette all’uomo di essere tale, la coscienza. In tal senso è esplicativa l’ultima sequenza del film: i due protagonisti commettono un omicidio formulando una frase che riecheggia nei vari insiemi e sottoinsiemi del gioco, ma mentre si accingono ad eliminare un altro personaggio, prima di premere il grilletto, questi li interroga: “siete sicuri che questo sia un gioco?”
Regia: David Cronenberg. Soggetto e Sceneggiatura: David Cronenberg. Direttore della fotografia: Peter Suschitzky. Montaggio: Ronald Sanders. Interpreti principali: Jennifer Jason Leigh, Jude Law, Don McKellar, Oscar Hsu, Ian Holm, Willem Dafoe. Musica originale: Howard Shore. Produzione: David Cronenberg, Robert Lantos, Andras Hamori. Origine: Canada / UK / Francia, 1999. Durata: 97 minuti.
Approfondimento: davidcronenberg.de / D.C. Filmography and www resource
Commenti
Cronenberg, a qualche anno di distanza da questo tuo scritto, sta diventando un protagonista di questo sito:). Siamo sicuri che questo sia un gioco?
...sicuramente un BEL gioco...
é cosa buona che Cronemberg sia protagonista qui su Lanke, vediamo di fare lo stesso con David Lynch, anche. Estendo nuovamente l'invito a tutti, io ci tornerò a breve: su tutti e due.
in questo film, che mi è piaciuto molto, da notare la recitazione (orgasmica? come definirla?) di Jennifer Jason Leigh. anche il cinema è menzogna. (giusto per ricollegarmi al commento che ho appena fatto da un'altra parte)
Tom Cruise e Denzel Washington nel nuovo film di Cronenberg, sembra.
http://www.adnkronos.com/IGN/Spettacolo/?id=3.0.3010201202
Nuovo Cronenberg? Bada, non sapevo. Certo Tom Cruise russo, dopo che è stato anche tedesco (Operazione Valchiria), la trovo una scelta non proprio buona. Cruise può fare solo lo yankee, c'ha la faccia da yankee;)
ahah:)))
locandina+archivio DC
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