LUPO DE LUPIS
Ellie e Jimmy, due fratelli, rientrano a casa attraversando Mulholland Drive, quando l’auto sbanda, dopo aver colpito accidentalmente un animale. L’incidente è la conseguenza di una manovra azzardata per cui a farne le spese è una ragazza. Vano il tentativo di salvataggio perché, proprio quando tutto sembra evolversi per il meglio, la sconosciuta viene letteralmente strappata da un animale non ben identificato che la trascina via dal finestrino dell’auto.
Nel tentativo di trattenere in extremis la preda inconsueta, i due fratelli vengono feriti da morsi e graffi accidentali: il male inizia a diffondersi.
Orrore…orrore!Orrore? Una parola magica che pare essere svanita dalle menti di quanti, anni fa, maneggiavano pellicole destinate a divenire cult movie intrise di paure, tensioni ed intenti moralistici, politici e chi ne ha più ne metta.
Wes Craven, supportato dalla sceneggiatura di Kevin Williamson, ripropone un genere agonizzante già un decennio fa, dopo l’exploit del primo “Scream” (1996) e dimostrando che anche i “grandi” invecchiano, spesso male, anzi malissimo.
Non si sa se ridere o piangere tanta la miseria che traspare da ogni frammento della pellicola. Ciò che suscita un invisibile moto dell’anima è il viso di Cristina Ricci, indimenticabile Mercoledì, figlia modello di tale “Famiglia Addams” (1991) che ha riempito la memoria di intere generazioni, con tutte le sue variazioni sul tema. La lentezza dei suoi gesti nel salvataggio della ragazza finita fuoristrada, come se non avesse ben chiara la situazione, si acuisce con un atteggiamento poco generoso di fronte al pericolo di vita. Mi aspettavo che, da un momento all’altro, tirasse fuori dalla borsetta specchio e rossetto per rifarsi il maquillage. Chi riuscisse a vedere un tocco di vera ansia e di sana solidarietà in questa ragazza, anche nei momenti più drammatici, faccia un fischio e ne sottolinei i momenti, perché francamente non ne ho ravvisato traccia. Per non parlare dell’abominevole uomo dello schermo di nome Joshua Jackson che, dopo una parte più o meno monotona in “The skulls” (2000), ci regala l’apoteosi dell’immobilismo facciale, con una prova attoriale da far venir le lacrime, in senso negativo ovviamente. Tutto il resto è una serie di sciatti interpreti del tutto trascurabili.
Vedere simile prodotto da chi ha tormentato gli incubi di un decennio, me compresa, con personaggi indimenticabili come Freddy Krueger o i “simpatici” proprietari de “La casa nera” (1991), vicini che tutti vorremmo avere, è un altro trauma che non si supera facilmente.
“Cursed” è una rivisitazione (l’ennesima) del mito dell’uomo lupo, il licantropo, questa volta in chiave seria, rivitalizzato da tecniche digitali non all’altezza. La versione ironica l’avevamo anch’essa veduta in altri tempi, sicuramente meglio riuscita, così com’era stato per l’intramontabile mito di “Dracula” che in qualsiasi versione venga presentato è sempre godibile, persino in quella manipolata da Polanski in “Per favore non mordermi sul collo” (1966) e per certi versi anche dallo stesso Craven nel suo “Vampiro a Brooklyn” (1995).
Forse il vampiro ha in sé il marchio che incute rispetto, la qual cosa si nega spesso e volentieri all’uomo lupo. Questa occasione non fa eccezione. Quando l’horror pare esser tornato decisamente di moda, dopo un’importazione di matrice orientale, si presenta una visione spiazzante e deleteria che infrange il marchio Craven nella fabbrica di Mostri & C.
In realtà non se ne può più, soprattutto per un regista che vuole prendersi così sul serio anche in chiave comica, sciorinando una serie di citazioni classiche di tutto rispetto in parodia (e l’unico divertimento sta nell’indovinarle), con il pretesto di una manifestazione in chiave orrorifica che si contorce su se stessa, come un serpente in preda agli spasmi dell’indigestione. I miti cinematografici di tutti i tempi, risalenti agli anni ’40, sono presentati sulla scena come facenti parte di un museo virtuale che ripercorre, in modo un po’ confuso e tirato per i capelli, la storia dell’horror e dei suoi interpreti. Ma vediamo un po’ che sorpresa ci ha riservato il nostro buon Craven.
Gli schemi della baggianata si presentano istantaneamente sulla scena: la chiromante che vede “taaaaanto sangue” ed “il pericolo della bestia” (no, non quella targata “666” che forse sarebbe stata più a suo agio nel film), ovviamente mai presa in considerazione; la festa noir-fanta-horror in preparazione, peculiare teatro di scena dove il mostro vero possa confondersi tra quelli di cartapesta; il litigio tra innamorati, con ovvi rancori, sospetti e gelosie reciproche; l’incidente in auto con conseguenti piroette e capitombolo che hanno come conseguenza una semplice ammaccatura ed il trucco intatto dei protagonisti; la ragazza intrappolata e poi rapita da un invisibile essere; i morsi ed i graffi che fanno rimescolare il sangue; gli incubi notturni; il ragazzo preso continuamente in giro per chissà quali strane colpe che diviene, nel giro di un quarto d’ora, talmente forte che la bella di turno si degna di guardarlo (vi ricorda per caso un Michael J. Fox in “Voglia di vincere”?, 1985); la ragazza che attira gli uomini, loro sangue compreso come carta moschicida (“Il bacio della pantera”, 1942 e 1982); ovviamente i protagonisti sono fratelli che vivono nella stessa casa, da soli, con un cane a sua volta contagiato. E poi uno, due, tre lupi mannari che, muovendosi un po’ alla Alien un po’ alla T-Rex, spuntano là dove nessuno aveva mai visto e saputo niente.
Ma andiamo! C’è bisogno di questa ridicola farsa per farci capire che questi esperimenti forgiati in uno stampo giovanile e furbesco non funzionano, nemmeno al botteghino con una opportuna campagna promozionale che chissà quali miracoli prometteva.
Per carità, piuttosto che far pagare un biglietto regalate degli omaggi, dedicatevi al remake, magari quello di “Biancaneve e i sette nani” versione Walt Disney (trasformando questi ultimi in lupi), che a confronto sa incutere più paura, oltre a spingere ad adeguate riflessioni.
I filmetti che scivolano in serie “C”, senza passare dal via, non fanno per il grande schermo; lasciateli a trasmissioni ad hoc, con tanto di ragnatele e serpenti finti, dove un Freddy Krueger, opportunamente restaurato, con indosso i panni di Zio Tibia, potrebbe ben divertire presentandone singoli frammenti a mo’ di “Ai confini della realtà”, più che di “Notte Horror”.
Regia: Wes Craven. Sceneggiatura: Kevin Williamson. Fotografia: Robert McLachlan. Montaggio: Gregg Featherman, Patrick Lussier, Lisa Romaniw. Interpreti principali:Christina Ricci, Joshua Jackson, Judy Greer, Portia de Rossi, Jesse Eisenberg, Scott Foley,Omar Epps, Kristina Anapau, Scott Baio, James Brolin, Illeana Douglas, Robert Forster. Musiche: Marco Beltrami. Scenografie:Chris Cornwell, Bruce Alan Miller. Effetti visivi: Scott W. Anderson. Effetti speciali: Rick Baker. Produzione: Dimension Films. Distribuzione: Buena Vista International. Origine: USA, 2004. Durata:96 minuti. Titolo originale: “Cursed”.
Info Internet: sito ufficiale di Wes Craven
Originariamente apparsa su Lankelot.com
Craven in Lankelot
Commenti
terribile...
e poi quel "Lupo De Lupis" subito in apertura. Un brivido! Mio zio? Chissà. Eh brava però, recuperi senza sosta, fai bene.
Jackson era in Dawson's Creek.
http://it.wikipedia.org/wiki/Joshua_Jackson
3.mai visto :))))
però sì, lo ricordavo in The Skulls che mia sorella vleva vedere per via di Dawson's Creek...:)
2. ne ho un po' da recuperare. Il Franchi mi ha messo fretta per via della nuova versione...
comunque tutto per te, Lupo de Lupis:
http://video.libero.it/app/play?id=9fb57e5cc05c84d47c04178f4db72f94
:D
"Ellie e Jimmy, due fratelli, rientrano a casa attraversando Mulholland Drive, quando l?auto sbanda, dopo aver colpito accidentalmente un animale. L?incidente è la conseguenza di una manovra azzardata per cui a farne le spese è una ragazza."
> Tutto ciò mi ricorda qualcosa:). Curioso.
"Wes Craven, supportato dalla sceneggiatura di Kevin Williamson, ripropone un genere agonizzante già un decennio fa, dopo l?exploit del primo ?Scream? (1996) e dimostrando che anche i ?grandi? invecchiano, spesso male, anzi malissimo."
> Naa, pazzesco, non abbiamo "Scream" in archivio. Spiazzante 'sta cosa. Rimedieremo:)
"il ragazzo preso continuamente in giro per chissà quali strane colpe che diviene, nel giro di un quarto d?ora, talmente forte che la bella di turno si degna di guardarlo (vi ricorda per caso un Michael J. Fox in ?Voglia di vincere??, 1985);"
> oddio. Che m'ha ricordato... "Voglia di vincere" è nascosto in memoria, da qualche parte, assieme a parecchi fotogrammi di film d'antan, commerciali ma dignitosi, tipo Dottor Creator e cose del genere:). Quanto tempo!
"I filmetti che scivolano in serie ?C?, senza passare dal via, non fanno per il grande schermo; lasciateli a trasmissioni ad hoc, con tanto di ragnatele e serpenti finti, dove un Freddy Krueger, opportunamente restaurato, con indosso i panni di Zio Tibia, potrebbe ben divertire presentandone singoli frammenti a mo? di ?Ai confini della realtà?, più che di ?Notte Horror?. "
> Quoto. Sottoscrivo:).
Bell'idea:).
8. Dottor Creator m'è sfuggito, mi sa :)