Coppola Francis Ford

La conversazione

Autore: 
Coppola Francis Ford

“A me non interessa quello che dicono. Io voglio solo un bel nastro ricco”. Harry Caul lo sa. Come Amleto, archetipo dell’eroe moderno, Harry ha bevuto il senso della nostra epoca. La sua catatonia, per dirla alla Baudrillard, è il risultato di quell’overdose di immagini e suoni che ha annientato le nostre percezioni. Non esiste più una realtà facilmente interpretabile.

Esiste solo la coscienza, e Harry Caul lo sa.  “La conversazione” è il film più voluto e più personale di Francis Ford Coppola.  Messe in un cassetto le tematiche che lo avevano contraddistinto  fino a quel momento (l’adolescenza in “Buttati Bernardo!” e “Non torno a casa stasera”, la famiglia ne “Il Padrino”) il regista inizia a riflettere sulla tensione tra esistente e possibile, tra fattuale e inferenziale, a metà tra l’esistenzialismo scopico di Bazin e la documentazione funzionale di kracaueriana memoria.
 
Ne risulta un film atipico, tra spy story e psicodramma, dove l’incertezza regna sovrana.  Grazie anche al monumentale lavoro sul sonoro di Walter Murch, il film è una sorta di “elogio del dubbio”,  dove il profilmico è un magma di segni, estuario di più significanti.
 
“La conversazione” è un grande pamphlet d’accusa: ad essere denunciata è la condizione dell’individuo nell’era della riproducibilità tecnica: Harry Caul è infatti un uomo solo, paranoico, ansioso. Non ha una vita se non quella basata sul proprio lavoro e la paura lo segue continuamente.
 
Coppola usa con grande intelligenza (senza essere mai gratuito) tutto l’arsenale scopico a disposizione per evocare queste atmosfere morali dell’ America post- Watergate: dai totali di Harry con focali larghe, all’uso del teleobiettivo per le scene “spionistiche”, al bric-à-brac di suoni, dove il diegetico si fonde con l’extradiegetico.
 
Il vero fulcro del film sta nella riflessione sulla nozione di “conoscenza”, interpretabile attraverso due chiavi di lettura: l’iperrealismo e l’ambiguità (termini che sembrano in contrasto tra loro ma che in realtà sono uno fucina dell’altro). Tutto il film ruota intorno a immagini che descrivono la realtà circostante: ma questa realtà non è data induttivamente, attraverso un rapporto causativo con la quotidianità, bensì è una realtà rovesciata, sublimata, di terzo grado. Ciò che vediamo è ambiguo, in quanto ha un’apparenza problematica, ma è ugualmente discernibile. Non vi è quindi contrasto tra realtà e apparenza.  Esse coincidono, cambia solo il loro valore. La differenza sta (ed è qui che troviamo la grande lezione iperrealista) fra ciò che è “realista” (quindi che rispecchia la quotidianità) e ciò che è reale (il senso concreto della quotidianità). Ciò è possibile attraverso un procedimento deduttivo di matrice popperiana. Non a caso l’unico momento di verità e crescita per Harry è quello onirico: nel sogno egli ritrova il suo passato e intuisce il bagno di sangue che avrà luogo a breve.
 
Perché alla fine, in un mondo dominato dalle paure e dalle paranoie, resta solo la coscienza. La stessa che porterà Harry a scoprire la verità (ma non a perdere le proprie ansie).
 
“La macchina non si ferma mai” diceva Deleuze a proposito di Kafka. Harry Caul lo sa, e le dolci note del suo sax ce lo ricordano.
 
Regia: Francis Ford Coppola. Soggetto e Sceneggiatura: Francis Ford Coppola.  Direttore della fotografia: Bill Butler Montaggio: Richard Chew. Suono: Walter Murch. Interpreti principali: Gene Hackman, John Cazale, Harrison Ford, Robert Duvall  Musica originale: David Shire. Scenografia:Dean Tavoularis, Doug Von Koss. Costumi:Aggie Guerard Rodgers.Origine: Usa, 1974. Durata: 113 minuti
 
Roma, 22/07/2010.
A Ian Degrassi.

Per approfondire: COPPOLA in Lanke

Gianluca Minucci

ISBN/EAN: 
8007038053420

Commenti

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[la conversazione] esordio di GIANLUCA MINUCCI!

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[francis ford coppola] tutto COPPOLA in Lanke: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?C/Coppola+Francis+Ford

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[gianluca] oh gian, da ora in avanti qui: http://www.lankelot.eu/autori/GianlucaMinucci è on line la tua scheda, completa di tutti gli articoli che verranno. Integra una tua bio-filmografia non appena puoi!

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[conversazione] gran bell'esordio, menenio.

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Grazie Franco, esordio sudato e sofferto :)


ormai ho sconfitto la mia pigrizia, a breve nuovo articolo!

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[la conversazione] ti dico subito il mio passo preferito: "La sua catatonia, per dirla alla Baudrillard, è il risultato di quell’overdose di immagini e suoni che ha annientato le nostre percezioni. Non esiste più una realtà facilmente interpretabile."

> Ah. Libidinoso.

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la scuola degrassiana vince sempre :)

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[gianluca] ian degrassi, è grande cinema, è grande letteratura.

[esordio] daje gian daje.

[esordio] daje gian daje. Avanti così. Famelici attendiamo;)

Menenio!

Menenio!

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