Prendete un brillante film di mezzo secolo fa, con un giovane ma già carismatico Peter Sellers e un Alec Guinness forse mai più così bravo nella sua carriera. Aggiungeteci due fratelli dal talento al di fuori del comune, capaci di realizzare capolavori quali l’originale "Barton Fink", l’ottimo "Fargo" e l’irresistibile "Il grande Lebowski". Mescolate il tutto con un affabulatorio Tom Hanks, dai modi ruffiani e dal linguaggio forbito, una terribile vecchietta di colore, la straordinaria Irma Hall ed un discreto cast di contorno composto da volti poco noti ed otterrete l’ultimo film di Joel ed Ethan Coen, "The Ladykillers", presentato al recente Festival di Cannes tra pareri contrastanti e commenti non proprio entusiastici.
Dopo il poco entusiasmante Intolerable cruelty (orribilmente tradotto in italiani in "Prima ti sposo, poi ti rovino"), che riusciva a offrire uno spettacolo decente solo grazie alle belle prove dei due attori protagonisti – George Clooney e Catherine Zeta–Jones – un altro film che convince a metà, questo "Ladykillers", dei fratelli del cinema più amati oltreoceano, che si sviluppa su un plot narrativo semplice e divertente: il professor Dorr (un istrionico e ghignante Tom Hanks) è un truffatore, dotato di abbondante eloquenza e seducente parlantina, che si presenta alla porta della Signora Munson (Irma P. Hall), una vecchia signora di colore dai modi bruschi, con la passione per la Chiesa e eternamente legata al marito scomparso vent’anni prima, per chiedere di affittare una camera. Introdottosi in casa dell’anziana signora, richiede, con gentilezza, di poter visionare, e in seguito utilizzare la cantina per suonare, con il suo gruppo, musica del Cinquecento.
Il vero scopo è in realtà un altro, per il fantomatico professore ed il suo gruppo di quattro amici, composto dall’esperto di esplosivi Garth Pancake (J.K. Simmons), dal bullo di colore Gawain MacSam (Marlon Wayans), dal muto – ma non sempre – Generale (Tzi Ma) e dal grosso e tonto Lump Hudson (Ryan Hurst): quello di scavare un tunnel sotterraneo che arrivi al caveau del vicino casinò galleggiante sul fiume Mississippi e sgraffignare un sostanzioso bottino.Dopo numerose ed estenuanti peripezie, tra battibecchi surreali, aspre discussioni e potenti esplosioni che sembrano dividere un gruppo già di per sé del tutto discorde e eterogeneo, i cinque raggiungono il tanto desiderato bottino. Ma l’eccessivo trambusto insospettisce la vecchia signora e i veri problemi per la sgangherata banda di ladri, superati in qualche modo durante l’organizzazione del colpo, cominciano in quel preciso momento.
Ne deriverà una serie di colpi di scena, divertenti ma non sempre riusciti, che porteranno rapidamente al surreale e paradossale epilogo.
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Sono passati ormai cinquant’anni da "La signora omicidi", elegante commedia inglese del 1955, ed inaspettatamente i fratelli Coen, pochi mesi dopo l’uscita del non ottimo "Prima ti sposo, poi ti rovino", con George Clooney e Catherine Zeta-Jones, realizzano questo interessante remake che, nella versione italiana si limita ad essere distribuito con l’originale "The Ladykillers".
Il film di Mackendrick, però, era un piccolo capolavoro di comicità basato soprattutto sull’affiatamento e sull’amalgama del cast di splendidi attori. Cos’è la prima cosa che sembra mancare al rifacimento dei Coen? Proprio questo, un gruppo affiatato di interpreti che riesca a tener testa al film originale e al comunque straordinario duo formato dal sempre in parte Tom Hanks e dalla strepitosa Hall.
I due registi ce la mettono davvero tutta per raggiungere e superare l’originale, ma non sembrano riuscirci in numerosi punti della pellicola, che respira affannosamente e si trascina in modo mediocre e priva di spunti originali, lasciando con l’amaro in bocca in più di una sequenza.
I Coen cambiano poco nella sceneggiatura originale: trasferiscono il set dall’Inghilterra al Mississippi, con l’aggiunta del caveau sotterraneo e della vecchina di colore, per lasciare la trama pressoché uguale; ma non sempre appassionano, a tratti annoiano, strappano solo qualche sorriso, anche se alcune gag sono effettivamente divertenti, e all’altezza delle pellicole precedenti.
Quello che infastidisce di più, soprattutto, all’interno della pellicola, è una sorta di inspiegabile accelerazione degli eventi, verso la fine del film, che porta ad un rapido e forzato decesso di tutti i componenti della banda.
Anche la composizione dell’improvvisato gruppo di rapinatori sembra, secondo il nostro parere, poco e male assortita: dopo l’iniziale e fenomenale trovata del cane con la maschera a gas (chi vedrà il film capirà), poco resta sia di Pancake che della fidanzata Mountain Girl. È inizialmente divertente, per poi diventare scurrile e oggettivamente volgare l’eloquio di Gavain, così come il Generale indonesiano di poche parole, con i suoi rari interventi comici, strappa soltanto qualche risata, ma nulla più. Poco o nulla da dire su Lamp, enorme bestione tutto muscoli e niente cervello, a parte la particolare presentazione – segno del grande stile dei registi - con una serie di soggettive attraverso il suo casco da football durante un match.
Il film si regge completamente, quindi, sulle battute e sul duello Professor Dorr / Sig.ra Munson, e pur offrendo una serata all’insegna del divertimento, stenta a decollare, soprattutto se paragonato ai capolavori riconosciuti della coppia di registi del Minnesota.
Una piccola nota merita la bella colonna sonora, che spazia tra i generi offrendo numerosi pezzi di gospel, energici, passionali e spirituali, cantati in chiesa o di sottofondo in alcune scene, ed alternano in modo eccellente anche dei pezzi rap, hip hop, con sonorità più moderne.
Risate a denti stretti, dunque, quelle offerte dai fratelli Coen, in attesa del prossimo "Grande Lebowski".
Regia: Joel Coen. Soggetto:Joel Coen ed Ethan Coen. Sceneggiatura:Joel Coen ed Ethan Coen. Direttore della fotografia:Roger Deakis. Montaggio: Joel Coen ed Ethan Coen. Interpreti principali:Tom Hanks, Irma P. Hall, Ryan Hurst, Tzi Ma, Freda Foh Shen, J.K. Simmons, George Wallace, Marlon Wayans, Jason Weaver. Musica originale:Carter Burwell. Produzione:Touchstone Pictures, Jacobson Company. Origine:U.S.A., 2004.Durata:104 minuti.
Antonio Benforte, 5 gennaio 2005.
Recensione pubblicata originariamente su ciao.com.
Commenti
Antonio su "The Ladykillers" di Joel Coen.
L'archivio COEN cresce;).
"Dopo il poco entusiasmante Intolerable cruelty (orribilmente tradotto in italiani in "Prima ti sposo, poi ti rovino"), che riusciva a offrire uno spettacolo decente solo grazie alle belle prove dei due attori protagonisti ? George Clooney e Catherine Zeta?Jones "
> Passato qualche anno, ricordo soltanto lei - del film, che pure recensii e controvoglia, molto poco. Una delusione abbastanza lampante.
" realizzano questo interessante remake che, nella versione italiana si limita ad essere distribuito con l?originale "The Ladykillers"."
> Per una volta, rispetto la scelta dei curatori dell'edizione italiana: ci hanno risparmiato l'ennesima zozzata commerciale. A me i commerciali/marketing stanno proprio sul culo, ovunque toccano l'arte sporcano l'arte. Editoria, Cinema, Musica. Gente sordida.
"Risate a denti stretti, dunque, quelle offerte dai fratelli Coen, in attesa del prossimo "Grande Lebowski"."
> mmm. Mi sa che non arriverà...
aggiungo l'ean per il dvd;)
aggiungo l'ean per il dvd;)