Coen Joel

Intolerable Cruelty

Autore: 
Coen Joel

DURA LEX, SEX LEX.  

Commedia leggerina e gustosetta, non all’altezza del talento e della fama dei fratelli Coen: dimenticate il glorioso dude Lebowski, la farsesca e postmoderna Odissea di “O Brother, Where Art Thou?” e preparatevi a un’operetta sarcastica ma non satirica, intelligente ma mai sottile, gradevole ma mai intrigante.

 

L’auspicio del redattore è che si tratti semplicemente di una fase di transizione, e non dell’annuncio dell’involuzione dell’arte dei folli fratelli Coen. La sensazione è che si sia andati particolarmente vicini alla battuta d’arresto. E questo nonostante un cast di tutto rispetto (Billy Bob Thornton e Geoffrey Rush sono due comprimari di lusso: la Zeta-Jones è sempre seducente, Clooney piacevolmente autoironico) e l’eccellente scelta di omaggiare Simon & Garfunkel (si segnala, in particolare, un felice richiamo a “Bridge Over Troubled Water”): “Intolerable Cruelty” è una commediola che non decolla mai, si ripete e si trascina suggerendo sonnellini sulle poltrone, non delude e non convince: (tra)passa.        

 

La trama.

Miles Massey (George Clooney) è un avvocato matrimonialista inaridito dai suoi tanti trionfi: diabolico e piacione, persuasivo e lucidissimo, non conosce sconfitta neppure nelle cause più intricate e complesse. Reduce dall’ennesima vittoria alle spalle d’un innocente, il produttore televisivo  Donovan Donaly (Geoffrey Rush), Miles si trova ora ad affrontare la spinosa vicenda della separazione tra la cacciatrice di doti Marylin Rexroth (Catherine Zeta-Jones) e il suo compagno.

Tutto sembra filare per il verso giusto: Miles indovina il testimone e tutela (sin oltre quel che appariva legittimo) il suo assistito, ma qualcosa, inevitabilmente, s’è incrinato in lui nel momento in cui ha incontrato la splendida Marylin.

 

I due si riconoscono senza difficoltà come esemplari della stessa specie: arrivisti, ambiziosi, cinici e annoiati, si sfidano e si provocano nella limpida consapevolezza di avvertire un pur larvale sentimento d’amore. Attraverso inganni, diffidenze, trappole ben congegnate e irresistibili slanci, potrà l’implacabile leguleio coronare il suo sogno d’amore con la neo femme fatale? Indovina, spettatore. 

 

Appunti.

Divertono i tic del narcisista avvocato Massey: l’ossessione per l’igiene orale e la dedizione al pallore dentale sono manie che caratterizzano il personaggio con efficacia. Esteticamente impeccabile, accompagnato da un sorriso d’un’ipocrisia miracolosa, Clooney conferma le sue attitudini alla commedia brillante. Catherine Zeta-Jones si può permettere il lusso di ostentare la sua totale inespressività: qualcuno m’accuserà di sessismo, ma credo che da una donna del genere sia delittuoso pretendere intelligenza e talento.

Semplicemente, deve apparire. È già miracoloso che esista.

 

Colonna portante del film è l’ironia ai danni dell’avvocato di grido e del suo ambiente e, probabilmente, di certa cinematografia che si fonda sulla spettacolarizzazione dei processi e delle procedure legali. L’intrigo sentimentale è deboluccio e la sceneggiatura è spesso sconnessa e saltabeccante.

 

Un mezzo sorriso dallo spettatore, niente di più. Yawn.

Regia: Joel Coen.

Soggetto: Robert Ramsey, Matthew Stone, John Romano.

Sceneggiatura: Ethan & Joel Coen.

Direttore della fotografia: Roger Deakins.

Montaggio: Ethan & Joel Coen,

Interpreti principali: George Clooney, Catherine Zeta-Jones, Billy Bob Thornton, Geoffrey Rush, Richard Jenkins.

Musica originale: Carter Burwell.

Produzione: Ethan Coen, Brian Grazer.

Origine: Usa, 2003.

Durata: 100 minuti.

Titolo dell’edizione italiana: “Prima ti sposo, poi ti rovino”.

 

Info Internet: Sito ufficiale. Sito italiano.

Coenesque. Gods of Filmmaking.


I Coen in Lankelot:

 

Lankelot Franchi, novembre del 2003. Prima pubb: Lankelot.com

ISBN/EAN: 
5050582068276

Commenti

"Commedia leggerina e gustosetta, non all?altezza del talento e della fama dei fratelli Coen: dimenticate il glorioso dude Lebowski, la farsesca e postmoderna Odissea di ?O Brother, Where Art Thou?? e preparatevi a un?operetta sarcastica ma non satirica, intelligente ma mai sottile, gradevole ma mai intrigante".

Incipit che dice tutto, è uno dei loro film peggiori. A me non ha convinto nemmeno ?O Brother, Where Art Thou?? ("Fratello dove sei", nella traduzione italiana). Riusciti invece Fargo e Il grande Lebowsky, recensiti ottimamente da Paolo, ancor migliore "L'uomo che non c'era", il loro film - a mio avviso - più convincente.

locadina e archivio coen.

locadina e archivio coen. olè.

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