Autore:
Clementes Ron , Edwards Rob
La notte della Vigilia si avvicina e le lettere a Babbo Natale dovrebbero essere già state tutte spedite, ma poiché siamo italiani metterei la mano sul fuoco che qualcuno non abbia ancora ottemperato a questa incombenza, lasciandosi per l'ultimo momento l'annoso problema dei regali. Fortunatamente c'è chi ci ha pensato con largo anticipo: la Walt Disney infatti, per il Natale che chiude la prima decade del nuovo millennio, ha impacchettato ed infiocchettato un favoloso cesto regalo per i suoi affezionati, il suo Classico num. 49, aggiungendo alla lista delle sue Principesse un ottavo nome, quello di Tiana, protagonista de La Principessa e il Ranocchio.
Basato sulla fiaba europea resa famosa dai fratelli Grimm, Il Principe Ranocchio, il nuovo capolavoro obliterato dall'inconfondibile firma di “Walt” esce nelle sale ben settantadue anni dopo il primo “Classico” della casa di produzione americana, Biancaneve e i Sette Nani, perpetrando una tradizione che non perde nulla di quella magia e quella bellezza, vera e propria poesia che ha accompagnato generazioni di bambini, dei primi lungometraggi made in Disney.

In una New Orleans tutta musica e feste, Tiana ha il sogno di aprire un proprio ristorante, riscattando in questo modo le aspirazioni di suo padre, grande lavoratore che, prima di morire, non era mai riuscito ad aprire il locale che tanto desiderava. Tra turni di lavoro impossibili e immobili troppo costosi, ogni speranza sembra persa quando la giovane cameriera incrocia la strada di Naveen. Principe diseredato di un regno lontano, il giovane è vittima di un incantesimo voodoo, opera del perfido Uomo-Ombra, che lo ha reso un ranocchio. Ma se in ogni fiaba che si rispetti il bacio di una principessa spezza l'incanto, cosa succede se a sbaciucchiare il gracidante sangue blu è, invece, una ragazza che in testa ha solo una corona di plastica da carnevale?! Tiana perderà pure le proprie fattezze umane, divenendo una rana, ma non demorderà di certo, attraversando le paludi della Louisiana - infestate da alligatori jazzisti e lucciole innamorate - pur di trovare un modo di salvare se stessa e il suo principino, come una vera e propria eroina!
Che le principesse non fossero più personaggi passivi ce ne eravamo accorti da un po', non c'era neanche bisogno di dirlo! È finito il tempo di Aurora/Rosaspina, che trascorre l'intero film a lei dedicato, La Bella Addormentata nel Bosco, a cantare e dormire, riuscendo, negli unici 3 minuti in cui non compie le su dette azioni, a pungersi con un fuso e rimanerci quasi secca! E basta anche con Cenerentola, che in fin dei conti è solo andata a ballare una sera avendo la fortuna sfacciata di beccare un principe che aveva premura di sposarsi. Tiana, la nuova eroina targata Disney, ha fegato da vendere e state pur certi che se una matrigna cattiva si mettesse sulla sua strada lei saprebbe farsi giustizia anche da sola, senza bisogno di fatine e guardie del corpo! D'altro canto lo si capisce già dalle prime scene, ne “La Principessa e il Ranocchio” a portare i pantaloni è lei, mica quel buono a nulla di Naveen, dedito alla belle donne, alla musica ed allo scialacquamento di pecunia!
Proprio come Mulan, precorritrice delle eroine della nuova generazione in stile “salvo la pelle, il principe azzurro, l'impero cinese e alla fine ti servo anche il the!”, Tiana è un vero e proprio esempio di ragazza emancipata, che si pone degli obiettivi e fa di tutto pur di raggiungerli. Il Voodoo, la sfortuna e la società sono solo inconvenienti, quello che conta veramente sono gli attributi e in quanto a questi, signori miei, le nuove protagoniste Disney non sono seconde a nessuno!
Tanto clamore ha poi suscitato il colore della sua pelle, un marron glacé di stampo afroamericano che subito ha fatto parlare di “Era Obama” della Disney! Mah, che dire... a me pare abbastanza ovvio che un film ambientato sulle sponde del Mississipi e che ruota attorno al voodoo sia incentrato sulle avventure di una protagonista afro, no?! Come sempre, insomma, si alza un gran polverone per nulla, sottolineando dettagli che, lontani dall'essere ormai stati assimilati dalla società, mostrano come ancora in realtà si faccia caso a simili quisquiglie!
Passando ad altro, poichè una bilancia è formata da due piatti, il rovescio della medaglia di una tipa tosta come Tiana non poteva che essere un tipetto come Naveen, che in quanto a mancanza di senso pratico riuscirebbe a farsi battere solo da Kuzco, nobile e sciocco protagonista di un altro film Disney, Le follie dell'Imperatore. Il solo scopo di Naveen, una cicala fatta e finita se paragonata a quella formichina della sua controparte, è sposare una donna ricca, abbindolandola con il proprio blasone: un vero e proprio oltraggio al “per sempre felici e contenti” che vede le giovani sperare nel Nobile Principe Azzurro, ma che ben si sposa con l'epoca moderna, in cui le teste coronate non possiedono più i conti in banca più favolosi!
Tanto per essere chiari, signore mie, nel caso in cui non fosse arrivato il messaggio, fatevene una ragione... il bel Filippo, che aveva sfidato addirittura un drago per salvare la sua bella fidanzata appisolata nel castello, è defunto; nel 2000 tocca proprio che vi rimbocchiate maniche e sottane e andiate a salvare voi il vostro bello, che da solo non è capace neanche di tritare due verdurine di palude!
In definitiva, come si è detto, il film è una favola modernissima che non perde assolutamente nulla della tradizionale vena Disney. La cura per il dettaglio, le ambientazioni ricostruite alla perfezione e l'amore che vince su ogni cosa, tipici ingredienti che hanno reso famosa la casa di produzione americana, si mescolano con la trama innovativa, seguendo le note di una musica coinvolgente che ricorda quella di un'altra sgangherata band di jazzisti dell'universo dei cartoni, il gruppo di gatti parigini che fanno capo a Scat Cat ne Gli Aristogatti.
Anche il male ha un nuovo volto, quello dell'Uomo Ombra – nella versione originale Dr. Facilier – che si approfitta dell'ingenuità di Naveen e ricorda molto, sia per modo di fare che per fisionomia, quel diavolo col turbante del perfido Gran Visir di Aladdin, Jafar. A contrapporsi a lui, più vecchia e rintronata della fata Smemorina, è Mama Odie che, come l'antagonista, è ispirata alla tradizione vuduista, in cui gli spiriti la fanno da padroni e si adoperano in un mondo materiale che non è altro che un'illusione.
Per terminare, il Natale si prospetta veramente scoppiettante grazie alla nuova favola Disney, un omaggio alla modernità ed alla figura femminile, che fa scappare la lacrimuccia nostalgica ai più grandi, insegnando ai piccini che i sogni son sì desideri, ma che questi per essere realizzati abbisognano del duro lavoro e della caparbietà.
Andrea Betti – 22 dicembre 2009
Regia: Ron Clementes, John Musker
Soggetto: “Il principe Ranocchio” di Jacob Ludwig Karl Grimm e Wilhelm Karl Grimm
Sceneggiatura: Ron Clementes, Rob Edwards, Greg Erb, John Musker, Jason Oremland
Montaggio: Jeff Draheim
Interpreti principali: Anika Noni Rose /Domitilla D'Amico (voce) - Karima Ammar (canto) , Keith David / Luca Ward, Bruno Campos / Francesco Pezzulli
Musica originale: Randy Newman
Produzione: Walt Disney Animation Studios
Origine: USA, 2009.
Durata: 97 minuti
Titolo originale: “The Princess and the Frog ”.
Commenti
Tadàn... e se Lèon osa
Tadàn... e se Lèon osa affermare ancora una volta che guardo solo "filmetti" lo condanno a vedersi tutti i Classici Disney! Tzè! Ho detto!
aggiunto tag
aggiunto tag cinema...l'articolo non appariva :)
Ma dai, come sei prevenuto
Ma dai, come sei prevenuto Andrea. Eh si che non amo la disney, però i fratelli Grimm si;) E comunque, ottimo pezzo, ancorché il film non mi susciti tutto sto interesse. Io preferivo le principesse delicate e dormienti ah ah ah. A parte la Principessa Mononoke, quella mi piace selvaggia come la si vede, e combattiva. Sarà che l'animazione giapponese mi dà altre suggestioni, che in quella occidentale non trovo quasi mai. A proposito di principesse delicate, qui credo ci sia un refuso quando scrivi "delicata", credo sia "dedicata", ricontrolla.
@Movida: Grazie, ho sempre
@Movida: Grazie, ho sempre qualche problema con i tag io!
@Lèon: Corretto il refuso e... beh si, non avevo dubbi che a te piacessero le principesse passive... in fondo in fondo sei un maschilista ù.ù =P
oh Tarak... "il nuovo
oh Tarak... "il nuovo capolavoro obliterato dall'inconfondibile firma di “Walt”"
> ti prego, obliterare (vidimare, etc) lasciamolo al burocratese:))). Usa "siglato", "firmato", "griffato", fa tu:)
bel pezzo cmq:). In Dvd non
bel pezzo cmq:). In Dvd non mi sfuggirà:).
"il gruppo di gatti parigini che fanno capo a Scat Cat ne Gli Aristogatti."
> quello sì che era un grande cartone. Soprattutto Zio Reginaldo, ecco, lui era formidabile, sempre sbronzo, sorretto a fatica dalle due papere zitelle, Guendalina e non mi ricordo. Ci pensi, siamo cresciuti col mito d'un papero etilista.