Crichton Charles

Un pesce di nome Wanda

Autore: 
Crichton Charles
Londra.
Wanda (Jamie Lee Curtis) è una piacente ladra che con la complicità di Otto (Kevin Kline), Ken (Michael Palin) e George (Tom Georgeson), progetta un colpo in una gioielleria. In realtà Wanda e Otto sono d’accordo per abbandonare gli altri dopo la rapina, ma andando ancora più a fondo il vero piano di Wanda è quello di liberarsi anche di Otto e scappare con i gioielli. Qualcosa va storto, una vecchina li vede e, dopo che la polizia arresta George, la donna è l’unica testimone oculare.
L’avvocato di George è Archie Lynch, John Cleese, uomo insoddisfatto da una moglie vuota e una figlia insipida; Wanda lo coinvolge sentimentalmente dapprima per sfruttarlo, i gioielli sono sempre al primo posto, ma poi finisce per innamorarsi di lui, ricambiata. La situazione si complica quando Otto, che si rivela man mano sempre più stupido, si ingelosisce e frena il lavoro della ragazza. Contemporaneamente Ken tenta di eliminare la vecchia testimone…
 
 
 
 
Scritto da John Cleese, Fish called Wanda è probabilmente il risultato cinematografico personale più alto dell’attore; in perfetto bilico fra comico e sentimentale, egli ha creato una sophisticated comedy brillante e divertente. Non è da scordare che Cleese e Palin furono due Monty Python, e spesso il loro sarcasmo tagliente riaffiora in gags ben equilibrate, non troppo nonsense e molto più logiche del solito - il che in effetti va contro i principi di John Cleese.
 
Anche se in alcuni frangenti il film pecca di una regia un po’ televisiva, è da ammettere che nella maggior parte i carrelli, le parche zoomate e il montaggio alternato danno un’idea visiva in perfetta assonanza col ritmo della sceneggiatura. Ritmo è la parola chiave.
Le invenzioni narrative sono eccellenti e molteplici, e la scelta di affidarsi ad altri per la regia, in questo caso Crichton, si è dimostrata la cosa più saggia. Tutti i caratteristi sono ottimi: Jamie Lee Curtis, figlia di Tony Curtis, è splendida e vivacissima, Michael Palin fa il balbuziente con leggerezza ed esperienza, Kevin Kline nel ruolo di idiota è pregevole, anche se l’Oscar come miglior attore - l’unica statuetta del film - è probabilmente eccessivo.
 
Il fatto di giocare sui nomi - Wanda è la protagonista ma è anche il nome del pesce preferito di Ken e la moglie dell’avvocato Archie si chiama Wendy - è un trucco per aumentare la confusione, e in questo i Monty Python sono insuperabili, ma un altro aspetto che giova particolarmente alla trama è la sua struttura teatrale con improvvise entrate e uscite di personaggi, dialoghi realistici e suspense in continuo crescendo. Come le migliori commedie hollywoodiane degli anni d’oro, il decoupage è svelto, ben saldo e privo di digressioni. L’impeccabile meccanismo causa/effetto dimostra di funzionare ancora, dopo quasi sessant’anni dalla sua nascita - siamo nel 1988.
Credevo che agli inglesi non piacessero le donne, a sentirli parlare”.
Ecco un altro tema del film, caro a Cleese da tempo: l’intolleranza verso il perbenismo britannico. Il disprezzo per la “paura dell’imbarazzo” inglese si percepisce in tutto il film fra le righe e, talvolta, anche esplicitamente. Otto rappresenta un tipo di americano dinamico, pronto all’azione ma obbiettivamente idiota, che legge libri di filosofia ma non ne comprende il contenuto; all’opposto l’avvocato Cleese è lo stereotipo dell’inglese tipo, contenuto, misurato, insoddisfatto: l’arrivo di Wanda sarà per lui una rinascita: disprezzerà i suoi simili e si convincerà che per respirare l’essenziale è cambiare aria.
 
 
 
 
Il ruolo affidato all’amico Palin ha un solo compito: uccidere l’insopportabile vecchina. Costretto così un percorso individuale in cui Ken, animalista sentimentale, tenta in tutti i modi, ricorrendo ovviamente al travestimento, di fare fuori la donna; l’incarico si complica quando scopre che la donna anziana vive con tre cagnetti: li ucciderà uno ad uno, soffrendo per la morte delle innocenti bestiole. Non per questo il ruolo di Ken è estraneo alla trama, tutt’altro, egli ha nascosto la chiave di una cassaforte che sia Otto che Wanda vanno cercando, ma solo Ken in complotto con George, che è l’unico catturato dalla polizia, sa dove si trova.
 
Una trovata pythoniana è senz’altro il fatto che Wanda si ecciti al sentir parlare lingue straniere. Otto la possiede parlandole in italiano - nella nostra versione invece egli parla in spagnolo - l’avvocato Archie avrà ancora più successo con il russo. La vita famigliare dell’avvocato è descritta a tinte veloci ma efficacissime, sua moglie Wendy è insopportabilmente narcisistica e interessata solo a se stessa, la figlia viziata ed annoiata.
 
 
 
 
La telefonata.
Generalmente in un film o in un opera teatrale è raro che una telefonata sia realistica, chi risponde alla cornetta - per rendere chiara la conversazione - ripete le frasi o le domante dell’interlocutore, dall’altra parte del cavo. John Cleese no.
Il suo imbarazzo è visibile nei minuscoli movimenti facciali, al telefono è Wanda, lo si intuisce solamente, in profondità di campo vediamo la moglie Wendy a tavola, ignara di quanto succede. Ogni frase che Wanda dice a Archie la si può indovinare ascoltando le risposte dell’avvocato, succinte ma grandiose. Una frase come “Oh beh, piacerebbe anche a me…” accompagnata da uno sguardo preoccupato suggerisce una domanda a sfondo sessuale. La classe sta nel non farla udire o nel non ripeterla. Stile sottilissimo di un attore che sa scrivere le proprie battute: fatto rarissimo nella storia dello spettacolo.
 
Stile, classe, raffinatezza, questi gli elementi che Cleese è riuscito a mettere insieme in una fresca commedia intelligentemente vispa, ricca di colpi di scena e gags più che energiche.
 
Non un film comico, ma una commedia targata Monty Python.
 

Regia: Charles Crichton.

Soggetto: John Cleese, Charles Crichton.
Sceneggiatura: John Cleese.
Montaggio: John Jypson.
Fotografia: Alan Hume.
Interpreti principali: John Cleese, Jamie Lee Curtis, Michael Palin, Kevin Kline, Tom Georgeson, Maria Aitken, Patricia Hayes.
Musica: John Du Prez.
Produzione: Michael Shamberg, Prominent Features.
Origine: Uk, 1988.
Durata:  108 minuti.
Titolo originale: A fish called Wanda”.

Luca Martello

ISBN/EAN: 
8010312015229

Commenti

Tutto lankelot.eu deve assolutamente vedere questo film. Chi lo perdesse, gli entro in casa e gli dissesto il videoregistratore.

Lo vidi al cinema quando uscì. Mi feci un sacco di risate. Cleese, poi, è una spanna sopra gli altri.

Che poi per fare questo film si è palestrato. In "Senso della vita" era un trippone (appare nudo, n.d.r.). Secondo me è per le scene con Jamie Lee Curtis...

Forse. La Lee Curtis aveva un fisico niente male. Si vede che Cleese, a suo modo, cercò di tenergli testa:)

Pardon. Tenerle testa. Parlavo della Lee Curtis, ovviamente. E non del padre.

Bellissimo.

Come hai detto tu, però: alle volte la regia non convince, troppo televisiva. Ma è proprio per trovare un difetto ad un film che mi fa morire dalle risate.

devo ricomprarlo!

devo ricomprarlo!

[cleese vs estremismo]

[cleese vs estremismo] geniale spot con John Cleese, per visualizzare i sottotitoli in italiano premere il pulsante CC:

 

http://www.youtube.com/watch?v=nwpdro22fbg

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