Opera allegra e divertente di John Carpenter, "Grosso guaio a Chinatown" (1986) è un film che mescola piacevolmente arti marziali e magia nera, mostri pelosi e millenari fantasmi, facendo sorridere e appassionare lo spettatore per tutta la durata della pellicola.
È un film per tutti i gusti: in età pre-adolescenziale diverte per le scene di kung-fu e i fantasiosi personaggi, mentre gli spettatori più maturi possono godersi lo spumeggiante plot narrativo, i riferimenti ironici ad altri generi ed il riuscito mix di azione e adrenalina. E, parliamoci chiaro, rivederlo mette sempre di buonumore, emoziona ed incanta come se si assistesse per la prima volte a questo piccolo capolavoro del cinema fantasy.
La storia del rude camionista Jack Burton (Russell) e del ristoratore Wan Chi (Dun), infatti, incuriosisce sin dai primi fotogrammi. Jack guida il suo camion di notte, sotto una pioggia battente, e via radio dà consigli di vita a improbabili ascoltatori notturni. Jack giunge a San Francisco e gioca d’azzardo con l’amico cinese fino all’alba. Insieme vanno all’aeroporto a prendere la futura moglie di Wan Chi in arrivo dalla Cina, una splendida ragazza dagli occhi verdi, che viene immediatamente rapita da un gruppo di malviventi affiliati alla mafia cinese.
I due si mettono subito alla ricerca della ragazza scomparsa, inoltrandosi nei vicoli più remoti e nebbiosi di Chinatown. Si trovano nel bel mezzo di uno scontro tra famiglie rivali, con decine di guerrieri che si fronteggiano con calci volanti e colpi di kung-fu, assistono all’azione di tre uomini dagli enormi cappelli di paglia e dagli straordinari poteri e investono – passandogli attraverso - l’ultracentenario Lo Pan, malvagio e misterioso individuo che il primo imperatore della Cina ha reso fantasma, e che per tornare in carne ed ossa deve sposare una vergine cinese dagli occhi verdi. Proprio come la moglie di Wan Chi, prigioniera nel palazzo dell’inquietante personaggio e costretta a diventare sua moglie.
Ma non sarà facile per Lo Pen riuscire nel suo progetto, poiché Jack e Wan, in compagnia dell’avvocato ficcanaso Gracie Law (Cattrall), del mago e combattente Egg Shen (Wong) e di un nutrito gruppo di guerrieri, dapprima con le buone e poi – una volta rapita anche Gracie – con le cattive maniere riusciranno a penetrare nel palazzo attraverso i sotterranei, liberare le ragazze, sconfiggere il gruppo di supernemici e distruggere Lo Pan.
Ironia, comicità, arti marziali, mostri pelosi e creature volanti, esplosioni luminose, grande combattimento finale e tanta, tanta fantasia sono le armi segrete di questo film che, anche a quasi vent’anni di distanza, non ha perso la grande capacità di coinvolgimento e divertimento.
Carpenter, mago dell’horror e amante di un certo cinema originale ed eccentrico, dopo aver realizzato un paio di storici film a basso costo – The Fog, Assalto al distretto 13 – film del terrore rivoluzionari per stile e tematiche, ormai divenuti dei classici – Halloween e Christine. La macchina infernale – e l’indimenticabile Fuga da New York, con uno strepitoso Kurt Russell-Jena Plissken, dirige un film che fa storcere il naso agli ammiratori della prima ora ma che conferma le sue grandi doti cinematografiche e la notevole capacità di mescolare generi e stili diversi – commedia, film d’azione, pellicola d’avventura esotica, kung fu movies orientali –, sempre con leggerezza e creatività ma con grande rigore filmico. Grazie appunto alla maggiore fruibilità della pellicola e alle tematiche meno di nicchia – niente serial killer e horror brutali – il film, pur non apprezzato totalmente dal pubblico e parzialmente ignorato dalla critica al momento della sua uscita ha goduto, nel corso degli anni, di una fama e giudizi positivi sempre maggiori, tanto da diventare una delle opere più conosciute ed apprezzate del regista newyorchese.
Particolarmente curati e interessanti, soprattutto per l’epoca, sono gli effetti speciali che accompagnano le avventure dei due protagonisti: fasci di luce dagli occhi di Lo Pen, fulmini e saette dalle mani dei suoi tre guardaspalle, un enorme mostro peloso, un piccolo sgorbio volante dai mille occhi, sono alcune delle trovate più originali all’interno della pellicola. Davvero in parte è Kurt Russell, quasi come ai tempi di Fuga da New York e come poche altre volte sarà in futuro. La parte del rozzo camionista, buffone e spavaldo, tutto muscoli ma imbranato gli sembra davvero cucita addosso. Una citazione meritano anche Dennis Dun, che rende il personaggio di Wan Chi simpatico e divertente, Kim Cattrall perfetta nella parte dell’avvocato detestabile e irritante e il maestro di arti marziali Victor Wong.
"Grosso guaio a Chinatown" è soprattutto questo: non certo un film impegnativo, ma un grande, confusionario e ironico pastiche cinematografico ideale per una serata tutta relax e risate. Perché, anche se visto e rivisto decine di volte, questo film di Carpenter continua a far divertire come se lo si guardasse per la prima volta, grazie alle magiche avventure, agli strani personaggi e al ritmo travolgente che conquistano irrimediabilmente lo spettatore, piccolo o grande che sia.
Regia:John Carpenter.
Soggetto: Gary Goldman e David Z. Weinstein.
Sceneggiatura:Gary Goldman e David Z. Weinstein.
Direttore della fotografia:Dean Cundey.
Montaggio:Steve Mirkovich, Mark Warner.
Musiche:John Carpenter.
Interpreti principali:Kurt Russell, Kim Cattral, Dennis Dun, Kate Burton, James Hong.
Produzione:Larry J. Franco.
Origine:U.S.A., 1986.
Durata:99 minuti.
Titolo originale: "Big Trouble in Little China".
Antonio Benforte, 14 settembre ’05
Commenti
Carpenter!
Terzo film in archivio: "Big Trouble in Little China", a firma RAPACE.
E questo è un GRANDE film.
Adorabile il personaggio di Russell, autentica parodia del duro bogartiano.
integro archivio & codice EAN
"Carpenter, mago dell?horror e amante di un certo cinema originale ed eccentrico, dopo aver realizzato un paio di storici film a basso costo ? The Fog, Assalto al distretto 13 ?"
> e com'erano?
Cazz, la locandina sembra quella di un film di Steven Seagal...
Assalto al distretto 13 l'ho visto alle superiori su una videocassetta pirata. una figata gianfranco.
""Grosso guaio a Chinatown" è soprattutto questo: non certo un film impegnativo, ma un grande, confusionario e ironico pastiche cinematografico ideale per una serata tutta relax e risate. "
> Ricordo vago degli anni Ottanta: il videogioco "Big Trouble in Little China", con Mandarino Lo Pan grande protagonista. Recensito su Zzzapp!, stroncato, era un cazzatone divertente ma poco giocabile.
7. Sì? Dimmi dimmi...
LEGGENDA.
Qui è Jack Burton, del pork-chop express, che parla a chiunque sia in ascolto. Come dicevo sempre alla mia ultima moglie, io mi rifiuto di guidare più veloce di quanto possa vedere, e a parte questo è solo una questione di riflessi. I consigli del vecchio Pork-Chop Express sono preziosi, specialmente nelle serate buie e tempestose, quando qualche maniaco alto due metri e mezzo con l'occhio sanguigno vi artiglia il collo e vi pianta l'unica testa che avete contro la parete di un bar chiedendovi se avete pagato il conto... Voi fissate a vostra volta il primitivo negli occhi e ricordatevi quello che il vecchio Jack dice sempre in casi come questi. Domanda: "Jack hai pagato il conto?". "Si ti ho spedito l'assegno per posta". Ragazzi con questo non voglio dire che sono un uomo di mondo e che la vita per me non ha più segreti, anzi, sono convinto che il nostro pianeta ci riservi ancora molte sorprese e che bisogna essere dei deficienti per credere che in questo universo siamo soli. (Jack Burton)