“Christine – La macchina infernale” è un film di John Carpenter del 1983. Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King uscito lo stesso anno, la pellicola è un intrigante ed essenziale horror a basso costo, che rielabora abilmente il modello letterario di riferimento per ottenere un prodotto originale e visivamente interessante.
Anzi, il regista riesce a reggere il confronto con uno dei più famosi scrittori horror della nostra epoca, mantenendo sempre alta la tensione, coinvolgendo lo spettatore per gran parte della pellicola e regalando un paio di scene davvero memorabili.
La storia è abbastanza elementare: Arnie Cunningham (Keith Gordon) è un ragazzo all’ultimo anno di college, e vive con difficoltà i problemi tipici di un adolescente goffo e imbranato come lui: occhiali spessi con la montatura doppia, genitori apprensivi e possessivi, nessuna ragazza e i soliti bulli a complicargli la vita. Solo l’amico inseparabile Dennis (John Stockwell) sembra accettare la sua timidezza e le sue difficoltà. Lo aiuta nelle circostanza più e meno complesse, lo protegge, cerca di stargli quanto più vicino possibile.
È proprio mentre tornano insieme a casa, con la macchina di Dennis, che Arnie vede e si innamora di una vecchia e danneggiata automobile, una Plymouth Fury un tempo rossa fiammante, oggi semidistrutta e poco affascinante. Il suo nome è Christine, ed è messa così male che quasi non sembra più un’auto. Ma Arnie la desidera più d’ogni altra cosa al mondo, la compra e con uno cura maniacale si dedica a rimetterla a posto.
Tra i due nasce un vero e proprio rapporto d’amore, morboso e anomalo. Perché Christine non è una macchina normale. Ha in sé qualcosa di diabolico, di misterioso e agghiacciante. Ha sempre seminato dietro di sé morte e distruzione, soprattutto quando “innamorata” del proprio guidatore. Proprio come ora.
Christine, infatti, rende Arnie più sicuro di se stesso, meno timido e imbranato con le donne – Arnie si fidanza con la bellissima Leigh (Alexandra Paul), ma poi la gelosia di Christine cambierà le cose –, meno vittima degli altri, genitori e prepotenti su tutti. Ma allo stesso tempo lo allontana da Dennis e rende Arnie cattivo, egoista e senza scrupoli, pronto a tutto pur di eliminare i nemici che gli hanno reso impossibile la vita. A prendersi le rivincite nei confronti di tutti i prepotenti del college, colpevoli anche di aver distrutto a bastonate la sua splendida macchina. Grazie a Christine, incredibilmente autoriparatasi e assetata di vendetta, tutto ciò sarà possibile, allungando tragicamente la scia di morti che accompagna l’automobile. Fino alla drammatica fine – complice Dennis, la bella Leigh e Arnie alla guida dell’auto - di quell’impossibile amore tra un uomo e la sua macchina. Ma è realmente la fine?
Film minore di Carpenter, spesso snobbato dai critici e poco considerato dagli stessi fan del regista, “Christine – La macchina infernale” è una pellicola nella quale il regista rilegge King – pur lasciando molte tracce dello stile dello scrittore all’interno della pellicola – ed offre un autentico capolavoro dell’horror a basso costo e realizzato con pochi mezzi (basta vedere i pochi e traballanti effetti speciali per capirlo).
Gli attori non danno il meglio, questo è vero, ma la mano sempre geniale e originale del regista newyorchese dà un tocco speciale ad ogni fotogramma, regalando alla fine un film interessante e unico nel suo genere, anche se di certo non tra i migliori del regista – i vari “Fuga da New York”, “ La Cosa ”, “Grosso guaio a Chinatown” sono oggettivamente inavvicinabili.
L’interpretazione di Keith Gordon - Arnie, sgobbone e imbranato studente, è fin troppo stereotipata, John Stockwell non regala emozioni così come Alexandra Paul è espressiva come l’automobile protagonista del film. Solo Dean Stanton si salva, ma la sua parte – un investigatore alla ricerca del colpevole dei vari omicidi – è breve e senza valore nell’architettura generale del film. Un simile giudizio sul cast stroncherebbe qualsiasi pellicola, ma non è il caso di “Christine – La macchina infernale”, che resta un horror originale ed emblematico nella storia del cinema dell’orrore americano, originale nel plot narrativo e ricco di influenze tratte dagli horror del passato, con numerose trovate geniali e scene memorabili – su tutte quella in cui Christine, avvolta dalle fiamme dopo aver fatto saltare in aria una stazione di servizio, insegue e investe l’ultimo bullo pericoloso per Arnie, in una scena ripresa anche dai Radiohead nel video di “Karma Police”.
E, a proposito di musica, la colonna sonora firmata dallo stesso Carpenter e Alan Howarth è coinvolgente e piena di ritmi inquietanti.
Regia: John Carpenter.
Soggetto: dal racconto “Christine” di Stephen King.
Sceneggiatura: Bill Phillips.
Direttore della fotografia: Dean Cundey.
Montaggio: Steve Mirkovich, Mark Warner.
Musiche: John Carpenter, Alan Hovarth.
Interpreti principali: Keith Gordon, Harry Dean Stanton, John Stockwell, Alexandra Paul, Robert Prosky.
Produzione: Richard Kobritz.
Origine: U.S.A., 1983.
Durata: 110 minuti.
Titolo originale: “Christine”.
Approfondimento in rete: sito ufficiale del regista.
Antonio Benforte, 18 settembre ’05.
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Commenti
Carpenter è un grande, ancorchè questo sia uno dei suoi film che ho meno amato. Ottimo averlo riproposto, Antonio. Tra i suoi migliori, oltre a quelli che citi, ci metterei anche Halloween, primo vero "slasher movie".
Domanda da spettatore semplice: quanti e quali sono i debiti di Carpenter (e King) nei confronti di Duel?
Purtroppo non amando il genere, sono assente dalle proposte dei film horror. Mi pare di aver letto il libro di King, mentre sono sicura di aver visto Duel. Il filone - come giustamente nota Gf - è quello. Su, ragguagliateci (al plurale, perché anche Lèon è un esperto)!
Sì, visto che non rispondono vado avanti fino a dire che King e Carpenter hanno saccheggiato un'idea d'un altro regista.
Io sinceramente non ne ho idea, questo è il film di Carpenter che amo meno. L'ho visto minimo quindici anni fa, come anche "Duel" del resto (che non amai, per quel che ricordo).
Beh, il saccheggio di Duel in Christine lo vedo solo nella macchina che insegue e minaccia un uomo.
Macchina vs essere umano, e tutte le difficoltà connesse al superamento di questo avversario a prima vista invincibile. Ma se non sbaglio in duel l'auto è guidata da un uomo - che noi non vediamo mai - invece Christine è una auto che ha preso vita ed è gelosa del proprio padrone.
Non ricordo però bene Duel, l'ho visto troppi anni fa.
Carpenter ha appiattito verso il basso un racconto di tutto rispetto, che di Duel non ha proprio nulla. L'autoripararsi di Christine nel garage è proprio il limite di questo film, oltre agli attori: pessimi. Christine altri non è se non il contraltare meccanico di Gaunt in Needful things, dello stesso King. E' un deus ex machina celato, che tiene in mano i fili delle storie dei protagonisti. Ma lo fa in modo discreto, cosa che nella pellicola diventa effetto speciale grossolano. Christine altro non è che la cartina di tornasole di un villaggio quacchero e corrotto, con una bella patina di grasso a coprire il marcio.
Ancora!
(approfondite, approfondite... magari con nuove schede:) )