Burton Tim

Alice in Wonderland 3D

Autore: 
Burton Tim

Siamo ormai adulti e vaccinati e dovremmo sapere che il “per sempre felici e contenti” non esiste, denunciandosi unicamente come una finzione delle fiabe. È fisiologico, ed ogni matrimonio – benché possa risultare all'esterno idilliaco – al suo interno è una coacervo di compromessi, delusioni, piatti rotti e coniugi che, a turno, sono costretti a rinunciare al letto coniugale per dormire sul divano.

D'altro canto gli otto sposalizi di Elizabeth Taylor dovrebbero averci fatto ben comprendere la difficoltà di una convivenza che punti all'eternità, no?! E' il caso anche del lavoro incrociato di Tim Burton e Walt Disney, due nomi che sono, è vero, sinonimi di ottima qualità, ma che hanno due modi completamente agli antipodi di approcciarsi al genere favolistico. Terreno di incontro, scontro e fusione tra la genialità del regista di Burbank e la grande casa di produzione americana è una storia liberamente ispirata a due grandi classici della letteratura inglese: Alice's adventures in wonderland e Through the looking-glass, and what Alice found there, capolavori di Lewis Carroll.
 
Annunciato come il film più atteso del 2010, giunge nelle sale – dopo un'aspra polemica tutta europea con la Disney – il lungometraggio che tutti i fan di Burton attendevano con ansia; l'opera magna che avrebbe unito il macabro stile del cineasta con il visionario mondo inventato da Carroll, con cui il regista americano ha sempre avuto molti punti in comune.
 
 
La storia, come dicevo, è liberamente ispirata ai libri, essendo più che altro un sequel immaginato da Burton, che ci ha abituato a favole del calibro di Edward Mani di Forbice il cui solo ricordo suscita un sussulto negli appassionati. Ma tornando a noi... ad una giovane bimba sperduta nel paese del non-sense si sostituisce una Alice adolescente e in fuga dalle catene di un matrimonio combinato che ritrova in Sottomondo - regno che credeva frutto della sua fantasia – un reame invece vivo, pulsante e in attesa de “la sua paladina” (parafrasando l'appellativo che la bellissima Regina Bianca assegna ad Alice).
In un paese di stranezze e di matti, è il caso di dirlo, l'eterna rivalità tra due sorelle di stirpe reale – la già citata Regina Bianca, Mirana, e la splendida Iracondia, la Regina Rossa (meglio conosciuta con l'epiteto spurio di “Regina di Cuori”) - ha generato una guerra civile sotterranea che ha portato sul trono la seconda, costringendo all'esilio la sorella, amata e venerata da tutto il popolo. In questo scenario, creature nuove e vecchie conoscenze si sono alleate con l'una e l'altra parte per cercare di legittimare il dominio delle teste coronate su Sottomondo. Primo scagnozzo della regina cattiva non poteva che essere il Fante di Cuori, guerrafondaio e certamente viscido vessatore del popolo, a cui fa eco – dall'altra parte della barricata – un capo rivoluzionario d'eccezione, niente meno che il Cappellaio Matto, in carne, ossa e rotelle mancanti.
Riuscirà la nostra Alice, colpevole di aver perso la propria “moltezza”, a raggiungere il castello della sempre affettata Regina Bianca e a sconfiggere, con la Spada Bigralace, il perfido Ciciarampa, l'invincibile dragone al servizio di Iracondia?!
 
 
Già questo breve riassunto dovrebbe mettere in luce il reale humus di cui si nutre l'intero film, una vera e propria storia fantasy che non può non ricordare – visto il fiorire di queste saghe sul grande schermo – pellicole come Il Signore degli Anelli e Le Cronache di Narnia.
Il mondo onirico e grottesco immaginato da Lewis Carroll è ridotto, sin da subito, a sfondo; a una sorta di immagine di cartapesta davanti a cui si muovono personaggi che hanno solo i nomi e, in alcuni casi, le fattezze degli immortali alter-ego letterari che sono stati consacrati alla storia della letteratura.
Lo zampino della Disney – come già accaduto per il lungometraggio animato ispirato alle opere del reverendo inglese – è chiaramente presente, quasi ingombrante, colpevole di aver voluto dare un senso ad un'avventura che trovava la propria grande freschezza nella lucidità della sua mancanza di significato manifesto. Che Wonderland è quello in cui i personaggi hanno uno scopo diverso da quello di essere ciò che sono?! Che senso ha, ora, la domanda del Brucaliffo - “tu, chi sei tu?” - se la risposta è costretta ad essere imbrigliata nella cornice di una guerra civile che è umana, troppo umana per appartenere a Sottomondo?!
Ahimé, Burton ha scelto di vendere l'anima al diavolo – come stava per fare Mirana-Anne Hathaway ne Il diavolo veste Prada – per confezionare un lungometraggio in cui si è solo accontentato di dare pennellate gotiche a piccoli dettagli che, nel complesso, non restituiscono all'opera la sua grandezza. Per quanto la regia sia sempre impeccabile, ben sappiamo che dal director di Burbank non ci si aspetta solo questo, poiché il suo nome è sinonimo di garanzie che vanno oltre la bravura tecnica: esse affondano le proprie radici in precise scelte stilistiche che, ci spiace, in questo caso non hanno fatto altro che rendere alcuni passaggi della fiaba disneyana troppo dark. Che senso ha dar vita ad una favola Disney se questa non può essere vista dai bambini?
 
Per quanto riguarda la cura dei personaggi mi piacerebbe poter sciorinare una serie di complimenti per il Cappellaio Matto (alias Johnny Depp), ma in questo caso la sua interpretazione è stata così scontata – forse anche a causa di un personaggio senza spina dorsale, depauperato del suo vero ruolo per vestire i panni, o i cappelli, di una sorta di Garibaldi – da essere risultata superflua. Il ruolo del Cappellaio Matto, a cui in questo film si è voluto dare tanto spazio proprio perché da te impersonato, Johnny, è quello che è, una macchietta che è immensamente importante proprio perché tale... non si può pensare di rendere un Pedone pari all'Alfiere, poiché nell'economia del gioco i loro ruoli, ben distinti, sono entrambi utili, ma diversi!
 
Sempre splendida è invece Mrs Burton, Helena Bonham Carter, che nei panni di Iracondia è se non altro riuscita a mostrare un personaggio bizzarro e non leziosamente e squisitamente schierato. Fragile, schiacciata più dal peso della gelosia verso la sorella piuttosto che dalla sua enorme testa, la Regina Rossa è il giusto compromesso – sempre partendo dal presupposto che questa sia una fiaba per bimbi – tra il sadismo più infantile e la maturità di un essere umano.
Al contrario, buffa ma assolutamente inconsistente è Anne Hathaway, il cui personaggio poteva riservare moltissime sfaccettature, invece di essere forzatamente involuto a ruolo di secondo piano a causa dell'asso piglia tutto “Cappellaio Matto”, che l'ha portata sulla linea del fuori campo. Un personaggio divertente, certo, ma sacrificabile! Eppure credevamo che per una lettura e ri-lettura dei libri di Carroll la conoscenza delle regole degli scacchi fosse la base: la regina è sacrificabile, Tim, ma solo a patto che lo scacco matto sia vicino!
 
 
In ultimo non posso non parlare della tecnologia 3d impiegata in questo film: sicuramente trascurabile, non apportando assolutamente nulla al lungometraggio in sé per sé (fatta eccezione ovviamente per la maggiorazione sul prezzo del biglietto!) non è in alcun modo paragonabile a quella che abbiamo potuto vedere in film di recente uscita come Avatar. A differenza di quest'ultimo, difatti, il film di Burton è stato convertito in tre dimensioni solo in post produzione e non serve certo essere pignoli per carpire la differenza tra un compito copiato male dal vicino di banco ed uno che invece è stato fatto con grande sforzo, no?!
 
Concludo con un pizzico di amarezza, poiché le aspettative erano tante, troppe, alimentate da sapienti rumors che ora lasciano il tempo che trovano, facendo evaporare le mie speranze al pari del sorriso dello Stregatto. Ancora una volta si è dimostrato che grandi nomi e grandi firme non sempre sono sinonimi di miracoli cinematografici.
 
 
Andrea Betti – 05 marzo 2010
 
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura:Linda Woolverton
Soggetto: dai romanzi "Alice nel paese delle meraviglie" e "Oltre lo specchio" di Lewis Carroll.
Direttore della fotografia: Dariusz Wolski
Montaggio: Chris Lebenzon
Scenografie: Robert Stromberg
Interpreti principali: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Crispin Glover
Produzione: Team Todd, Tim Burton Animation Co., Walt Disney Pictures, The Zanuck Company
Origine: USA 2010.
Durata: 110 minuti
Titolo originale:Alice in Wonderland”.

ISBN/EAN: 
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Commenti

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[Burton Alice] andrò a

[Burton Alice] andrò a vederlo, penso la settimana prossima, perché in questi giorni ci sarà la ressa delle adolescenti infervorate per Depp e sicuramente sarà un problema avere i biglietti. Domani punto su Invictus, invece(nessuno che ne parli qui? ) Io nono so scrivere molto di cinema.

Da questo film mi aspetterei molto....in ogni caso lo Stregatto ha un aspetto che mi piace! :)

 

[Invictus] Quello di Eastwood

[Invictus] Quello di Eastwood è un gran bel film, Marina. Anch'io vorrei qualcuno ne scrivesse. Più ancora vorrei leggere una bella recensione de "L'uomo che verrà", di Giorgio Diritti e anche di "Welcome", di Philippe Lioret.

(Alice) Vado a vederlo inizio

(Alice) Vado a vederlo inizio prox settimana, ne scrivo anche io e poi ti dico.

(Invictus) Se riesco vado a vederlo e ne scrivo, ma la prossima settimana devo fare Alice e Shuttler Island. Adoro Eastwood, ma non ho letto critiche molto positive, e chi l'ha visto mi ha detto che è inferiore agli ultimi suoi. Anche se io preferisco valutare sempre di persona. Del resto, anche Alice ha avuto critiche non lusinghiere, ma non per questo me lo perdo.

[Burton - Alice] Vado a

[Burton - Alice] Vado a vederlo domenica, ma dopo la tua pagina sono meno entusiasta...


Piccolo refuso: la proprio grande freschezza

il film mi ha abbastanza

il film mi ha abbastanza deluso. poche scene isteriche. e depp irritante e antipatico come poche altre volte. poca magia poco surrealismo poco burton.

[alice] insomma sembrate

[alice] insomma sembrate delusi... boh, io aspetto il dvd per vederlo, ormai sono per l'abolizione dei cinema. Il trailer in ogni caso è molto invitante...

[alice] io sicuro non vado a

[alice] io sicuro non vado a infilarmi gli occhialetti in sala, m'è bastato farlo una volta. Aspetto anch'io il dvd, però con enorme curiosità e vero entusiasmo, critiche o meno che ci siano. A me era piaciuto pure il "Pianeta delle Scimmie" di Burton...:))

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