Questo film è un blockbuster. Ora possiamo vederla come vogliamo: semplice macchina commerciale priva di contenuti profondi, verrebbe da pensare senza andare a spendere i soldi del biglietto ma semplicemente criticando la scelta di una Hollywood sempre più a corto di idee; oppure andare a vederlo, godersi lo spettacolo e tornare a casa con una propria idea in testa. Nella testa viene sempre il paragone, quasi obbligatorio, con le due splendide trasposizioni burtoniane dell'uomo pipistrello. Passando poi a fare discorsi su come invece le seguenti rappresentazioni con un improbabile Val Kilmer (e la sua bat-carta di credito) abbiano realmente toccato il fondo; finendo per considerare validi ma poco brillanti le pellicole sul ragno di Sam Raimi.
Personalmente penso che il cinema "Marvel" abbia un enorme potenziale rappresentativo:certo Burton ha raggiunto un apice insuperato, una perfetta sintesi di Meraviglia e gusto espressivo. D'altra parte, senza nulla togliere all'enorme autore di Edward Mani di Forbice, ricordiamoci che il soggetto era Batman. Chi è l'uomo pipistrello, se non l'eroe, gotico di suo, oscuro, terribilmente umano e già psicologicamente perfetto per farsi amare anche da chi più giovane non è. Batman è un po' come Oliver Twist, Superman, I fantastici quattro, Spiderman e compagnia bella sono gli Harry Potter: partono già avvantaggiati perchè hanno i superpoteri e le magie; quello che intendo è che è più facile per Batman il feeling col pubblico, perchè lui non ha superpoteri, ha se stesso, la sua forza e la scienza. A mio parere Burton si è trovato tra le mani un prodotto nelle sue corde: guardacaso quando si è cimentato con Il Pianeta delle Scimmie ha fatto una porcheria di dimensioni "Kolossali". Questa premessa era necessaria per entrare nel dettaglio di questo genere di cinema. Ma veniamo al nostro eroe con la tutina attillata.
Superman è tornato, partito alla ricerca di se stesso, del suo passato di cui non rimane nient'altro che una "wasted land". Riprenderà la sua doppia vita di giornalista e supereroe, scoprendo però che Lois si è sposata (d'altra parte lui è stato via cinque anni, partendo senza salutare)e ha anche un figlio, ma chi è il padre? E qual'è il nuovo diabolico piano di Lex Luthor?
Gli effetti speciali non tardano a saziare l'appetito dei più pretenziosi, diverse buone trovate registiche tra cui l'impatto scenico della scena in cui il nostro eroe ferma un proiettile con l'iride dell'occhi. Le scene di volo sono tra le più belle mai viste: il costume è credibilissimo, l'attore che impersona il paladino della giustizia (Brandon Routh) assomiglia tantissimo a Christopher Reeves, ma come ha detto un mio amico all'uscita dalla sala: "l'attore è solo un corpo". Spicca invece come un botto, la grandissima interpretazione di Kevin Spacey nei panni di un Lex Luthor, più divertente che vero cattivo. L'attore porta avanti da solo praticamente tutto il secondo tempo altrimenti un po' fallace e impantanato in una sceneggiatura che tende a sottovalutare l'importanza di una maggior analisi del personaggio di Clark Kent (che sta sicuramente più simpatico a tutti) andando invece a cercare l'azione a tutti i costi con un Superman umanizzato dalla comparsa della criptonite. Tutte le cartucce vengono sparate nel primo tempo e in una prima parte del secondo, e attenzione cartucce di grosso calibro, azione e montaggio serrati, buon umorismo, ottimo intreccio, ma nell'ultima parte questo viene a deficitare portandoci con un po' di sofferenza alla fatica finale del supereroe, senza che questa raggiunga realmente un climax che in questo genere di film non si può ammettere che manchi.
Ho avuto modo di leggere diverse recensioni che parlavano di una buona caratterizzazione del rapporto padre figlio (con un apparizione abbastanza commovente di Marlon Brando nei panni di Jor-El da Krypton, padre di Kal-El detto Superman) e poi il figlio che diventa padre, secondo me invece un po' affrettata e comunque da sviluppare maggiormente all'interno del testo narrativo piuttosto che semplicemente alla fine, in modo da consegnare all'eroe il nuovo onere della consapevolezza e responsabilità genitoriale avvicinandolo maggiormente ad una posizione umana e quindi amabile. L'idea non era comunque malvagia. Non è comunque un film a cui negherei la sufficienza, perchè ad ogni modo appaga visivamente lo spettatore medio e nonostante il genere non permetta grosse sterzate autoriali, la regia e la sceneggiatura hanno saputo dimostrarsi "responsabilmente" originali.
Commenti
Lo immaginavo che non era gran che. Non andrò certo a vederlo. E poi Spiderman e Batman sono supereroi più intriganti.
Ma qualche foto potevi mettercela Ryo, no?
si come no così mi incasina tutto lo scritto. passo grazie.
entra in msn
l'ho appena reimpaginato;).
bella la foto. grazie fra.
Non andrò a vederlo al cinema, comunque da quel che dici è come mi aspettavo. Credo tu abbia fatto emergere tutte le possibili chiavi interpretative del film.
Personalmente comunque ho sempre preferito il tenebroso Batman.
I due Spider-Man sono stupendi, soprattutto il secondo, ma ancora di più Kirsten Dust, cosa ti spinge a dire 'finendo per considerare validi ma poco brillanti le pellicole sul ragno di Sam Raimi'?
"A mio parere Burton si è trovato tra le mani un prodotto nelle sue corde", un amico mi disse di 'Sleppy Hollow': certo Bat Man senza testa però...
per sir lac: finendo per considerare validi ma poco brillanti le pellicole sul ragno di Sam Raimi. questo non ho detto essere ciò che io penso, ma ciò che si sente dire. io sono d'accordo con te sul lavoro di sam raimi. leggi meglio!
ti rispondo con un messaggio privato