Breillat Catherine

Pornocrazia

Autore: 
Breillat Catherine

Uno dei film più belli degli ultimi anni, un trionfo per la regista Catherine Breillat che ha scelto appuratamene un cast di altissimo livello dove spicca fra tutti il talentuoso attore nostrano Siffredi Rocco, un artista a tutto tondo che ha letteralmente sfondato con un’interpretazione a dir poco impeccabile.
È veramente con grandissima commozione che propongo un applauso alla regista di questo film, ma facciamo un po’ di chiarezza e vediamo in breve la sbalorditiva trama di questa sfolgorante pellicola ispirata dall’omonimo romanzo della stessa regista (anche scrittrice, ma che brava).

Trama:

Durante una serata in una discoteca gay, avviene un fugace gioco di sguardi tra Rocco e una donna misteriosa (Amira Casar). Rocco (lo chiamerò così perché i due protagonisti non hanno nome, cosa incredibilmente geniale, ricca di suspence e poeticità: ancora un plauso alla Breillat) la segue nel bagno e soccorre la ragazza che ha tentato di tagliarsi le vene. La donna comprende che Rocco è un omosessuale, quindi (giustamente) gli pratica una fellatio in un viale e poi gli propone di pagarlo affinchè lui la guardi “dove non si può guardare”. Si svolgono così quattro notti in cui la donna tenta di sedurre l’uomo, che sembra immune dal suo fascino, o forse no?
Ora propongo dei quesiti ai quali tenterò di dare risposta.

 Perché Rocco Siffredi è così dannatamente bravo?

- Rocco Siffredi è così dannatamente bravo, poiché essendo un grandissimo attore ha compiuto un atto di coraggio depotenziando volontariamente il proprio stile interpretativo.
La Breillat voleva “sicuramente” che i due protagonisti recitassero come  dei manichini che stanno per essere cremati, e da professionista quale è, ha deciso di dare il peggio di sé, infischiandosene altamente delle grandi qualità a cui aveva abituato il suo pubblico, e recitando da cani. Sembra che non sappia recitare e che l’unica espressione che possa permettersi è quella da bambino imbronciato. Ma non vi ingannate: è un taglio espressionistico autoriale della regista. Fidatevi.

Nelle intenzioni della regia c’è dunque lo sviluppo del tema della sessualità della donna che va a sintetizzarsi in un numero ampio di iperbole sulla penetrazione, sul coito e sui Tampax che potrebbe ad un occhio poco attento e malizioso sembrare meramente ridicolo, ma che in realtà cela un universo semiotico di ampio respiro. Tutto sta nel riuscire a trovarlo. Eh.
Così in questa marcata scelta semantica di lunghe pause, sospiri, raccordi che ogni tanto vanno a quel paese (sicuramente una scelta a priori), recitazione come già detto ridotta all’osso se non inesistente, fotografia non sempre omogenea, si palesa un acuto richiamo a certi personaggi del romanzo italiano novecentesco di moraviana memoria.

 

 Perché ad un certo punto del film Rocco utilizza un rossetto per colorare le grandi labbra (quelle) della donna?

 - Nel gesto di Rocco si scarica tutta la tensione femminista dell’autrice, che esorcizza così le ansie delle donne, quali semplici piaceri per gli uomini. Nel gesto dell’uomo, compiuto mentre la donna è incosciente nel sonno, vi è un senso che diventa icona di ciò che l’uomo vuole dalla donna: l’apparenza, il trucco, l’inganno, l’essere puttana e oggetto socialmente inferiore. Qui qualcuno potrebbe contestare che forse sarebbe bastato che le sporcasse la faccia col rossetto, ma siccome la massa non fa l’arte, la regista ha scelto bene nel fare come ha deciso di fare anche se corre il rischio di compiere un gesto gratuito e fine a se stesso (cosa che naturalmente non è).

Perché durante l’amplesso viene inquadrato il crocefisso, ma poi questo tema non ha alcun approfondimento?

- Beh qualcuno potrebbe cominciare a pensare che la Breillat stia divagando in modo da abbracciare più temi contemporaneamente per poter poi dire alla critica qualcosa del tipo “il mio film è un grido di protesta contro la fallocrazia dominante ma non disdegna nei suoi temi tipicamente amorali una simbolica cristologia che a partire dalle continue inquadrature su crocefissi da muro o da catenina (al collo di Rocco) sino ad arrivare al lenzuolo della donna che diventa allegoria del sudario simbolo della Passione”. No no sicuramente non cerca di salvarsi mettendo un piede qui e uno là. No no no no.

Ma soprattutto perché si mettono a bere un infuso di Tampax usato?

- Questa è facile. È sicuramente legato al tema della Passione. “Prendete e bevetene tutti questo è il mio sangue”. Ricordiamo che Rocco è un discepolo che viene plasmato dalla donna per riscoprire la propria sessualità ma anche per rispondere alle domande di lei nel sentire la necessità di “essere”; e cos’è l’essere per la donna se non il sentirsi desiderata. Meglio ancora se a farlo è un uomo che non dovrebbe provare niente per l’altro sesso.
Quindi nei quattro giorni di incontro si passa alla oggettivazione della donna attraverso vista, olfatto, tatto e penetrazione. Manca il gusto? No c’è anche quello visto che si fanno un tè col Tampax.

Qualcosa di più fisico comincia ad avvenire quando Rocco decide di penetrarla. Ora la regista vorrebbe far capire che il suo protagonista non è ancora pronto per quest’atto e come lo fa?

Rocco guarda la donna che si è addormentata, un lampo nei suo occhi, abbandona la stanza, fa le scale, e ritorna su con un rastrello con un grosso manico; il resto lo lascio ha chi immaginare.

 

 La sceneggiatura può apparire ridicola e involontariamente comica?

Noooooo. Ma bisogna essere proprio stupidi per pensarlo. Ora riporto qualche frase tanto per capirci della poesia che si è creata intorno a questo film, grazie soprattutto allo scambio di argomentazioni tra i due protagonisti:

Rocco: “Per quanto voi donne, possiate radervi, ovunque, anche la fessura, non riuscirete mai a cancellare la vostra natura oscena, al contrario la vostra pelle resta grumosa, come il collo di un pollo spennato, ogni poro trasuda irritazione, gonfio per i peli sradicati, come tante microscopiche tumefazioni sessuali”.

È l’uomo ancora prigioniero del suo ego efebo a parlare, un uomo che ancora non si è liberato della propria visione della donna, che forse non è così dissimile da quella di ogni altro uomo. Un passo di rara liricità come quelli qui sotto a seguire.

Rocco: “Sebbene l’apertura delle vostre gambe ci ripugni per quel colore troppo vivo, l’aspetto deforme e inerte delle vostra labbra nascoste […] una pelle che trasuda, suppurante, infetta, come quella delle rane, che almeno hanno la decenza di essere verdi, ma le loro coscie riproducono l’immensità dell’apertura delle vostre”.

Rocco: “ Benedico il giorno in cui sono nato immune da te e da tutte quelle come te, la resistenza elastica dell’ano dei ragazzi non può mentire sulla forza della loro ganga, che è l’intestino interno. La menzogna della dolcezza femminile è riprovevole. Questa perniciosa frivolezza che gli trae in inganno, l’orrore del nulla che è l’imprescrittibile tutto”.

Stiamo parlando dunque di uno stupendo dramma psicometaeroticononsochè che consiglio vivamente a tutti.
Lascio in chiusura i versi pronunciati dalla voce narrante mentre Rocco guarda l’oceano burrascoso di notte:

“L’oceano malgrado il suo nome ingannevolmente maschile si arrotolava nell’oscurità con la regolarità di una cagna in calore”

Titolo originale: Anatomie de l'enfer
Regia: Catherine Breillat
Sceneggiatura: Catherine Breillat
Fotografia: Yorgos Arvanitis ,Guillaume Schiffman
Montaggio: Pascale Chavance
Anno: 2004
Nazione: Francia
Distribuzione: Sharada
Durata: 77'
Data uscita in Italia: 09 luglio 2004
Genere: drammatico,erotico

Elio Satta

Dedicata al Franchi

ISBN/EAN: 
8026120173365

Commenti

Un Rocco Siffredi in stato di grazia

ah :))).

stasera tutti i commenti... uoooo.

ssseee.

"Siffredi Rocco, un artista a tutto tondo che ha letteralmente sfondato".
Ma va?
Che sfondasse lo sapevo!

come dire mi sono spisciato sotto dalle risate senza voce, basta scriverlo.
ecco;-)

"Sembra che non sappia recitare e che l?unica espressione che possa permettersi è quella da bambino imbronciato. Ma non vi ingannate: è un taglio espressionistico autoriale della regista. Fidatevi."

> Condivido.

"? Benedico il giorno in cui sono nato immune da te e da tutte quelle come te, la resistenza elastica dell?ano dei ragazzi non può mentire sulla forza della loro ganga, che è l?intestino interno. La menzogna della dolcezza femminile è riprovevole. Questa perniciosa frivolezza che gli trae in inganno, l?orrore del nulla che è l?imprescrittibile tutto?."

> Notevole questo "ganga".

"? L?oceano malgrado il suo nome ingannevolmente maschile si arrotolava nell?oscurità con la regolarità di una cagna in calore?
Dedicata al Franchi"

> Sono commosso. E tra un mese, un mese e mezzo, finalmente ci ritroveremo. Per ora ti dico questo. E mmmcoss, uoossseee è tutto quel che sto pensando, questo pezzo è opera di stravagante genialità. Hai spiazzato, credo, tutti. Stavolta per bene e sul serio, a fondo.

"Uno dei film più belli degli ultimi anni, un trionfo per la regista Catherine Breillat che ha scelto appuratamene un cast di altissimo livello dove spicca fra tutti il talentuoso attore nostrano Siffredi Rocco, un artista a tutto tondo che ha letteralmente sfondato con un?interpretazione a dir poco impeccabile.
È veramente con grandissima commozione che propongo un applauso alla regista di questo film, ma facciamo un po? di chiarezza e vediamo in breve la sbalorditiva trama di questa sfolgorante pellicola ispirata dall?omonimo romanzo della stessa regista (anche scrittrice, ma che brava)".

Ma sei serio, Elio? Io il film l'ho visto, è una boiata senza precedenti. Più tardi comunque mi leggo bene il tuo pezzo;)

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