Boyle Danny

Sunshine

Autore: 
Boyle Danny

Anno 2057. Un futuro molto prossimo. Il sole sta morendo e noi con lui, esattamente come viene detto nel trailer di Sunshine. Non resta che tentare una missione quasi impossibile: ridare carica all’amata nana rossa facendo detonare un mastodontico ordigno nucleare al suo interno, un’esplosione in grado di dare vita ad una stella dentro la stella e salvare così la sorte dell’intera umanità. L’equipaggio dell’Icarus II (un primo tentativo aveva misteriosamente fallito qualche mese prima) è pronto a tutto per portare a termine la missione, ovviamente anche al sacrificio finale, che ovviamente arriverà…

 Con Sunshine il regista Danny Boyle si butta nuovamente sul cinema di genere. Lo fa scegliendo una fantascienza apocalittica che vanta diversi predecessori: 2001 – Odissea nello spazio, Alien, Armageddon, Solaris, Sfera, persino il claustrofobico filone del nautilus movie sembra influenzare Sunshine. In termini di soggetto quindi c’era da aspettarsi qualche banalità, qualcosa già odorato in precedenza. E qui, come si dice, purtroppo casca l’asino: col progredire della storia, dopo un primo tempo evocativo ai limiti del sublime – ma ne parliamo più in là, il film cede su fronti diversi, a cominciare dallo sgretolamento della sceneggiatura. Boyle dirige tutto con mano ferma – si fa per dire, dimostrando di saper girare anche nello spazio. Quando però, dopo l’ennesima sfiga e l’ultimo bastardo sabotaggio, il regista non resiste e deve per forza (e a forza) infilare nella storia un cattivo, il film perde gran parte della sua coerenza narrativa. Gli ultimi venti minuti diventano prevedibili nonostante i colpi di scena ed il climax finali. Si spiega a livello di sceneggiatura e di montaggio, un tale affanno nel chiudere il cerchio, una tale arrancata conclusiva così poco convincente. La regia è comunque splendida, dinamica senza cadere nell’estetica da videoclip o peggio, da videogioco.

                   

Non aggiungerà nulla, quindi, al genere. L’idea di partenza e la caratterizzazione (un po’ debole) dei personaggi offrono ben poco di originale. Tutto un altro discorso invece per la potenza visiva del film. Assolutamente incredibile l’uso degli effetti speciali, curatissimi e di un gusto eccezionale. Gli effetti luce e soprattutto la messa a fuoco vengono usati in maniera da essere parte della narrazione, mai unicamente ornamentali: nessun barocchismo né tronfi compiacimenti. La luce è la vera protagonista del film: l’intero viaggio è un pellegrinaggio verso la fonte della vita (la luce, il sole, Dio, l’Ignoto) che affascina, terrorizza ma soprattutto attrae a sé magneticamente. Boyle riesce a girare un concetto, un’entità sconosciuta, unicamente attraverso la forza vibrante delle immagini, senza ricorrere a fastidiose voci narranti o lirismi dozzinali. E’ l’uomo che nell’impresa si ritrova ad affrontare qualcosa di incommensurabilmente più grande di lui. Le sequenze indimenticabili ritraggono infatti bagni di luce e fuoco mai così spettacolari. C’è di che rifarsi gli occhi, sul serio. Espressionista come un quadro di Rothko, la grande fotografia di Alwin Kuchler permette di seguire (quasi accompagnare) in viaggio l’equipaggio dell’Icarus che, come l’Icaro originario, subirà l’attrazione percettiva del sole fino alle estreme conseguenze. Ne viene fuori un racconto stile J.G. Ballard, storie oniriche e introspettive che come sfondo hanno la fine del mondo (e delle istituzioni).  

Sunshine è quindi un viaggio di formazione visivo: tanto più l’equipaggio si avvicina al Sole tanto più la regia e le inquadrature si fanno instabili e allucinate, in un gioco di luci quasi geometrico. Danny Boyle riesce a trattare un tema inflazionato come il viaggio spaziale in modo personale e vincente. Attendiamo quindi il suo prossimo film con una certa impazienza. Magari stavolta con uno sceneggiatore che sappia il fatto suo…

Regia:  Danny Boyle
Soggetto: Alex Garland
Sceneggiatura: Alex Garland
Direttore della fotografia: Alwin Kuchler
Montaggio: Chris Gill
Interpreti principali: Cillian Murphy, Chris Evans, Rose Byrne, Michelle Yeoh
Musica originale: John Murphy
Effetti visivi: Tom Wood
Produzione: Fox SEarchlight Pictures & altri
Origine: Uk/Usa, 2007
Durata:. 105 min

Info: www.sunshinedna.com
Articoli e approfondimento: www.imdb.com/title/tt0448134 / http://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=157280

 

 

Paolo Castronovo, Ottobre 2007.

ISBN/EAN: 
8010312072109

Commenti

In assenza di Franchi...
segnalo io il nuovo articolo di paolo!

"Sunshine è quindi un viaggio di formazione visivo: tanto più l?equipaggio si avvicina al Sole tanto più la regia e le inquadrature si fanno instabili e allucinate, in un gioco di luci quasi geometrico. Danny Boyle riesce a trattare un tema inflazionato come il viaggio spaziale in modo personale e vincente. Attendiamo quindi il suo prossimo film con una certa impazienza. Magari stavolta con uno sceneggiatore che sappia il fatto suo?".

Ottimo pezzo, Paolo, chiaro e sempre ben sviluppato. Non è il mio genere cinematografico ma prima o poi lo vedrò e saprò dirti. Mi piace l'idea del viaggio di formazione visivo, è una intuizione suggestiva la tua.

:)

Guarda. Io l'ho visto con molta diffidenza. Boyle mi piace molto ma il tema del film era strasentito. Te lo consiglio, ma lo consiglierei di più a un direttore della fotografia in erba.

Incredibile, è il primo pezzo su Boyle.
Nessuno ha scritto né di The Beach tratto sempre da Garland né del film tratto da Trainspotting di Welsh.
Grazie per aver colmato la (curiosa) lacuna.

"claustrofobico filone del nautilus movie"

> Servirebbe qualche nome. Pensi a qualcosa come "The Abyss"?

"La regia è comunque splendida, dinamica senza cadere nell?estetica da videoclip o peggio, da videogioco."

> Apro e chiudo parentesi. L'estetica dei videogiochi: meglio, delle Graphic Adventures degli anni Novanta - penso ai capolavori della Sierra, come Leisure Suit Larry, o a quelli della Lucas, come Maniac Mansion e Zak McKraken - era decisamente vicina al cinema.
E' un peccato che quelle due creazioni della Lucasfilm non siano state convertite in pellicola. Sembravano nate ad hoc...

"Boyle riesce a girare un concetto, un?entità sconosciuta, unicamente attraverso la forza vibrante delle immagini, senza ricorrere a fastidiose voci narranti o lirismi dozzinali."

> Ian Degrassi sarà in fissa. Gliene parlo:)

"Sunshine è quindi un viaggio di formazione visivo: tanto più l?equipaggio si avvicina al Sole tanto più la regia e le inquadrature si fanno instabili e allucinate, in un gioco di luci quasi geometrico. Danny Boyle riesce a trattare un tema inflazionato come il viaggio spaziale in modo personale e vincente."

> Fico:). Garland non l'ho mai letto, ma immagino sia più romanziere che sceneggiatore. Dovremmo studiarci la biografia. Te la cerco su IMDB (e intanto: grazie per articolo, riflessioni & condivisione)

http://www.imdb.com/name/nm0307497/ c'è poco. Inglese, classe 1970.

Un abbraccio!

Bentornato Gianfranco!

4. Davvero assurdo! Trainspotting è uno dei film maggiormente citati su Lankelot, non mi spiego questa lacuna. Anche "28 giorni dopo" non era male... Si dovrà rimediare.

5. Pensavo a "The Abyss", a "Leviathan". Soprattutto per la scenografia degli interni.

Ricevuto:).
Vediamo se da questi quattro nomi derivano nel tempo quattro articoli. Ho fiducia:)

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