A Chicago, nella notte della Strage di San Valentino, due musicisti dei bassifondi assistono involontariamente all’esecuzione da parte di alcuni gangster e, scoperti, tentano di scappare dalla città. Ci riescono inserendosi nella band femminile di Sweet Sue, spacciandosi per donne. Qui conosceranno la seducente Sugar: la band arriva in Florida, in un lussuoso albergo abitato da soli miliardari in cerca di avventure. Fra i vari clienti anche i boss da cui i due musicisti fuggivano.
A qualcuno piace caldo è la prova più convincente dell’opinabilità del passar del tempo. Malgrado l’esistenza di quegli astuti marchingegni a lancette, che s’impongono come punto di riferimento obbiettivo e incontrastato, cronometrando passo passo le nostre esistenze, Some Like It Hot appartiene ad una dimensione non decifrabile, e non solo sul piano temporale.
È forse in assoluto il film più vedibile (e andrebbe visto all’infinito) dell’intera storia del cinema. Non è solo incandescente opera d’arte: è un vero e proprio miracolo. Il film di Wilder dura 120 minuti: è falso! Con la visione scatta, infatti, un’incomprensibile metamorfosi spazio-temporale per cui i minuti si dimezzano con un moto accelerato sempre crescente, le immagini svaniscono nella nostra memoria e, senza che lo spettatore possa rendersene conto, il film è finito. Viene da chiedersi se in realtà, anziché un lungometraggio di due ore, non sia invece un cortometraggio di pochi secondi. Ciò che credevamo i titoli di testa, divengono incomprensibilmente i titoli di coda, il nome del produttore che apre la lunga serie di nomi è seguito dalla scritta FINE.
Questo perché la freschezza di ogni singola inquadratura è talmente viva da non poter rimanere impressa nel cervello; è pregna di una fluidità che non potrà mai stancare o ripetersi. Come nei più grandi risultati dei classici hollywoodiani – e il film di Wilder è in cima alla classifica – il ritmo narrativo è talmente serrato da non concedere scene particolarmente accese più di altre: se un film ha il merito di vantare ogni singolo fotogramma, allora si parli di capolavoro. Wilder è un genio; perché come lui ben pochi sono riusciti a realizzare non uno ma svariati capolavori. Wilder ha sfondato nel noir con La fiamma del peccato, 1944; nel drammatico con
Viale del tramonto, 1950; nello spionistico con
Stalag 17, 1953 e
Scandalo internazionale, 1948; e ancora nella commedia con i classici
Quando la moglie è in vacanza, 1955 e
L’appartamento, 1960.
A qualcuno piace caldo è uno dei punti fermi nella commedia sofisticata.
Molteplici sono i temi cari al film: innanzi tutto il travestitismo, che è il fulcro della storia; poi la musica, jazz in particolare, che delinea un preciso periodo storico del sogno americano; e, tutt’altro che in secondo piano, la gangster story.
Uno dei punti saldi del progetto è la sceneggiatura di Diamond e dello stesso Wilder, il che dimostra come il regista ebreo non fosse soltanto un buon direttore d’orchestra…
Insomma lazzi come “Ho venticinque anni… è un quarto di secolo: dà da pensare” di Marilyn o addirittura la frase di chiusura più celebre anche del finale di Casablanca, “Beh… nessuno è perfetto”, fa ormai parte del patrimonio artistico del Novecento.

E uno dei contributi a far della Monroe un mito e simbolo del secolo passato è senz’altro il ruolo di Sugar: sensuale e sbadata, ingenua ma navigata, semi alcolista e disillusa, la parte della bomba sexy in Some Like mette a tacere qualsiasi maldicenza sulle scarse qualità interpretative del mito. Marilyn Monroe è eccezionale e non solo perché la dirige Wilder, il lavoro degli attori è magistrale come quello al di là della macchina da presa.
Poi basta vederla cantare “I wanna be loved by you” per farsi avvolgere dalla leggenda.
Marilyn Monroe non è fatta di carne, ma di celluloide: in ogni sguardo, nei bronci e nei sorrisi, negli ammiccamenti e nelle movenze: Marilyn è puro Cinema.
Il ritmo ad orologeria è sostenuto da due grandi interpreti: Jack Lemmon e Tony Curtis. Il primo è una sorta di proiezione al maschile dei lati negativi e goffi di Sugar, il secondo ne riprende la sensualità. Anche vestiti da donna, i loro rispettivi caratteri non si sfaldano: Lemmon diventa Daphne – a cui si staccano i seni finti o si spezzano i tacchi – e Curtis è Josephine – più femminea e di classe. Di conseguenza ognuno percorre il proprio sentiero romantico nelle due differenti direzioni: Daphne ha per corteggiatore un vecchio miliardario (interpretato da Joe E. Brown, un vecchio comico dei primi anni del sonoro) e Curtis si traveste una seconda volta, adesso da uomo, per conquistare l’amore della Monroe. Aggiungere che i personaggi sono perfetti, pare superfluo e ripetitivo.
A qualcuno piace caldo è un film sublime, inarrivabile per qualsiasi cineasta attuale.
Godiamoci il postmoderno tarantiniano aspettando, chissà, che qualche altro cineasta svegli la settima arte da questo deleterio stato comatoso. Nel frattempo chi non l’avesse mai visto e abbia la curiosità di sapere che significhi godere del Cinema, si spicci a procurarsi una copia del film di Wilder.
Regia: Billy Wilder
Soggetto: M. Logan, R. Thoeren.
Sceneggiatura: Billy Wilder, I.A.L. Diamond.
Interpreti principali: Marilyn Monroe, Tony Curtis, Jack Lemmon, George Raft, Pat O'Brien, Joe E. Brown.
Fotografia: Charles Lang Jr.
Montaggio: Arthur Schmidt.
Musica: Adolph Deutsch
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Scenografia: Ted Haworth.
Costumi: Orry – Kelly.
Origine: USA, 1959, BN.
Durata: 120 minuti.
Produzione: Ashton Production
Titolo originale: “Some Like It Hot”.
WILDER in LANKELOT:
Commenti
e vabbè. accontentiamoci.
a qualcuno piace caldo. Ma se Chuck Norris dice di no, va bene anche a temperatura ambiente
ma la prima foto? ahahahahahaha
oddio sembrano i Monty Python :)))))
Antonin Artaud aveva le basette.
"Godiamoci il postmoderno tarantiniano aspettando, chissà , che qualche altro cineasta svegli la settima arte da questo deleterio stato comatoso. Nel frattempo chi non l'avesse mai visto e abbia la curiosità di sapere che significhi godere del Cinema, si spicci a procurarsi una copia del film di Wilder".
(va bene.)
[morto T Curtis] ROMA - E'
[morto T Curtis] ROMA - E' morto a 85 anni Tony Curtis. La conferma della scomparsa del grande attore è stata data dalla figlia Jamie Lee Curtis. Tony Curtis, il cui vero nome era Bernard Schwartz, sposato 6 volte, è stato protagonista di tantissimi film di successo, tra i quali l'indimenticabile A qualcuno piace caldo, con Marilyn Monroe e Jack Lemmon.
Oltre a quella cinematografica, di un certo rilievo anche la sua attività televisiva, in particolare come coprotagonista nei primi anni Settanta della serie di telefilm Attenti a quei due, in cui impersona il ricco playboy americano Danny Wilde, contrapposto all'elegante e raffinato lord inglese Brett Sinclair (Roger Moore), entrambi impegnati a fronteggiare malviventi e belle donne in scanzonate avventure di intrighi e mistero.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=120919&sez=HOME_CINEMA
[a qualcuno piace caldo] in
[a qualcuno piace caldo] in prima, ad honorem.
[A qualcuno piace caldo] Film
[A qualcuno piace caldo] Film magnifico!
(T. Curtis) Nooo!! lo adoravo
(T. Curtis) Nooo!! lo adoravo :(((((((((((((((((((