Non sono moltissimi i film che hanno trattato il periodo della dittatura argentina degli anni Settanta e Ottanta. Personalmente ricordo la La notte delle matite spezzate di Hector Olivera, risalente agli Ottanta, e qualche documentario più recente.Garage Olimpo è sicuramente il più discreto. In un film che racconta la violenza in una delle sue forme più vili e bieche, questa non è quasi mai mostrata. Bechis non esplicita più del dovuto le torture subite dalle migliaia di "prigionieri di stato", quasi tutti studenti e militanti nell'opposizione "sovversiva", che nel film trovano il loro portavoce nella diciottenne Maria, insegnante di lettere a Buenos Aires.
Siamo nel '76, i primi mesi della dittatura. Centinaia di studenti cominciano a sparire, sequestrati dall'esercito regolare argentino. Sul termine "regolare" si è discusso parecchio, soprattutto dopo la pubblicazione de Il volo di Horacio Verbitzky, stimato giornalista argentino. Il nucleo del dibattito centra su un problema che apparentemente potrebbe sembrare una quisquiglia semantica: i sequestratori facevano parte dell'esercito e agivano sotto il comando diretto dei loro superiori, oppure si può effettivamente parlare di bande irregolari? Quindi quisuiglia semantica non è. Nel film di Bechis i sequestratori vengono mostrati per quello che sono: torturatori sadici,metodici, alcuni non molto più maturi degli stessi prigionieri. E qui come dicevo, sta la prima intuizione corretta del film, che mostra della tortura solo gli effetti "collaterali", grida e gemiti in primis. Bechis è discreto, la pietà che prova per la tragedia è palpabile in ogni singola scena.
La giovane Maria viene trasportata a Garage Olimpo, una vecchia officina trasformata in un vero inferno sotterraneo. Rinchiusa in una minuscola cella, la ragazza riesce a sopravvivere soltanto grazie a Felix, suo ex coinquilino in realtà agente infiltrato, innamorato di lei. Solo la protezione di Felix permette a Maria di sopravvivere all'interno di questo campo di concentramento urbano. Il morboso rapporto tra i due salva Maria dalle attenzioni del Tigre, capo della cellula di Garage Olimpo. Bechis alterna panoramiche aeree della città a clustrofobici e penetranti tuffi nelle celle dei prigionieri, riuscendo non solo a mostrare le due facce di una Buenos Aires spaccata a metà, ma anche una nazione nella sua ora più buia. Anche la madre di Maria cade vittima del diabolico meccanismo: vende la sua casa al Tigre per una miseria, nella speranza di rivedere la figlia, ma viene uccisa e diventa una dei tanti desaparecidos non registrati, in una frode molto comune per il periodo. Ma il meccanismo della "burocrazia della morte" non si arresta: Maria viene trasferita e caricata su un aereo. L'attenderà un anestetico, un tuffo di millecinquecento metri e, infine, il Rio Plata. Per la prima volta carceriere e prigioniero sono nella stessa barca: le loro vite sono violentate,stuprate, distrutte dalla stessa follia.
Garage Olimpo è uno di quei film che - come si scrive in questi casi - fa riflettere ma che prima di tutto lascia un enorme vuoto, storico ed emotivo, nello spettatore. Mario Bechis non firma un documentario ma un pezzo di vita - di storia - argentina che lo tocca in prima persona: a ventidue anni il regista viene sequestrato dall'esercito per essere carcerato in una struttura simile a Garage Olimpo. Questo è l'ncubo filtrato dalla sua memoria e dalla crudeltà della storia.
Regia: Marco Bechis Info: www.garageolimpo.com
Soggetto: Marco Bechis
Sceneggiatura: Marco Bechis & Laura Fremder
Direttore della fotografia: Ramiro Civita
Montaggio: Jacopo Quadri
Interpreti principali: Antonella Costa (Maria), Carlos Echevarrìa (Felix), Chiara Caselli (Ana), Enrique Pineyro (Tigre), etc...
Musica originale: Jacques Lederlin
Scenografia: Romulo Abad
Costumi: Marisa Urruti
Produzione: Daniel Burman, Amedeo Pagani, Diego Dubcovsky
Origine: Italia/Francia/Argentina
Durata:. 98'
Paolo Castronovo, Novembre 2008.
Commenti
Amices!
Gran ritorno del gran PAOLO CASTRONOVO!
Ave ottimo.
Vi riabbraccio tutti. Spero di starci di più da ora in poi!
Forza e onore.
"La notte delle matite spezzate di Hector Olivera, risalente agli Ottanta, e qualche documentario più recente"
> Da queste parti manca! Ci sono volontari? Il film merita?
"Garage Olimpo è uno di quei film che - come si scrive in questi casi - fa riflettere ma che prima di tutto lascia un enorme vuoto, storico ed emotivo, nello spettatore. Mario Bechis non firma un documentario ma un pezzo di vita - di storia - argentina che lo tocca in prima persona: a ventidue anni il regista viene sequestrato dall?esercito per essere carcerato in una struttura simile a Garage Olimpo. Questo è l?ncubo filtrato dalla sua memoria e dalla crudeltà della storia."
> Memorizzato. Vado e m'aggiudico il Dvd appena posso, e poi torniamo a parlarne. Ave caro
Non era male ma l'ho visto troppo tempo fa per ricordare bene..
Chissà se Leon o Luca o Ryo...
Ho rinviato spesso la visione di questo film. Vedo in archivio se riesco a vederlo per domani mattina...
"E qui come dicevo, sta la prima intuizione corretta del film, che mostra della tortura solo gli effetti "collaterali", grida e gemiti in primis. Bechis è discreto, la pietà che prova per la tragedia è palpabile in ogni singola scena."
> Questa mi sembra la seconda ottima ragione per avvicinarlo...
Non l'ho ancora visto, Paolo. Forse un giorno lo vedrò per pura curiosità. In realtà perchè, avendo visto altro di suo, non mi piace Bechis come regista.