Nella ricerca di cinema spensierato ho frugato dappertutto. Spesso si crede che un film possa servire a non pensare, a distendere le membra su una poltrona o spaparanzarsi in una sedia in cui addormentarsi con la testa ciondolante dopo dieci minuti, un po’ in avanti poi indietro, sino a cascare per terra. Ahinoi, non è mica vero. Mica serve Manzoni per mettere in moto il cervello. Pure mentre si dorme, quella bestiaccia rimane attivo.
Esistono dunque film che servano a non pensare?
Passando per commedie, italiane e non, con budget alti e non, realizzate da analfabeti e non, un titolo che possa dichiararsi davvero scevro di puro intrattenimento senza messaggi per il pubblico non si trova. Per quanto vogliano darlo a bere, anche i peggiori registi delle commediacce sexy qualche cosa al loro pubblico lo dicono. Certo, generalmente il rapporto cliente / meretrice non ha intermediari, ma nel cinema italiano “disimpegnato” sì. Si definiscono registi o, peggio ancora, artigiani. Il De Mauro faciliterebbe la cosa eludendo tante incomprensioni.
Eppure frugando qua e là, qualcosa che si avvicini alla spensieratezza più lieta, si trova. E dove ricercare dei film che siano lontani dalla facile speculazione di tette, che allo stesso tempo non esigano spettatori troppo colti? Naturalmente, nelle filmografie per ragazzi. Che, attenzione, non significa che i film per bambini siano fatti male o lontani dall’intelligenza. Labyrinth non chiede tanto ma dà tantissimo. La storia infinita vanta un grosso budget. Volando più basso, allontanandosi dal fantasy e restando nell’ambito dell’umorismo non cervellotico, non volgare, non stupido, si arriva a destinazione. Totò è volgare, per fortuna. Sordi è cinico e non ha fatto film per ragazzi. Dai, che ci arrivi.

Bud Spencer e Terence Hill, così come Franco & Ciccio, sono una coppia per un pubblico infantile. Ma mentre Franco & Ciccio rappresentano l’Italia (assai) poco acculturata del boom, Bud Spencer e Terence Hill sono internazionali e non hanno collocazione culturale né sociale. Grazie a dio.
Politica, può darsi, ma sono beghe di questi ultimi anni bui e i loro miglior film ne sono immuni.
Punto a loro favore è che per quanto non siano capolavori quantomeno non possono essere definiti trash.
In parecchi dei loro film, all’inizio, Bud Spencer e Terence Hill sono due fuorilegge. A volte ladri di cavalli, più spesso disoccupati, talvolta pseudo vagabondi, in ogni caso: i due, sempre, si odiano. Possono anche essere fratelli di sangue – ma figli di una ex prostituta –: si detestano. E in genere è Terence Hill che vuole avvicinarsi al compare. Che sbuffa. Il personaggio di Hill è iperattivo, attaccabrighe, rompipalle, in ogni caso è buono. Bud Spencer è solitario, non vuole grane, si stupisce quando vede un bidè, raramente sorride. Altra cosa fondamentale per entrare nell’ottica fanciullesca dei loro film. Non esiste violenza: loro non si picchiano, si scazzottano. I loro cazzotti non fanno mai male, tanto che chi li subisce si alza sempre. Il suono dei loro cazzotti è esemplare, si pensi a quanto ridicoli possano essere i poliziotteschi che pretendono di essere seri utilizzando gli stessi suoni dei ceffoni di Bud Spencer. Le scazzottate dei film di Spencer e Hill non sono risse realistiche, non si vede una goccia di sangue, tutto è irreale e deformato, amplificato come in una stanza vuota, ma con pupazzi e pareti di gomma. Bud Spencer e Terence Hill dicono anche le parolacce ma raramente: per quello fa ridere. Proibite e buffe allo stesso tempo. Zero volgarità, nessuna occhiatina all’adulto scoreggione. Forse per questo che la coppia italiana è tradotta in quasi tutto il mondo, dall’Europa alle due Americhe. Per ogni età.
Il film in questione è uno dei risultati più divertenti: mai eccessivo, un cartone animato con attori di carne. Bud Spencer appare nel film divinamente: rimarcando i suoi caratteri più evidenti, la pigrizia e la mole che intimorisce chiunque gli si avvicini, entra in scena trasportato su un montacarichi. Mangia un panino goffamente. Indossa un bomber con la scritta “Jumbo”. Bambinone, non può essere definito altrimenti. È in un porto ed è in cerca di lavoro, curiosamente. Si avvicina ad un box dove incontra un uomo di malaffare, che sta per i fatti suoi. Bud Spencer chiede se c’è un posto, subito si accosta un’auto rossa con dei tipacci. Uno di loro scende e gli si avvicina – ha i capelli grigi, c’è in tutti i loro film, il pubblico lo conosce bene. Guardando Bud Spencer chiede al capo: “Problemi?”. Spencer si difende dicendo che è lì solo per guadagnare “qualche spicciolo” perché ha fame. Com’è ovvio i cattivi non gli vanno incontro e gli chiedono il 30%.
“Beh sì, ma se vi lascio il 30% con quello che mi resta non riesco a mangiare”
“Sei già troppo grasso… Tienti leggero e ci guadagnerai in salute”
“Sì ma vedi, tu hai ragione ma se io non mangio non vado al cesso. E se non vado al cesso, cambio carattere e perdo il buonumore e insomma, divento… divento… dispettoso”
E con un piccolo colpo di tacco buca loro una gomma della macchina.
Tenerone e dispettoso. Bonaccione anche se manesco. Breve scazzotata, gli demolisce l’auto e se va. Il capo dei cattivi ordina di prendere un’altra macchina. Lo spettatore ha già capito come va a finire.
Arriva Terence Hill. Anche la sua apparizione non è casuale: è rincorso su una nave da dei marinai che gli urlano “Ti insegniamo noi a fare il clandestino!”, ovviamente è più veloce e riesce a scamparsela. Gli serve un lavoro, finisce al box dai cattivi di prima. La sequenza è ripetuta alla perfezione, anche i movimenti della macchina da presa sono gli stessi, cambia un po’ il dialogo.
“Ehi capo, c’avrei lo stomaco incollato alla spina dorsale…come la mettiamo?”
“Niente da fare”
“Ma c’è quel cargo che dev’essere scaricato…”
E quello, a fil di voce “Vattene…”. Arriva una nuova macchina, coi cattivi di prima. Manco a dirlo, scazzottate.
Bud e Terence si incontrano-scontrano mentre barboneggiano nel porto, camminano uno nella direzione dell’altro. Terence Hill lo provoca, Bud Spencer sbuffa e va per il suo corso. Si troveranno a correre assieme inseguiti dai cattivi in macchina, che gli sparano contro.
Comincia così un sodalizio forzato, dal fato e in gran misura da Terence Hill. I due decidono di fare una rapina in un supermercato ma per errore entrano in un ufficio della polizia e si vedranno costretti ad arruolarsi. Detto così sembrerebbe un film di propaganda, e magari girato oggi e finanziato dalla Rai lo sarebbe, invece l’arma è derisa e poco sopportata: il fatto che diventino poliziotti non serve a mettere in buona luce quel mondo, che anzi viene ignorato grossolanamente. Bud dovrebbe tagliarsi la barba e dimagrire, Terence si guadagna promozioni non perché interessato o particolarmente bravo quanto perché fortunato. Si trovano costretti a fare i poliziotti e non gliene frega niente. C’è una dose di anarchia di fondo che non scema e non si traduce che in umorismo bonario e caciarone.
Tra le sequenze più riuscite, i due si trovano in un bar. Il gestore è in sedia a rotelle e sta al bancone. Qui, poggiato, è Bud Spencer. Terence Hill gioca con le stampelle dell’amico barista. Entra una comitiva di delinquenti scimuniti capeggiati da un demente con tanto di pistola e frusta.
Terence Hill si finge zoppo, Bud sordomuto. La buffoneria fa da padrona e le acrobazie si sprecano: dapprima i vandali vengono accontentai, Bud e Terence si spacciano per impotenti, poi scoppiano e li mettono a tacere. Anche qui ogni ceffone è una gag, ci sono anche gag verbali però primeggiano le buffonerie da circo: i clown del resto non fanno che darsi sganassoni. Qui non c’è trucco in volto né costumi iridescenti: forse per questo si ride di più. E si vede ciò che ci si aspetta: la sfrontatezza un po’ irritante di Hill e la sbuffata irritata di Bud. Il monello e il bambinone forzuto che vorrebbe mangiare e dormire in santa pace. Neanche si sforzano a scazzottarsi, non sono stanchi dopo, così come i clown che si beccano le sediate in testa non gridano di dolore e son sempre pronti a nuove bacchettate.

La trama prosegue con equivoci vari, cattivoni che ingaggiano prosperose signorine con l’illusione di poter incastrare i due poliziotti; e una famiglia povera da sostenere – come la famiglia di spettatori che assiste il film, probabilmente attorno alla tavola di cucina prima di andare a letto.
Due ore di sana innocenza, per deviare la squallida vita quotidiana e far sperare ai bimbi che il loro futuro possa essere indolore, come è la difficile vita che conducono i loro paladini in un’America senza davvero alcun sogno. Non che siano contro il sogno, solo non ci credono più. Perché Bud e Terence in ogni film vivono alla giornata, fuggendo lo schifo di un paese davvero desolato in cui si muovono. Il messaggio c’è, è evidente. Solo è filtrato, attutito, però c’è. Non è roseo ma è più vicino alla realtà di quanto si pensi: è resistere. E ce lo dicono senza sorridere perché un comico che ride, non fa ridere nessuno.
Regia: E. B. Clucher (Enzo Barboni)
Soggetto e sceneggiatura: E. B. Clucher (Enzo Barboni)
Fotografia: Claudio Cirillo
Montaggio: Eugenio Alabiso
Musica: Guido e Maurizio De Angelis
Scenografia: Enzo Bulgarelli
Costumi: Luciano Sagoni
Interpreti: Terence Hill (Matt Kirby), Bud Spencer (Wilbur Walsh), Laura Gemser (Susy Lee), David Huddleston (capitano McBride), Luciano Catenacci (Fred Clyne, il capo), April Cloud (Angie), Jill Flanter (Galina Kocilova), Emilio Delle Piane (Pierre, il maggiordomo), Luciano Rossi (Geronimo), Edy Biagetti (Vicegovernatore), Luigi Cesellato (gestore del bar), Ezio Marano (capobanda), Riccardo Pizzuti (lo "sfregiato"), Claudio Ruffini (picchiatore)
Produzione: Tritone Cinematografica, T.O.T.A.
Distribuzione: Cidif
Durata: 112'
Origine: Italia, 1977
Commenti
Evviva!
Uno dei pezzi più belli ed elegiaci di sempre. Ci voleva Bud per riuscirci. Grandi film. Non mi stancherò mai della mia infanzia.
“Eppure frugando qua e là , qualcosa che si avvicini alla spensieratezza più lieta, si trova. E dove ricercare dei film che siano lontani dalla facile speculazione di tette, che allo stesso tempo non esigano spettatori troppo colti? Naturalmente, nelle filmografie per ragazzi.”
> Bravo Luca. Sin da qui.
(a proposito: La Storia Infinita possiamo linkarlo… se ti va;).
E’ qua:
www.lankelot.eu/index.php/2006/10/08/w-petersen-la-storia-infinita/
“Bud Spencer e Terence Hill, così come Franco & Ciccio, sono una coppia per un pubblico infantile. Ma mentre Franco & Ciccio rappresentano l'Italia (assai) poco acculturata del boom, Bud Spencer e Terence Hill sono internazionali e non hanno collocazione culturale né sociale. Grazie a dio.
Politica, può darsi, ma sono beghe di questi ultimi anni bui e i loro miglior film ne sono immuni.
Punto a loro favore è che per quanto non siano capolavori quantomeno non possono essere definiti trash. ”
> Molto chiaro, molto lucido e molto persuasivo.
“Bud Spencer e Terence Hill dicono anche le parolacce ma raramente: per quello fa ridere. Proibite e buffe allo stesso tempo. Zero volgarità , nessuna occhiatina all'adulto scoreggione. Forse per questo che la coppia italiana è tradotta in quasi tutto il mondo, dall'Europa alle due Americhe. Per ogni età.”
> Staffilata a certo revisionismo cinematografico, eh? :))
“Due ore di sana innocenza, per deviare la squallida vita quotidiana e far sperare ai bimbi che il loro futuro possa essere indolore, come è la difficile vita che conducono i loro paladini in un'America senza davvero alcun sogno. Non che siano contro il sogno, solo non ci credono più. Perché Bud e Terence in ogni film vivono alla giornata, fuggendo lo schifo di un paese davvero desolato in cui si muovono. Il messaggio c'è, è evidente. Solo è filtrato, attutito, però c'è. Non è roseo ma è più vicino alla realtà di quanto si pensi: è resistere. E ce lo dicono senza sorridere perché un comico che ride, non fa ridere nessuno."
> Magistrale, Hammer.
Quando sali in cattedra non ce n'è per nessuno. C'è solo da godersi il privilegio della lettura. Quale che sia l'argomento, è una lezione.
“Due ore di sana innocenza, per deviare la squallida vita quotidiana e far sperare ai bimbi che il loro futuro possa essere indolore, come è la difficile vita che conducono i loro paladini in un'America senza davvero alcun sogno. Non che siano contro il sogno, solo non ci credono più. Perché Bud e Terence in ogni film vivono alla giornata, fuggendo lo schifo di un paese davvero desolato in cui si muovono”.
Concordo. Ho bei ricordi legati ai film di Spencer e Hill, mi ci portava il babbo da bambino: li ho visti tutti. E' come dici tu, spensieratezza allo stato puro. Niente che si trovi in giro oggi. Ottimo averli proposti su Lankelot, Epic!
fantastico pezzo! osservazioni verissime, perfettamente calzanti con lo spirito dei film di Bud Spencer e Terence Hill.
“Non esiste violenza: loro non si picchiano, si scazzottano. I loro cazzotti non fanno mai male, tanto che chi li subisce si alza sempre. Il suono dei loro cazzotti è esemplare, si pensi a quanto ridicoli possano essere i poliziotteschi che pretendono di essere seri utilizzando gli stessi suoni dei ceffoni di Bud Spencer.”
> l’avevo notato anch’io ed è una cosa che mi è sempre rimasta impressa.
Magistrale pezzo, complimenti.
“Terence Hill si finge zoppo, Bud sordomuto. La buffoneria fa da padrona e le acrobazie si sprecano: dapprima i vandali vengono accontentai, Bud e Terence si spacciano per impotenti, poi scoppiano e li mettono a tacere”
Ah, ah grazie Omone ogni volta che penso a questa scena e alla battuta di Terence Hill mi sganascio. L’altra scena cult di questo film è la giustificazione di Bud Spencer verso il capo della polizia per i suoi precedenti penali.
Perchè Totò volgare?