Bertolucci Bernardo

Il piccolo Buddha

Autore: 
Bertolucci Bernardo

A metà strada tra una favola metempsicotica e una (primitiva) traduzione occidentale del buddismo, ibridazione questa almeno esotica e suggestiva, il film di Bernardo Bertolucci si sviluppa tra una bluastra Seattle e un rosseggiante Buthan. Intriso di uno spiritualismo incandescente e segnato da una sognante nostalgia metafisica, “Piccolo Buddha” è una fascinosa porta dipinta per accedere a un altro mondo; un prezioso unicum nella cinematografia europea contemporanea, manifestazione d’un crescente interesse per le culture orientali e d’una, si spera, rinnovata professione d’apertura mentale. Nel sogno di una dialettica che sappia inaugurare un sincretismo, e nella malinconia dell’appartenenza a una società che va uccidendo gli dei soltanto per divinizzare gli uomini, perdendo poesia e nutrendosi di una prosaicità intossicante, Bertolucci compie un’autentica escursione in un “altro” mondo, sfiorando vette d’una spiritualità insolita sia nella sua produzione che in quella dei contemporanei.     

 

La trama. Il Lama Norbu (interpretato da Ying Ruocheng, viceministro della cultura cinese tra 1986 e 1990) s’appresta a partire da un monastero bhutanese alla volta di Seattle, dove un monaco buddista, il matematico Kenpo Tensin, ritiene d’aver individuato la reincarnazione del suo Maestro nel piccolo Jesse Conrad (Alex Wiesendanger), grazie ad alcuni sogni profetici.

Avvicinata con dolcezza la madre già venti giorni prima dell’arrivo del religioso,

Kenpo si presenta presso la famiglia Conrad assieme al Lama Norbu. 

Lisa (Bridget Fonda), sognante professoressa di matematica, ascolta affascinata il racconto del carismatico Lama: Dean (Chris Isaak), suo marito, sembra manifestare qualche perplessità.  Nonostante l’iniziale scetticismo, sarà proprio lui, scosso dalla morte del suo migliore amico e disorientato da altri frangenti della sua vita, ad avallare il progetto del Lama: partirà assieme a Jesse alla volta del Bhutan, per risolvere il dubbio legato alle origini della sua anima. 

 

Alla vicenda del piccolo Jesse si accompagna, in parallelo, la narrazione della storia del principe Siddharta (Keanu Reeves), dal suo concepimento fino a quando, illuminato dopo una lunga ascesi e un’interminabile ricerca, divenne Buddha, “il risvegliato”.  

 

Nato per raggiungere l’illuminazione e liberare tutte le creature, il principe fu precocemente orfano di madre; venne cresciuto dal Re in un isolamento dorato e impeccabile: aveva “ogni cosa”, e ogni cosa era “perfetta”. Il padre voleva proteggerlo dalla conoscenza del dolore e della morte. Un giorno, richiamato dal canto d’una sconosciuta, un canto di nostalgia per terra lontane, laghi e montagne, Siddharta si domandò cosa fosse la sofferenza: perché sebbene vivesse in un mondo senza contrasti e contraddizioni, percepiva d’essere incompiuto. E così, convinto a visitare la sua città e la sua terra, uscì un giorno dal palazzo reale, acclamato da un popolo selezionato dal padre e controllato dalle sue guardie: mentre gioiva della felicità e della bellezza del mondo, s’accorse di due anziani mendicanti che si avvicinano, e domandò al suo servitore chi essi fossero. Il principe scoprì la vecchiaia, la malattia, la povertà e la morte: cosciente finalmente della sofferenza, provò comprensione per i suoi simili e per la dannazione dell’intera specie. Siddharta aveva moglie e figlio: ma decise di partire per capire e interiorizzare la natura della sofferenza, cosciente che tutti avrebbero sofferto  e conosciuto la morte, per poi rinascere e vivere “nella condanna di una maledizione”, come aveva ammesso suo padre.

 

Il compito di Siddharta era stato definito: vincere questa maledizione. 

 

Mentre il mondo sognava, Siddharta iniziò il viaggio verso il risveglio.  Visse per anni in silenzio, tra gli asceti, nutrendosi d’acqua piovana e di chicchi di riso: fin quando capì che imparare consisteva nel cambiare, e che il corretto insegnamento stava nella “via di mezzo” tra gli opposti.

Sconfitti gli spiriti del male, rappresentazione di Orgoglio, Avidità, Paura, Ignoranza e Desiderio, in empatia con ogni creatura del cosmo, il principe conobbe l’illuminazione.

 

Girato, dopo mesi di preparazione, tra il settembre del 1992 e il febbraio del 1993 tra Buthan e Nepal, in località segrete e tendenzialmente inaccessibili ai viaggiatori occidentali, “Piccolo Buddha” è un tributo a una millenaria religione e a una cultura affascinante: difficile non esserne sedotti.

Poesia della metempsicosi.

 


 

Lankelot Franchi, settembre 2003. Prima pubb: lankelot.com

 

LAMA NORBU. “Nessuna stanza è veramente vuota se la tua mente è piena”.

 


Regia: Bernardo Bertolucci.

Soggetto: Bernardo Bertolucci (in collaborazione con Fabien Gerard e Giovanni Mastrangelo).

Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Rudy Wurlitzer, Mark Peploe. 

Direttore della fotografia: Vittorio Storaro.

Montaggio: Pietro Scalia, Daniele Sordoni.

Interpreti principali: Keanu Reeves, Alex Wiesendanger, Bridget Fonda,  Chris Isaak, Ruochen Ying, Raju Lal, Jigme Kunsang, Jo Champa, Sogyal Rinpoche.   

Musica originale: Ryuichi Sakamoto.

Produzione: Jeremy Thomas.

Origine: Uk/Francia, 1993.

Durata: 140 minuti.

Approfondimento in rete. Biografia di Bernardo Bertolucci (Italica.rai.it). 

Sito non ufficiale di Keanu Reeves: http://www.keanunet.com/

 

ISBN/EAN: 
8026120157532

Commenti

Questo è, invece, uno dei migliori Bertolucci di sempre: intenso, delicato, ben girato e centrato su un argomento interessante. Lo vidi al cinema quando uscì, mi lasciò una bella sensazione.

Spero che anche Marcello Bedetti venga a integrare le sue impressioni;).

anche questo è un bel film, il richiamo che mi è venuto in mente a prima vista al Siddharta di Hesse. Ecco, qualcuno che spiegasse meglio il buddhismo, come aveva iniziato a fare Marcello, sarebbe l'ideale.

eccomi!

prometto che presto mi attivero' nel proporvi qualche articolo sull'argomento...

intanto posso dire riguardo al film

(che a me è piaciuto moltissimo, ed ha un profondo spessore e diverse chiavi di letture)

che Bertolucci è buddhista

che Keanu Reeves anche e non a caso è il protagonista di Matrix (e di Scanner Darkly, nuovo di Linklater)

che Buddhismo significa Risveglio, poichè il soprannome Buddha dato a Siddartha significa appunto il Risvegliato (cfr. Waking Life...)

a presto

marcello

(Linklater, apparentemente OT > ho appena ricevuto la mia copia in DVD di "Prima dell'alba", che aspettavamo da anni fosse convertito nel formato nuovo;) ).

(...)
e Bernardo, che ha le gambe lunghe
dei quattordici anni, la smania dello storyteller,
insiste sul tempo reale, vuole
che vi perdiate tra castagni e felci
a cercare, con la luce che si fa
più e più debole - affrettatevi,
la sera è paurosa sui monti -
(...)

Attilio Bertolucci, "La teleferica", da Viaggio d'Inverno

archivio BB e locandina

archivio BB e locandina infilati nel pezzo!

Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.