Audiard Jacques

Sulle mie labbra

Autore: 
Audiard Jacques

Le labbra.

Il nostro contatto con il mondo, il nostro mezzo, la nostra pura comunicazione. Audiard comunica con noi attraverso le labbra della protagonista. Carla (Emmanuelle Devos), un'impiegata modello, puntuale, retta, tutta casa e ufficio, vive un'esistenza basata sul lavoro e sui pochi contatti sociali che ha. Carla è sorda; legge le labbra. Porta un apparecchio acustico che le permette di sentire ciò che le succede intorno. L'incarnazione della lavoratrice modello, pronta in ogni momento, si annulla per il lavoro, tanto da essere oggetto di prese in giro e di atti poco carini da parte dei colleghi. Dopo la loro ennesima angheria, viene spinta dal suo capo a scegliersi un aiutante. Al collocamento le viene assegnato un ex galeotto, Paul (Vincent Cassel). Fra i due si crea una sorta di complicità arrivista, l'uno usa l'altra per il proprio tornaconto: fino alla fine rimane il dubbio su chi stia veramente usando chi.

In questo film, Audiard mette vicino due emarginati, una portatrice di handicap e un reietto della società. Riesce, però, a non cadere mai nel pietismo, anzi colora i due personaggi facendoci immedesimare in loro, anche se apparteniamo a mondi diversi. La piccola e indifesa Carla che ci appare all'inizio, la piccola sorda sbeffeggiata da tutti, pian piano diventa una donna forte. Riesce a conquistare l'uomo forte e gretto. Quando il suo capo le dice che deve trovarsi un aiuto, lei non si fa nessuno scrupolo, ha le idee chiare, vuole un uomo forte, ma allo stesso tempo che possa comandare, vuole la sua rivalsa contro il maschio gretto che la ha snobbatta e vessata fino a quel momento. Nel gioco delle parti sia Carla che Paul si usano, si avvicinano e si allontanano. Stringono meccanismi di difesa uno con l'altra, piano piano diventano un'unica essenza.

Audiard gioca con la camera e ci accompagna per mano nel mondo della sordità. Quando Carla è stanca del mondo che la circonda, dei rumori delle parole, spenge il suo apparecchio e si rifugia nel suo microcosmo. Le inquadrature delle labbra, il disegno che si crea attorno alla bocca della protagonista, o degli altri attori quando Carla legge le loro parole a fior di labbra è semplicemente sublime. Il sonoro è gestito magistralmente: veniamo proiettati direttamente nella testa di Carla e quello che infastidisce lei infastidisce noi. Quando decide di isolarsi dal mondo, spegne il suo apparecchio acustico: sentiamo una sensazione di benessere, ci sentiamo alleggeriti dal silenzio.

La nascita di un amore, la passione che irrompe nello schermo e ti fa sussultare sulla tua poltrona...  no,i n questo film non avviene. Piuttosto: c'è un lento, lentissimo innamoramento; i ragazzi si usano, nelle loro tristi e solitarie vite l'amore ha avuto poco posto. Si avvicinano in modo crudele, spinti dal bisogno uno dell'altra: Carla ha bisogno di un uomo che la faccia sentire donna, Paul di un letto e di sfruttare il dono di Carla per altri fini.

La scena in cui Paul si sente in dovere di ripagare Carla per avergli trovato un letto, una casa, un lavoro è crudele. Paul non ha nulla. Crede che l'unica cosa che Carla voglia, l'unica cosa di cui abbia bisogno sia il sesso, e si avvicina a lei in modo rude e violento; lei lo respinge spaventata, lui incredulo le dice: "Credevo volessi questo".

Disabituati all'amore, i due riescono a capire di essersi finalmente trovati: adesso sanno di appartenersi. Questo film va visto, a mio avviso, per tuffarsi nel mondo dei "diversi" rappresentato in maniera "diversa".

Regia: Jacques Audiard; Sceneggiatura: Jacques Audiard, Tonino Benacquista
Direttore della fotografia: Matthieu Vadepied
Montaggio: Juliette Welfling
Interpreti principali: Vincent Cassel, Emmanuelle Devos, Olivier Gourmet
Suono: Marc-Antoine Beldent, Pascal Villard, Cyril Holtz, Philippe Amouroux
Scenografia: Michel Barthelemy
Costumi: Virginie Montel
Origine: Francia
Durata:.114 min

Betta

11 maggio 2009

ISBN/EAN: 
8032442209170

Commenti

neo BETTA

grazie Franchi...ci stava lavorando il Caraffa...per sistemarlo.L impaginazione mi è oscura...;)

un film "strano". visto quando uscì al cinema, qualche anno fa. ti lascia sensazioni difficili da spiegare. non so. buon film. buona scheda (-:

3- vero...una sorta di amaro umorale.

Brava Betta, sei migliorata. Ancora qualcosa da limare dal punto di vista della forma, ma come sostanza decisamente molto meglio del pezzo precedente.

5-mille grazie leon ;)

6 - Di nulla;)

Inseriti locandina e codice EAN.

8- grazie...:)

ripuliti refusetti, convertiti gli apostrofi in accenti, limato qua e là:). Già che sto revisionando un libro, in ufficio, revisiono pure l'articolo.

Già e non gia'
etc

salut

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