La prima volta che presi coscienza di chi fossero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino fu successiva alla loro morte. Sino ad una certa età, infatti, l’informazione è come filtrata, non viene sempre correttamente recepita. Mi trovavo in visita all’Asinara, l’isola protetta, un tempo supercarcere anche di detenuti “illustri” come Salvatore Riina; faceva molto caldo e ricordo che vi era da fare un tratto in salita percorrendo un terreno polveroso. La guida ad un certo punto indicò un piccolo gruppo di villette e disse qualcosa del tipo: “in questa villa lavorarono all’istruttoria del maxi processo i due giudici Falcone e Borsellino”. Dopo qualche istante di silenzio, nel quale il gruppo dei turisti cercava di spingere lo sguardo più in là, partì un applauso spontaneo, lungo, sentito.
Doppio salto mortale per il milanese Massimo Dapporto, già grandissimo attore, purtroppo con un curriculum in cui la parola fiction torna qualche volta di troppo e spesso con lavori mediocri; qui impegnato sia nel ruolo di un personaggio complesso come il giudice palermitano, sia nel tentativo, peraltro pienamente superato, di adattarsi alle flessioni dialettali dell’isola, ma lieve, senza mai cadere nel macchiettistico. Il tono medio che fa muovere i fili del personaggio, senza caricarlo di tratti sovrumani e paladinistici, ma con una incarico ufficiale da compiere a metà strada tra dedizione alla carica, senso civico e missione personale, mi nasconde se si tratti o dell’ottimo lavoro dei due registi Andrea e Antonio Frazzi o soltanto del dato di fatto che Dapporto ha centrato in pieno il personaggio.
Falcone risulta il personaggio intorno al quale ruota tutta la vicenda, facendo peraltro finire in secondo piano (si tratta comunque dell’adattamento di un libro sulla sua vita, quindi ai fini della narrazione è accettabile) la figura di Paolo Borsellino interpretato da Emilio Solfrizzi, l’ex direttore Lino Linguetta in Striscia la Notizia, ex attore dell’orribile fiction "Sei forte Maestro" con Gaia de Laurentis. Nonostante la marginalità del ruolo, che gli riserva certamente molte apparizioni come spalla amica nella vita e nel lavoro di Falcone, Solfrizzi addomestica il proprio personaggio, mostrandosi un attore che merita davvero qualche spazio in più dal CINEMA italiano. La bellissima Elena Sofia Ricci interpreta il ruolo della moglie del giudice, Francesca Morbillo, anche lei magistrato, con naturale trasporto; nei suoi sorrisi, nella sua gravità, nella sua dolcezza e bellezza c’è tutta Andromaca che cerca di trattenere Ettore, sapendo che andrà incontro alla morte, con la differenza che anche lei sarà una vittima della strage di Capaci, insieme agli uomini della scorta.
Tra gli altri attori ricordiamo Francesco Pannofino, che interpreta il pentito Tommaso Buscetta, Piero De Silva (il giudice Giuseppe Ayala), David Coco (Ninni Cassarà). La vita del giudice è seguita sin dagli anni Ottanta, in cui è giudice istruttore a Palermo e Rocco Chinnici lo incarica di seguire l’inchiesta su Rosario Spatola, sospettato di riciclaggio di denaro mafioso. Le istruttorie porteranno alla luce rapporti sino a quel momento semplicemente sospettate tra Boss italoamericani. Le riprese si svolgono tra Palermo, Roma e New York dove Falcone collabora con l’allora procuratore distrettuale Rudolph Giuliani.
La tendenza classica di certe fiction di soffermarsi sulla vita privata dei personaggi-chiave, è qui tendenzialmente esistente, ma non appesantisce affatto il ritmo che l’interessantissimo e reale intreccio propone: il compromesso della sceneggiatura attenta affinché il prodotto risulti fruibile per le famiglie è ottenuto con l’ammorbidimento del registro giuridico e nei dialoghi dei membri del pool, pur tuttavia non risultando fittizio e comunque non nascondendo gli ostacoli politici che Falcone ha dovuto subire.
La strage di Capaci è realizzata con qualche effetto pirotecnico, apprezzabile comunque per una fiction, e con una ripresa dall’interno del veicolo di Falcone che era alla guida dell’autovettura, il cui ultimo gesto è una carezza sulla mano fatta dalla moglie mentre lui impugnava il cambio. Bellissimi gli scorci di New York e le ripetitive scene di stacco (poiché fiction a carattere poliziottesco) con soggettiva da elicottero. Le musiche sono composte, orchestrate e dirette da Morricone. Ho apprezzato la stilizzazione della sirena della polizia. Un'idea insolita.
Regia Andrea e Antonio Frazzi Sceneggiatura Pietro Calderoni, Gualtiero Rosella Collaborazione alla sceneggiatura Francesco La Licata Musiche Ennio Morricone Casting Rita Forzano Costumi Mariolina Bono Scenografia Luciano Ricceri Montaggio Luca Montanari Direttore della fotografia Daniele Nannuzzi Direttore di produzione Tomas Tyler Produttore esecutivo Gianni Saragò Produttore Rai Fabrizio Zappi Una produzione Rai Fiction - Palomar Prodotto da Carlo Degli Esposti
Commenti
"Massimo Dapporto, già grandissimo attore" gahagaggaagag!
E figlio di nessuno, mi pare...
Elena Sofia Ricci è stupenda ne "I Cesaroni".
Dei fratelli Frazzi ho apprezzato molto "Certi bambini", film sull'infanzia difficile di alcuni ragazzi napoletani. Molto interessanti, e snobbati.
E questo Falcone da dove esce? Ricordo il pessimo film fatto da G. Ferrara (mi pare fosse suo), e niente di più sulla sua figura.
Si, Epic, ho visto anch'io "Certi bambini", non è affatto male. é da rivalutare (nelle sale credo stette non più di qualche giorno).
Bella recensione. Prima volta che leggo Ryoga, ma andrò a recuperarmele.
Guarda che qui "Le musiche composte orchestrate e dirette da Morricone, che ho avuto modo di sentire che il tema principale sia una stilizzazione della sirena della polizia" mi sembra ti sia scappato un errore e il senso sfugge. E' il correttore automatico di word che ti ha punito.
(Un Dio crudele e spietato.)
Questo film dovrebbe uscire tra poco nei cinema fuori Italia, o è di veccia data?
Passa solo in televisione?
(ho sistemato io. Ryo, se vuoi ricorreggere vai direttamente via wordpress, ho reimpaginato stamattina, il tuo .doc è ormai da sostituire:) ).
era in prima tv su raiuno ieri e avantieri. gianfrà nn ho capito una sola parola di quello che hai detto :-)
:). Scusa, purtroppo sto di fretta, l'ufficio reclama concentrazione.
Concetti:
a) stamattina, reimpaginando, avevo ripulito qualche cosettina.
b) quindi, se intendi fare altre correzioni, non copia-incollare dal tuo file .doc originario, perché
c) il testo più aggiornato e impaginato è online su lankelot.eu. Wordpress è il nome del software:). Se vuoi aggiornarlo, vai direttamente su "modifica" e lavora dal "retro" del sito (là dove impaginiamo e pubblichiamo tutti i pezzi)
ora scappooo
Per la cronaca:
- esiste anche una versione cinematografica di questa fiction, non uscirà mai nelle sale, ma si vocifera che dovrebbe partecipare al Tribeca Film Festival, quello fondato da De Niro tanto per intenderci.
- Andrea Frazzi è morto, a causa di un tumore, poco dopo le riprese del film: aveva 62 anni.
- Una volta tanto non concordo con te, Luca:))...ho visto "Certi bambini", anche se a pezzi per motivi di studio, e non mi ha entusiasmato. Il film per quanto mi riguarda ha fatto solo danni: Claudio Cutry, un pessimo montatore, vinse infatti il david di donatello per il miglior montaggio.
Mi ero dimenticato, Dapporto è pessimo..