Vi devo dire che il film viene anticipato da un corto, in cui si vede Natalie Portman nuda (che qualche chilo in più, secondo me, le starebbero da dio). E questo basti. Owen Wilson è il maggiore dei fratelli Whitman, Francis, l'organizzatore di tutto. Uno che vuole avere tutto sotto controllo, e soprattutto vuole il segreto, ma vuole anche recuperare il rapporto con i fratelli minori. Vuole tutto, ma a modo suo e nei tempi e modi che vuole scegliere lui.
Adrien Brody è il mezzano, Peter, quello forse con la testa sulle spalle. Ma in somma. Jason Schwartzman (cugino di Coppola e Cage, ex batterista dei Phantom Planet) è il più piccolo, Jack, scrittore, che scrive della sua vita dicendo ogni volta “Ma no! Guarda che i personaggi sono inventati...”. Sempre senza scarpe (Natalie è la sua ex ragazza).
Tipo, io Francis lo prenderei a cazzotti ogni tre minuti nel film, e difatti Peter non lo fa, o quasi, solo perché il fratello maggiore è fasciato e rifasciato causa un incidente quasi mortale. Peter, d'altro canto, ti fa salire la rabbia per l'incapacità di imporsi nonostante. E Jack, beh, Jack fondamentalmente è uno stronzo, anche se non sembra.
Eppure non puoi non prenderli in simpatia, affezionarti alle loro debolezze. Nel tratteggiare quasi in modo esagerato i legami familiari Anderson riesce a toccarti, spettatore, con il sorriso sulle labbra e, pure, una dose di malinconia nel cuore.
Nel corso del viaggio le situazioni affrontate dai tre li avvicineranno, com'è ovvio che sia, in un caleidoscopio di emozioni.
Le assenze-presenze, in questo, sono molto importanti. Il padre, morto un anno prima, la cui ombra (le valige di ognuno dei tre sono parte dell'eredità. Valige che legano, ma anche peso da portare, di cui liberarsi) è sempre con loro. La figura della madre (Anjelica Huston) inseguita continuamente, ma che fugge sempre (nel senso letterale. Nel momento in cui viene ritrovata, lei se ne va). L'ex-ragazza di Jack, che si vede nel corto iniziale che precede il film, con cui c'è un tiraemolla a distanza, e interiore. La moglie di Peter, che sta per avere un figlio. Il collaboratore di Francis, vessato da richieste quasi impossibili, ma necessario.
Insomma, io ho visto solo due film di Anderson, questo e "I Tenenbaum". Tra i due, forse il precedente vale qualcosa di più, eppure non puoi dimenticare l'ultima corsa verso il treno dei tre fratelli (e il cameo di Bill Murray) e i loro volti, come se, in fondo, il film non fosse che il preludio a qualcosaltro, di privato, cui lo spettatore non avrà accesso, anche se lo può, almeno in parte, immaginare. C'è qualcosa in più, oltre il divertimento, le battute, i momenti drammatici. Qualcosa che ha a che fare con noi, nonostante tutta la distanza che ci separa dai protagonisti.
il titolo originale è il nome del treno su cui viaggiano i tre, "The Darjeeling Limited", la traduzione italiana, mah. Nei film di Anderson lui, seppure sia presente nella scrittura della sceneggiatura, non è quasi mai da solo. I suoi film hanno però sempre la sua impronta. Una riflessione su questo, mentre nel cinema italiano gli autori tendono a scriversi le sceneggiature da soli (ma per Gomorra non è stato così, e il risultato si vede. Grande Film).
su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_treno_per_il_Darjeeling
Titolo Originale: The Darjeeling Limited
Paese: USA
Anno: 2007
Durata: 91 minuti
Regia: Wes Anderson
Soggetto: Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson, Roman Coppola, Jason Schwartzman
Cast: Adrien Brody, Owen Wilson, Jason Schwartzman, Natalie Portman, Anjelica Huston, Bill Murray
Commenti
ecco qua, il treno per il darjeeling.
non vi resta che andare a vederlo, e dirmi.
;-)
Natalie Portman.
Natalie Portman.
(è un mantra)
www.magictv.tv/wp-content/uploads/2007/11/natalie-portman4.jpg
http://www.freshdames.com/images/uploads/natalie_portman_6.jpg
"corto, in cui si vede Natalie Portman nuda".
E' in questi casi che mi riconosco nel mio nick.
Urge celebrazione plurima della bellezza. La bellezza è solo femminile. Diamoci dentro.
Ci sto. Semmai sarà bene limitarsi con elenchi di topastre; non vorrei che Berlusconi ne prendesse spunto per farne dei sottosegretari.
In quel caso, ci faremo la politica.
And!
"l?apparente semplicità con cui i personaggi vengono fatti vivere, intorno a un?ossessione, una caratteristica particolare di ognuno. Questo spinge i personaggi al loro limite, li marchia e rende riconoscibili immediatamente, l?esagerazione ti rende simpatiche anche certe cose che, nella vita di tutti i giorni, odieresti."
> La chiamo estetica della superficie profonda. Che dici?