Amenábar Alejandro

Tesis

Autore: 
Amenábar Alejandro


Tesis”, o Thesis secondo il titolo originale, film d’esordio del regista spagnolo Alejandro Amenábar,  sa sviluppare una tensione ben dosata e miscelare, con sapienza, tocchi di imprevedibilità e mistero.

Il cosiddetto “colpevole” è facilmente individuabile da chi si sente avvezzo alla visione del genere cinematografico, ma il dubbio, tuttavia, lo accompagnerà sino alla scena rivelatrice nel finale. È facile pensare al ritorno del periodo d’oro del thriller d’atmosfera anche se il film rappresenta un’isola felice e sporadica in un mare di idiozie truculente. Amenábar, noto per film quali “Apri gli occhi”, “The Others e “Mare dentro ha iniziato la sua carriera riprendendo argomenti già ampiamente trattati in altre precedenti pellicole tra le quali cito, per rappresentatività, l’indimenticabile cult “Videodrome” (1983) di David Cronenberg con James Woods e Deborah Harry (cantante dei Blondies) e “8 mm – Delitto a luci rosse”, di Joel Schumacher (1998) con Nicholas Cage.

Lo snuff movie, la violenza reale, in qualsiasi modalità essa possa essere manifestata, ripresa e tradotta in film/documentari segreti e ricercati dal mercato nero della cinematografia: leggenda metropolitana o realtà se ne discuterà sempre, anche se le immagini televisive a cui assistiamo giornalmente ormai non se ne distaccano più di tanto. Violento perché vero, reale: scene crude e spietate di ogni tipo, torture ed esecuzioni riprese fedelmente dalla telecamera.

Gli spettatori degli snuff sono divisi in due schemi: quello consapevole e quello che crede, o vuole credere per placare la sua anima, ad una finzione così realistica. Le vittime prescelte non sono coscienti di ciò che li aspetta. Spesso agganciate con promesse di tutt’altro genere, o semplicemente rapite, si trovano di fronte ad una morte lenta e spettacolarizzata. Ed è la loro espressione, l’orrore dipinto sui loro volti, la sorpresa e la paura profonda di ciò che li attende, che attrae lo psicotico in cerca di emozioni forti.

“Tesis” è un film del 1996, distribuito con un ritardo di cinque anni davvero imbarazzante, se si ha l’occasione di ammirarne la pregevole fattura, o se si riflette semplicemente sul successo dei successivi lavori del regista. Certo è, che il fiuto dei distributori cinematografici, almeno in Italia, è parecchio giù di tono. D’altronde, non è questo l’unico esempio.

Il regista spagnolo Amenábar doveva acquisire fama mondiale prima di poter veder in Italia la sua opera prima, che risulta essere di fatto non poco suggestiva?

I difetti generati dall’inesperienza di un giovanissimo appassionato di cinema s’intravedono, non c’è dubbio.Cadute di stile che, per brevissimi tratti, lo fanno scivolare verso uno dei mediocri film delle serate estive delle reti Mediaset (genere “Alta Tensione”), ma sono rari momenti dettati dall’ingenuità della prima prova che, d’altra parte, denota la freschezza di idee e la genuinità di chi il talento lo ha dalla nascita. Le situazioni, continuamente rimescolate, unitamente ad una musica d’atmosfera, riescono a tenere lo spettatore incollato alla poltrona fino all’ultimo minuto.

Il film, ben strutturato, suggestivo e affascinante, anche per il tema trattato, non manca di spunti classici: i richiami a John Carpenter e a Dario Argento prima maniera sono evidenti. “Tesis” non manca di far riflettere, anche in modo ironico, sulla ricerca avida da parte dello spettatore (e quindi del consumatore finale) della violenza ad ogni costo, delle immagini più forti, in un horror senza fine. Lo snuff movie è solo uno spunto, un pretesto per tracciare altro.  In definitiva, un’idea già sfruttata nel passato cinematografico riesce ancora a stupire lo spettatore più disincantato, quello che ormai ha già visto o crede di aver visto tutto.  La sua originalità sta nel riuscire a mantenere vivo l’interesse senza mostrare quasi nulla e quel poco rigorosamente in nero, relativo al film nel film, ovvero alla vhs ritrovata.

Una ricerca nella ricerca, dunque. La protagonista Angela, giovane laureanda della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Madrid, devefare una tesi sulla violenza negli audiovisivi. Chiede aiuto al suo professore per il materiale di supporto e, in un misterioso reparto della biblioteca della facoltà di cinema, riesce a scovare inaspettatamente proprio alcune cassette del genere snuff movie. Proprio lei che non ama l’argomento, in ogni sua manifestazione, è costretta ad immergersi gradatamente nell’ambiente per poi esserne completamente assorbita.

“La violenza è una cosa innata nell’animo di tutti, non possiamo pensare di censurarla sempre in ogni film. Il regista deve solo riuscire a capire ciò che il pubblico vuole avere”.

Il professore muore dopo la visione della cassetta ed Angela, che ne scopre il corpo, la prende con sé. La ragazza si fa aiutare dal misogino Chema, appassionato del genere violento, sia nella musica che nel cinema, ed insieme tracceranno un percorso di violenza, di morti, di sparizioni, di snuff movies che li coinvolgeranno fino all’estremo.

I personaggi sono ben delineati, quali classici elementi umani del thriller: la studentessa semplice e gentile che chiude gli occhi di fronte alle immagini violente a cui deve assistere, ma che non disdegna l’apertura degli stessi tra le pieghe della mano, perché guardandole svela una parte di sé che tiene nascosta (Angela); un ragazzo amante della violenza, della solitudine che attira e confonde (Chema); un ragazzo dallo sguardo d’angelo che si propone come salvatore (Bosco).

Attorno a loro il popolo misterioso e nascosto che si muove nell’ambiente degli snuff movies: segreti e misteri da svelare, anch’essi in modo cruento.

In chiusura, la notizia data al mondo segreto degli snuff movies, ormai scoperto, con le facce degli spettatori ammutoliti e avidi di sapere cos’è e com’è la violenza vera.

Perché in fondo il cinema dà quello che lo spettatore vuole vedere.

 
Regia: Alejandro Amenábar.
Soggetto e Sceneggiatura:Alejandro Amenábar, Mateo Gil.
Fotografia: Hans Burman.
Montaggio: Maria Elena Sainz de Rozas.
Scenografia: Wolfgang Burmann.
Interpreti principali: Fele Martinez, Ana Torrent, Eduardo Noriega, Miguel Picazo, Xavier Elorriaga, Rosa Campillo, Teresa Castanedo, José Luis Cuerda.
Musica: Alejandro Amenábar, Mariano Marin.
Produzione: Lucky Red.
Origine: Spagna, 1996.
Durata: 125 minuti.
 
Info internet: Imdb
 
Movida, dicembre 2004.
 
Originariamente apparsa su ciao e Lankelot.com.
 

Amenábar in Lankelot:
 

 

 

 

 

ISBN/EAN: 
00

Commenti

attualmente irreperibile su Ibs e LU.

questo era a suo tempo il pannello mancante:). Avevamo tutti i primi film di AA eccetto questo. Sembrava dovesse fare sfracelli, come regista. Che fine ha fatto?

"Lo snuff movie, la violenza reale, in qualsiasi modalità essa possa essere manifestata, ripresa e tradotta in film/documentari segreti e ricercati dal mercato nero della cinematografia: leggenda metropolitana o realtà se ne discuterà sempre, anche se le immagini televisive a cui assistiamo giornalmente ormai non se ne distaccano più di tanto."

> Forse dovremmo compararlo con "Il coraggioso" di Depp...

3. titolo che non ricordavo affatto...e non so come, ma se guardi la seconda foto a destra (Chema)...non ti ricorda forse un certo Depp?

2. C'erano tutti sul vecchio punto com, mi sa che oggi ne manca ancora uno.
Alla fine dell'anno dovrebbe uscire Agora, un kolossal storico. Ci sarà da discutere. Il tema è fortino.

4, 3. Sì! E manco poco...

4, 2. Dimmi dimmi...

5.1 forse non è un caso...questo film va oltre la sua trama...

5. Hypatia: tra fede e scienza. Eresie e persecuzioni... basta? :D

stupendo!

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