Altman Robert

Gosford Park

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Altman Robert

Quanto più lascia sconcertati, in questo film di Altman, è l'esasperante artificialità e la maniacalità nell'appiattire trama e dialoghi ad un livello talmente elementare e prevedibile da risultare francamente irritante e snervante. La pellicola si preannuncia in ben differente maniera per via di un trailer fumoso e immaginifico; l'elemento “giallo” nella sceneggiatura è banale e prevedibile sin dalle prime battute, i dialoghi si ripetono barocchi e boriosi, l'unica nota di merito va riservata alla fotografia, al trucco, alla scenografia. Ben lungi tuttavia dal ritenere questa pellicola un capolavoro pittorico, rivolgersi altrimenti e con differenti aspettative all'ultimo Lynch di “Mulholland Drive”, il pubblico osserva una vicenda sciatta e triviale ambientata in una elegante magione inglese negli anni Trenta. Il film è tutto giocato su una delle più antiche dicotomie della letteratura e della cultura in genere occidentale: la dialettica insanabile, insolubile ed immarcescibile tra servo e padrone.
Altman connota gli aristocratici con pennellate di arroganza e vizio e superficialità e rare sporadiche espressioni di umanità, riducendo per giunta i domestici a ripetizioni esecrabili e automatiche e aberranti del codice estetico e linguistico dei benestanti.

Il film è di una lentezza disarmante; per qualche istante, ho presagito una sorta di richiamo novecentesco al recente “Vatel”, pregustando l'ennesima disamina sulla gentilezza e la poesia della piccola borghesia o della servitù; invece, il film ha cancellato in fretta questa sensazione, tramutandosi in una sorta di giallo dall'esito scontato e tutto sommato già infinite volte letto o visto o immaginato.

La sceneggiatura non sorregge mai il già debolissimo soggetto; emerge uno spaccato della società inglese prebellica particolarmente prossimo al solito, odioso (pseudo) realismo. Non potevano mancare i cugini d'oltreoceano in visita in terra d'Albione; ospiti della Mansion sono infatti cineasti attori e produttori hollywoodiani, scioccati e disgustati e sprezzanti nei confronti e del lusso degli aristocratici inglesi, e dell'asettica riesecuzione della loro frivola esistenza conosciuta dai domestici.

Nei non rari brusii di fondo del film, nelle scene di buona borghesotta conversazione da salotto e di caccia alla maniera anglosassone, il pubblico esternava commenti e suggeriva letture di un film, auspicando finalmente un respiro accettabile e la visione di una larva almeno di ispirazione.
Nulla: si esce insolitamente annoiati dal film, piacevolmente assopiti, e tuttavia furiosamente in cerca dell'Altman che altrove si aveva saputo amare.
Il cast è livellato verso il basso; diversi attori si confondono con la scenografia, interpretando ottimamente i colori delle carte da parati e delle poltrone; i luoghi comuni e gli stereotipi trionfano, accontentando qualsiasi massaia in vena di una discreta ed artificiosamente elegante pellicola; il mio suggerimento è di proiettarlo a tarda notte, ogni giorno, in quarta serata per intenderci, per permettere una più agevole conquista del regno di Morfeo da parte dei più irrecuperabili insonni
.
Prossima fermata, la narcolessia.  

Lankelot, G.F., marzo del 2002.

 

Questa recensione, revisionata nel giugno del 2003, è originariamente apparsa su ciao.com e lankelot.com.


Regia: Robert Altman.

Soggetto e sceneggiatura: Robert Altman, Bob Balaban, Julian Fellowes.

Direttore della fotografia: Andrew Dunn.

Montaggio: Tim Squyres.

Interpreti principali: Maggie Smith, Michael Gambon, Kristin Scott Thomas, Camilla Rutherford, Charles Dance, Bob Balaban, Ryan Philippe, Clive Owen.  

Musica originale: Patrick Doyle. 

Produzione: Robert Altman, Bob Balaban, Julian Fellowes, David Levy.

Origine: Uk/Usa/Germania/Italia 2001.

Durata: 137 minuti.

Info Internet: http://www.apple.com/trailers/usa/gosford_park/

ISBN/EAN: 
8010020091782

Commenti

"Nulla: si esce insolitamente annoiati dal film, piacevolmente assopiti, e tuttavia furiosamente in cerca dell?Altman che altrove si aveva saputo amare".

Anche qui basta una frase a spiegar tutto. é uno dei pochi, ma profondi sonni che mi sono fatto in sala. E fu pure candidato all'Oscar! Meno male che, nello stesso cinema, una settimana dopo, vidi per la prima volta Mulholland Drive. é proprio il caso di dire: da zero a dieci - e non per evocare il cantante improvvisatosi regista;)

"Altman connota gli aristocratici con pennellate di arroganza e vizio e superficialità e rare sporadiche espressioni di umanità, riducendo per giunta i domestici a ripetizioni esecrabili e automatiche e aberranti del codice estetico e linguistico dei benestanti".
Sei un perfetto ritrattista.

Il film è una noia mortale, con una standing ovation personale a Maggie Smith, che mi sono divertita ad osservare soprattutto quando non era lei al centro dell'attenzione, deliziosa vipera dagli sguardi eloquenti e la noia esibita con grande classe.
Grazie, Gianfranco. E Vatel ti è piaciuto?

Raffaella

So di attirarmi l'esecrazione e la derisione di tre quarti del sito, ma a me questo film è piaciuto.

Bell'affresco sociale, ottimi dialoghi, buon intreccio. E interpretazione di spessore di un allora semi sconosciuto Clive Owen.

Vai Buck, riscattalo se ne hai tempo e modo;).
Raffaella e Patrick: Maggie Smith e Clive Owen purtroppo per me rimangono poco più che nomi. Dovrò re-interiorizzarli negli anni a venire.
Vatel non mi era dispiaciuto.
*

Ammetto di aver smesso di guardarlo dopo i titoli di testa. Invece non smetto di riguardare un suo capolavoro dal titolo "Un matrimonio". Talmente folgorante che non sono capace di recensirlo.

Sul serio?

(io credo che non avrò mai più il coraggio di guardare Gosford Park, né, d'altra parte, di rileggere cosa ne scrivevo sette anni fa:). Il tempo passa...)

5. Hammer, pensaci!

Direi che la prevedibilità è il primo elemento negativo di questo film. E è prevedibile già dopo pochi minuti dall'inizio.
Come si può sperare che un giallo prevedibile possa piacere?

[Gosford Park-Downtown Abbey]

[Gosford Park-Downtown Abbey] Curiosità: qualcuno in queste settimane ha per caso dato un'occhiata a una specie di serie/telefilm intitolata "Downtown Abbey"? Ha punti di contatto con questo film. 

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