Dos Lid non è un libro come gli innumerevoli altri sul genocidio ebraico, scritto scavando dolorosamente nel ricordo di chi, superstite, ricompone l’infranto facendosi testimone vivente. Dos Lid è nato dentro l’inferno, durante le persecuzioni a Varsavia e poi nel campo di concentramento di Vittel. È un diario di sgomento e dolore steso “di nascosto da un prigioniero mentre si stava compiendo la più sistematica strage di indifesi da parte di un esercito, l’azione più vigliacca della storia umana”.
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