Cantava l'eterno ragazzo di Trieste: “È nato un poeta che ama le belle creature della terra perché egli deve ridare puro il loro torbido pensiero, come acqua succhiata dal sole”; cantava così, quel ragazzo triestino, cent'anni fa, e cantava bene. Cantava la sua terra e il suo popolo, cantava la sua storia, cantava la sua essenza. Cantava come nessuno prima di lui. E io dico che Toni Bruna, proprio come Slataper, ha sentito la voce della sua terra: delle foglie, delle pietre, dell'acqua di Trieste. Ha sentito la voce della sua terra e ha scritto musica per quella voce: e così la sua musica è diventata come un richiamo.
“I got caught in a storm,
Carried away
I got turned turned around
I got caucht in a storm,
that's what happened to me”
Adriano Modica è un cantante con un passato di attore e un presente nella musica. Suona “chitarra, basso, batteria, pianola e aggeggi vari”, si legge nel suo myspace.
“Il fantasma ha paura” è il suo terzo disco, il secondo di una trilogia, la “Trilogia dei materiali”, dopo il primo album “Annanna”, “l’album di stoffa”, registrato tra il 2004 e il 2005 ma pubblicato solo on line nel 2008. Questo è “l’album di pietra”, mentre il terzo disco, dal titolo "La Sedia", sarà “l’album di legno”.
Al di là di questi materiali, è importante sapere che Modica suona con il gruppo La Terza Mano e nella sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con Marco Parente e Ulan Bator.
Nato da famiglia polesana, costretto all'esilio dopo l'atroce mutilazione territoriale dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia, appena adolescente, Sergio Endrigo crebbe tra Brindisi – in un collegio per i nostri fratelli profughi, presto abbandonato – e Venezia. Appassionato di musica sin dall'infanzia, dopo lunga gavetta tra night e balere incise i primi dischi tra fine anni Cinquanta e primi Sessanta. Fu un cantautore elegante, sentimentale, di almeno discreto successo nazionale, protagonista di diverse tournée all'estero.
Montale, Pasolini, Vassalli, l’America e... la misera scuola di oggi.
Intervista a Dacia Maraini sulla poesia. 12 maggio 2006
“S’i’ fossi foco, arderei ‘l mondo
s’i’ fossi vento lo tempesterei
s’i’ fossi acqua i’ l’annegherei
s’i’ fossi Dio manderei l’en profondo”
Stanotte voglio raccontarti una fiaba.
O
Lasciarti a bocca aperta.
Stanotte. Voglio stupirti. Come non ho fatto mai.
O è un disco che gira.
O è un modo per farti entrare in un emozionante percorso sonoro.
O è arte.
Ascolta. Tra queste quattro mura. Questa è musica.
Suonata in un mixer da pochi canali. Dentro una stanza.
E ciò credimi, rende questo disco magico. Struggente, emozionante.
Colpisce forte dentro. Cuore, anima e cervello.
O è il primo disco di Damien Rice uscito nel 2004.
Rimasto nel dimenticatoio o quasi (distribuito in pochi paesi europei).
Esploso come colonna sonora nel 2006, nel film di Mike Nichols 'Closer'.
Traduzione di Floriana Bossi
Malcolm è uscito nel 1959.
Walk on the wild side di Algren nel 1956.
The catcher in the rye di Salinger nel 1951.
Studiava Letteratura a Cambridge, era un giovane intellettuale riservato e introverso. Scriveva canzoni restituendo magnifiche reminiscenze letterarie, da Keats a Wordsworth, da Blake in avanti. Giovanissimo aveva incontrato un produttore che credeva nella sua musica, Boyd: pubblicato tre album, Five Leaves Left (1969), Bryter Layter (1970), Pink Moon (1972), senza incontrare il favore del pubblico. Intanto Nick Drake aveva lasciato Cambridge, inseguendo il sogno di vivere di musica e di guadagnare almeno il riconoscimento pubblico della sua grandezza, recludendosi in una casetta a Londra, sopravvivendo, trascurato e isolato.
Con “Alone With Everybody” la musicalità di Richard Ashcroft si è decantata sviluppando l’aspetto più vitalistico dell’ombroso ed affascinante autore. Qualcosa di molto semplice eppure terribilmente coinvolgente; una tenera forza che avvince anche dove alcuni hanno voluto rintracciare lo svilimento della produzione di Ashcroft con i Verve.
Effettivamente resta poco qui delle loro atmosfere tra psichedelia e brit-pop, ma quello che è rimasto non tradisce la capacità dell’ex-cantante dei Verve.
Polo Montañez, il rinnovatore della tradizione
Santa Lucia, per chi beve di notte / e di notte muore e di notte legge / e cade sul suo ultimo metro / per gli amici che vanno e ritornano indietro / e hanno perduto l’anima e le ali.
Muori senza morire, e vivrai per sempre. Lao-Tzu, Tao Te Ching
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