“Le Marchesi! Che strane visioni di esotiche cose evoca solo il loro nome. Nude uri... banchetti cannibaleschi... boschi di noci di cocco... banchi di corallo... capi tatuati e templi di bambù; valli piene di sole dove cresce l'albero del pane... canoe intagliate che si cullano sulle splendenti acque azzurre... selvagge foreste custodite da idoli terrificanti... riti pagani e sacrifici umani” [Melville, “Typee”, Piano B, Prato, 2011; p. 23].
“Primordial Soup” [“Uomini da mangiare”: Meridiano Zero, 2003; 2011] è il bizzarro romanzo di formazione della stravagante e poliedrica Christine Leunens, di sangue italiano e fiammingo, nata e cresciuta negli States, passata per la Piccardia e in questo periodo finita dalle parti della Nuova Zelanda.
Drammatica e cannibalica allegoria della sofferenza del popolo italiano nei primi cinquant'anni del secolo scorso, “I Cariolanti” è un'opera letteraria che sprofonda nel male – e dal male lascia discendere e derivare una narrazione viscerale, rabbiosa e violenta, storia di miseria nera e di fame assoluta, di povertà e ignoranza, di straordinaria e incontrovertibile sconfitta del bene, e della speranza.
Un libro per analessi
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