Sono trascorse diverse settimane da quando ho concluso la lettura di questo libro, lasciato ingiustamente sugli scaffali per tanto, troppo tempo, ed ancora non riesco a staccarmi dal pensiero del fiume di dolore che ho provato perdendomi tra le sue pagine. Avevo dimenticato il motivo per cui lo avevo acquistato; avevo dimenticato quelle prime soffocanti parole che aprono una voragine sui ricordi dell’allora bambino Hyok Kang, nato nel 1986: “se hai privato di tutto qualcuno, questi non è più in tuo potere. È di nuovo completamente libero” (Alexandr Solženicyn).
Commenti recenti
5 ore 58 min fa
6 ore 49 min fa
6 ore 53 min fa
7 ore 2 min fa
7 ore 12 min fa
7 ore 12 min fa
9 ore 3 min fa
11 ore 19 min fa
11 ore 29 min fa
11 ore 36 min fa