Il letterato è un vagabondo che ruba. Un vagabondo che ruba alla natura e al signore, con ogni sguardo, un segreto dell'essenza del mondo. Il letterato è un viandante che ascolta. Un viandante che ascolta tutte le parole e tutti i profumi delle strade delle città, saccheggiandone i colori, e associandoli con impertinenza al suo passato. Il letterato è un cantastorie che bara. Un cantastorie che bara perché non ha vissuto niente, e pretende d'aver conosciuto tutto. Delfini è un grande letterato. Dimenticato. Ma adesso basta, vogliamo che diventi un letterato esemplare, e che sia interiorizzato.
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