La Arner Bank fino a pochi mesi fa era sconosciuta ai più. Poi venne un servizio di Report che si occupava del caso Antigua e si scoprì che, tra i suoi correntisti, questa piccola banca svizzera annovera Ennio Doris, Stefano Previti e, tanto per cambiare, il nostro premier Silvio Berlusconi, titolare del conto numero uno.
“Il ratto delle Sabine”, un dipinto del Tintoretto. Sulla copertina de “La lunga attesa dell'angelo” c'è proprio un dettaglio di questo quadro. Non avevo mai letto la Mazzucco ed il titolo del libro, che pure è tratto da un verso della Plath, non mi ha intrigata. Però lei, quella donna dipinta col panneggio rosso che le avvolge i fianchi hanno afferrato sguardo e curiosità. Ho sbirciato la quarta di copertina ed ho trovato riferimenti al grande pittore veneziano: amo le vite tradotte in romanzo. L'ho comprato.
Dalla postfazione: “Questo romanzo è la riscrittura di una vecchia storia non troppo nota. E' il racconto di un mito, la formazione di una leggenda il cui contesto è molto lontano dai lettori di oggi. La vita delle donne di Persia del XIX secolo è un argomento così scarsamente documentato, così raramente considerato di una qualche rilevanza dai cronisti dell'epoca che i fatti concreti riguardanti quelle madri, figlie, sorelle e mogli sono davvero esigui”.
“Dovresti fare il golpe. La rivolta di Spartaco in mutande azzurre. Cacciar via i piagnoni, le contesse della squadra, i nomi aurei che non hanno più gambe. Siete su una zattera fradicia e vi credete su una corazzata. Adesso chiudo e taccio per sempre”, suggeriva Arp. Invano. Era il 1974 e gli azzurri erano partiti per la Germania, per disputare l'attesa Coppa del Mondo. La stagione era stata tosta, i ragazzi erano “psicologori” o “psicotisici”, come diceva Giacinto (Facchetti) ma i pronostici erano abbastanza favorevoli. Proprio come quest'estate, nel 2010, nel mondo tutti li giudicavano “figli privilegiati di un paese matto però temibile se difende una palla”. Sbagliando.
Questa è la storia di una donna comune che si accompagna, sfiorandoli, agli eventi di più generazioni. Gisella diventa una serva in casa di parenti, dopo la rovina del padre che perde tutto al gioco e con le donne. Gisella è una moderna Cenerentola che sa di possedere un bene per lei inestimabile, la sua bellezza, non provocante, non eccessiva, come andava di moda a quei tempi, ma dai caratteri fini e delicati che le avrebbero dovuto far trovare un buon marito.
De profundis – Anamnèsi di un’anima
A MEMORIA DI SÉ
Il 16 giugno del 1968, L’Espresso organizzò un dibattito in previsione dell’uscita su Nuovi Argomenti della famosissima poesia di Pasolini Il PCI ai giovani (lo diciamo ai più innocenti: quella, per intenderci, dove il Pier Paolo, dopo gli scontri a Valle Giulia, prendeva le difese dei poliziotti contro gli studenti).
…one flew East, one flew West, One flew over the cuckoo’s nest.
UN ESORDIO POSTUMO
TRA EGOISMO E ANOMIA.
Durkheim propone una prima e incompleta definizione: “si chiama suicidio qualsiasi tipo di morte che derivi mediatamente o immediatamente da un atto positivo o negativo compiuto dalla vittima stessa” (p. 63).
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