Quentin Tarantino deve amare molto Ambrose Bierce, perché a un secolo e mezzo di distanza sembra aver ereditato tre notevoli frammenti di dna dello scrittore e giornalista americano detto “Bitter”, ossia “L'Amaro”: la franca cattiveria, lo straripante humour nero, la grottesca violenza.
“Nei primi anni scrissi solo racconti brevi, che furono pubblicati in due volumetti usciti nel '42, La visita e Alla periferia. Il mio primo racconto lungo è del '46: s'intitola Baba e s'ispira alle vicende della guerra partigiana, a cui avevo preso parte in Toscana. Il mio primo romanzo è del '52: Fausto e Anna. In seguito ho alternato le due misure del romanzo e del racconto lungo, mentre non ho più ripreso a scrivere racconti brevi. Nel '59 Einaudi ha raccolto in un unico volume tutti i miei racconti lunghi. La raccolta è stata intitolata Il taglio del bosco” (Cassola si presenta nella bandella della “Visita”, 1962).
LETTERATURA BONSAI. Sbuffi, schizzi, svolazzi, appunti: una galleria di Santoni
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