Sostiene Veneziani che i libri di Paris, letterato abruzzese classe 1944, romano dal 1957, abbiano sempre un retrogusto dolce-amaro: il retrogusto di quella scrittura che “parla di carne e spirito, di terra e di aria, di realtà e di sogno”. Paris è un autore dalla scrittura “pulita e lineare”, “sorgiva”: le sue pagine, scrive il maestro, “sanno di pane appena sfornato e di sesso consumato con rabbia”.
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