Il sottotitolo scelto dall'editore italiano ha il merito di essere estrememante chiarificatore per quel che riguarda la personalità dell'autore e gli scopi del suo scritto: "Diario 1913-1916. Le memorie dell'ambasciatore americano a Costantinopoli negli anni dello sterminio degli armeni". Immigrato in America dalla Germania all'età di dieci anni, avvocato di successo, l'ebreo Henry Morgenthau legò le fortune della sua carriera diplomatica a quelle del Presidente W. Wilson, di cui sosteneva le campagne elettorali.
Chiunque, anche tangenzialmente, si sia accostato allo studio della letteratura curda, avrà dovuto scontrarsi con la scoperta della sua natura soprattutto orale. Popolo di pastori transumanti, di nomadi, di guerriglieri, i curdi nell'arco della loro storia hanno accumulato un patrimonio immenso, e soprattutto difficilmente quantificabile, di storie, narrazioni, canzoni, leggende. Pur non mancando esempi, anche alti, di letteratura scritta a partire dall'XI secolo, si può tranquillamente affermare che l'indole più genuina delle lettere curde sia legata all'oralità.
“Logica del terrorismo” di Michel Bounan (“Logique du terrorisme”, 2003; IT, Duepunti, 2006) si fonda su un presupposto incontrovertibile: “L'esaltazione ideologica o il delirio pseudoreligioso possono condurre a ogni sorta di crimine, e l'eroismo individuale o l'omicidio di massa appartengono a tutte le società umane”. A partire da questa constatazione, l'intellettuale transalpino si impegna a stabilire cosa sia il terrorismo, quanti tipi di terrorismo esistano, quanto incidano lo Stato e i servizi segreti nel terrorismo e come fronteggiare questo “crimine contro l'umanità”, come lo definisce correttamente Giusto Catania (p. 74) nella sua nota.
Thea Laitef è stato uno scrittore e un poeta iracheno, nato a Samarra poi migrante, in tutta l’Europa, per motivi politici. Arrivò da esule in Italia all’inizio degli anni Ottanta, per scappare dalla sua terra così provata dalla dittatura prima e dalla Guerra del Golfo poi.
Questo suo racconto è il racconto di un viaggio, del suo viaggio personale che è però anche viaggio esistenzial, inteso come crescita interiore e progressiva presa di coscienza dell’impossibilità di poter vivere nel suo paese natio.
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