Ho sempre provato una profonda invidia per coloro che riescono a scrivere racconti, girare film o disegnare storie per bambini. Bisogna essere dotati di una strana forma di grazia, dolcezza, attenzione per poterlo fare e credo che in una società sempre più complessa, incattivita, cinica e schiava del marketing come la nostra la sfida sia ancora più ardua da raccogliere e portare a termine.
Correva l’anno 1976 e la Rai mandò in onda lo sceneggiato a puntate “Sandokan” con un seguito di circa 26 milioni di telespettatori. Il regista, Sergio Sollima, insieme allo sceneggiatore Alberto Silvestri (padre di Daniele, cantante, nonché coautore di Maurizio Costanzo) misero in cantiere un altro dei miei salgariani, il primo capitolo del Ciclo dei Corsari. Formula felice non si cambia ed ecco Kabir Bedi nei panni del Corsaro Nero - Conte di Ventimiglia, e Carole Andrè in quelli di Honorata.
Emilio Salgari nasce nel 1862 a Verona. Appassionato lettore degli scrittori di avventura di moda all’epoca (gli intramontabili Verne, Stevenson, May), frequentò l’Istituto navale a Venezia non riuscendo però a conseguire il brevetto di capitano di lungo corso e perciò interruppe i suoi studi.
“Non voglio dire che questo libro abbia un finale tragico, ho già detto nella prima riga che questo è il mio libro preferito. Ma c’è del brutto in arrivo, alle torture siete già preparati, ma c’è di peggio. E’ in arrivo la morte, ed è meglio che afferriate questo punto: muoiono le persone sbagliate.
Gianfranco Manfredi, classe 1948, scrittore, sceneggiatore, disegnatore e cantautore italiano, esce con "Tecniche di resurrezione" per la Edizioni Gargoyle. E si avverte immediatamente il variegato background dell'autore, in una confluenza di stili ed invenzioni narrative che sembra strapazzare almeno un paio di cliché.
Quando si leggono romanzi come «Il buon ladro» di Hannah Tinti si riesce per qualche ora a tirare il fiato, allontanandosi dalle letture abituali e dal mondo difficile e contradditorio in cui viviamo.
Periodo di festività e banchetti, le pance lievitano e le cinture scoppiano, ed in questo bel quadretto non poteva che piazzarsi un film d'azione che, uscendo proprio il giorno di Natale, era ovvio sarebbe stato preso di mira da giovani e meno giovani pronti a guardare con aria sognante quel movimento fisico che loro non potranno fare almeno fino a dopo l'Epifania.
1936. Jünger pubblica i suoi “Ludi africani”, memorie della sua prima esperienza militare: oppure, a ben guardare, di una sua gigantesca, fanciullesca ragazzata, finita bene soltanto per via di un destino provvidenziale. Diciottenne, nel 1913, s'era arruolato nella Legione Straniera, a Verdun. Di lì s'era imbarcato per la costa africana.
Quando ci si accinge a presentare un personaggio leggendario, assai popolare ed amato in altre zone del mondo, del tutto o quasi sconosciuto dalle nostre parti, non si sa bene come avviarne il discorso. Si potrebbe iniziare con un accenno all’autore che ha anch’esso una storia assai significativa e pregna di particolari avventurosi, oppure partire direttamente dalle gesta del protagonista del racconto per ben introdurre il lettore ad una figura che presenta caratteri affascinanti e non del tutto estranei alla cultura occidentale.
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