
Giuseppe Racanicchi (1977) nasce immediatamente con il piede sbagliato. Innanzitutto mi sento un po’ a disagio nel parlare di me con la terza persona, quindi in barba a qualsiasi regola o principio che si rispetti porterò avanti questa pagina parlando di me in prima persona. Dopo la produzione di 3 maschi dei miei genitori, tutti aspettavano finalmente il fiocco rosa, con tanto di rito, tipicamente umbro o se volete di tutto il centro Italia, di porchetta offerta in piazza. Il mio nome era stato già deciso: Maria Concetta. Semplice ringraziare Dio di essere nato maschio. Comunque la fantasia non era proprio la nota dominante dei miei primi momenti di vita e quindi il mio nome cambia da Maria a Giuseppe: il bue e l’asinello arriveranno molto più tardi. Sono cresciuto in un’osteria con l’irrefrenabile voglia di dire qualsiasi tipo di sconcezza a chiunque mi stesse a tiro e con un astio totale per qualsiasi tipo di allontanamento o privazione. Non sono mai andato all’asilo, o meglio ci sono andato un giorno per rifilare uno schiaffo ad una suora e farmi i miei bisogni addosso, per poi divertirmi a spalmarli in faccia a qualche mio malcapitato compagno, ho anche avuto immensi problemi per andare a scuola sia elementare, che media (inferiore o superiore fa lo stesso), tanto da essere accompagnato “gentilmente” ogni mattina da qualche volenteroso fratello disponibile. Ora l’università sta finendo e mi sto laureando in lettere, senza aver mai frequentato una lezione, diventando un “geografo storico”… Ho sempre avuto amicizie discutibili, tra le quali spiccano quelle oramai vecchie di millenni con il pazzoide ideatore del sito (non saprei come chiamarlo in altri modi…) e con una collaboratrice che di nome fa Paola e di cognome non ricordo… Tirato su a pane, cioccolata, Guccini e Inti Illimani, chiaramente ho qualche problema nel riciclarmi, ma niente non mi è chiaro. Suono praticamente ogni strumento che non sia un fiato o un arco e oramai da molti anni sono nel gruppo di famiglia di musica medievale, l’ensamble “Histriones Carbij”, girando tutta l’Italia da aprile a ottobre. Lo sport a 360° è un’altra grande mia passione inscindibile da quello che sono e da come vivo la mia esistenza. Sono un grande conoscitore di sport e più in generale di questioni americane, classico di chiunque ami/odi quel “continente”. Mi è sempre piaciuto andare al nocciolo delle questioni senza concedere niente all’apparenza, ed è molto più difficile e gratificante in questi tempi così diversi dalle mie speranze. Ho barattato l’ordine con l’indipendenza, anche se a 26 non ho ancora la patente. Ho un’idiosincrasia abbastanza accentuata per le storie felici con le ragazze, e credo che molte ce l’abbiano per me, punto. Mi piace stare da solo quando sono in compagnia, stare da solo quando sto da solo, ma sto anche molto bene con le altre persone, anche se a volte le ristrettezze mentali di molti di loro non fanno che farmi sentire più intelligente o semplicemente più fortunato, e frustrato ovviamente.
Certo non c’è molto di biografico, ma in queste righe ci sono io: basta a me, basterà sicuramente anche a voi. Sempre in attesa dell’asinello e del bue…
Pagina dell’ensamble “Histriones Carbij” con il curriculum di tutti i luoghi dove ho suonato: www.geocities.com/bepperac
Membro dal 27/06/2006
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