Ester

 Su di me.

Vivo in una terra di mezzo, spartiacque tra Trieste ed il Friuli, che non si identifica né con l’una né con l’altro, ai molti sconosciuta. Eppure è facile che alcuni di voi abbiano accidentalmente attraversato questo luogo ignoto, senza prestarvi  troppa  attenzione.

“La bisiacaria è uno di quegli spazi paralleli, contigui alla nostra realtà quotidiana, cui si passa accanto molto spesso, ma in cui non si entra quasi mai, come in certe vie della propria città o in certi paesi ai margini dell’autostrada” Così la dipingeva Claudio Magris, la mia terra,  dove si parla un dialetto particolare, il “bisiaco”; dove si costruiscono, ogni anno, eleganti navi da crociera, dove si stima che circa 900 persone tra operai, tecnici e familiari siano morte di asbestosi. E l’incidenza del mesotelioma pleurico  è destinata a salire,  ancora.

Bisiaco, termine che, ai tempi del Fascio,  l’etimologia ufficiale faceva derivare dal latino bis-aquae, ovvero una zona compresa tra due fiumi, il Timavo e l’Isonzo,  mentre secondo altri studiosi dovrebbe discendere  da un antico verbo nordico col significato di fuggire. E quindi esule o  profugo, tradotto  dallo sloveno “bežati”.

Siamo tutti  un po’ fuggiaschi in questa terra di confine.

 Presto o tardi emigrerò anch'io.                                                                                  Ho un sogno importante ed una persona  alla quale ho promesso di realizzarlo.

 

 Per chi volesse approfondire..

http://archiviostorico.corriere.it/1997/settembre/21/BISIACHI_Sull_Isonzo_microcosmo_esuli_co_0_97092114088.shtml

 http://www.amiantomaipiu.it/custom/home.php

 





Membro dal 16/01/2010

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