
"Rendimi il tempo della mia adolescenza, quando ancora non ero me stesso se non come attesa. Rendimi quei desideri che mi tormentavano la vita, quelle pene strazianti che pure adesso rimpiango. La mia giovinezza… Basta. Sappi rianimare in me la forza dell’odio, il potere dell’amore". Johann Wolfgang Goethe, Faust
No, non è il Léon del "nome cazzuto", ma a suo modo ammira anche il personaggio interpretato da Jean Reno: gli piacciono gli eroi romantici, in un'accezione davvero ampia. Poeta, ex educatore, adesso giornalista, Léon vi invita a leggerlo e ad argomentare in merito a ciò che scrive. Ama l'arte nelle sue molteplici forme, nessuna esclusa. Ama la bellezza, femminile in particolar modo. Vive di Atreju e di Bastian - è un po' l'uno, un po' l'altro. Ma non chiedetegli di essere umile, per carità. Ad esser umile, ahimé, proprio non riesce.
Léon odia "buonismo" e moralismo, il fondamentalismo e la viltà, nonostante comprenda le umane debolezze, a cui anch'egli non sfugge. Disprezza chi dà fiato alle trombe, e pronuncia con troppa facilità - spesso ignorandone il significato - parole come democrazia, solidarietà, giustizia sociale, bene comune e soprattutto uguaglianza. Se trovasse davvero qualcuno che gli fosse uguale penserebbe senza ombra di dubbio al riflesso di uno specchio.
"Che il destino ci trovi sempre forti e degni" - diceva un suo omonimo, il cui nome fornì l'ispirazione.
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