“Una testa da scrittore è una testa da predatore volante, vi vedo tutti da sopra e posso piombare giù quando mi pare e sbranarvi a beccate furibonde, posso, potrei e invece volo e volo e volo e sono bella quando volo, bella e carogna. Gli scrittori sono così: sono aquile reali” [p. 10]. “(...) è il fascino della maledizione è grande, ah, il fascino della maledizione, maledetti quelli che sanno parlare, e la loro voce esce potente dal fondo del pozzo, nell'acqua della luna finta” [p. 75].
Napoli. Città dei Borboni. Di Maradona. Della pizza. Degli scippi. Della camorra. Della cronaca nera. Dell’immondizia. Della politica collusa, incapace di qualunque rinnovamento. Dei panni stesi da un palazzo all’altro, ritratti anche nella copertina di Zòcl di Cristina Portolano, che dove abito io, per stenderli, devi rispettare degli orari precisi e magari nemmeno puoi stendere perché ti prendi due richiami, uno dall’amministrazione condominiale e uno da quella comunale. Del Vesuvio. Di Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio. Della Smorfia. Dei 99 Posse. Di Pulcinella. Eccetera, eccetera.
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