Giorgio Pellegrini è un pezzo di merda e questo romanzo racconta la sua storia.
Negli anni Settanta milita nella lotta armata in una formazione della sinistra extraparlamentare. Partecipa a un’operazione – una bomba piazzata a Milano davanti alla sede dell’Associazione degli industriali – nel corso della quale ci rimette le penne un poveraccio, un metronotte che per fare il suo dovere si era avvicinato troppo alla borsa sospetta.
A quel punto Pellegrini fugge in Centroamerica e dopo qualche tempo fa fuori a tradimento il militante che l’aveva seguito, implicato anche lui nell’omicidio.
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