“I tempi cambiano... il secolo morente marcia verso la notte dell’avello” sospira una celebrità letteraria locale sbirciando un corteo funebre da dietro le tende del suo studio. Il caro estinto non è uno qualunque: è un ateo dei nostri giorni, l’ultimo bolscevico. In due parole, un “grande bruciachiese”. Di nome fa Asser Toropainen e le sue estreme volontà, espresse sul letto di morte in pieno periodo pasquale, sono naturalmente di istituire una fondazione funeraria ove costruire un tempio, per l’esattezza una bella chiesetta in legno con la pianta a croce. Chi volesse farsi un’idea, sfogli – come ha fatto Asser Toropainen il grande bruciachiese – l’esaustiva monografia di Esa Santakari Le chiese di legno in Finlandia.
Raccolta di undici racconti di Renzo Rosso, pubblicata da Einaudi nel 1974, “Gli uomini chiari” è stato il quarto libro di narrativa dell'artista triestino. Nella bandella, Italo Calvino scriveva che “Con questo libro, confermando la serietà del cammino intrapreso negli altri suoi, egli si classifica come uno scrittore che non somiglia a nessuno: un'immaginazione sempre ad alta tensione, nutrita insieme di precisione intellettuale e di accanita immedesimazione nel vivere la storia naturale e la storia umana come offesa, dilaniamento, strazio”.
Ipotesi finale già annunciata
Anno 2013. Il mondo è dominato dal Consiglio dei Magnati dell’industria. Scoppia un’epidemia che cancella la razza umana. La civiltà sparisce e quel che resta dell’umanità piomba nell’età della pietra. In questo scenario apocalittico si riuniscono i sopravvissuti alla fine del mondo. Intorno al fuoco il più vecchio racconta ai ragazzi i giorni della fine e l’arrivo dalla crudeltà e della barbarie.
Cioran provocava: “Il diritto di sopprimere tutti quelli che ci infastidiscono dovrebbe figurare al primo posto nella costituzione della Città Ideale”.
E Dio creò tutti gli esseri viventi che ora sulla Terra si muovono, e uno era l’uomo. Soltanto in forma d’uomo il fango poteva parlare. Dio si chinò, mentre il fango in forma d’uomo si levava a sedere, si guardava intorno e parlava. L’uomo sbatté gli occhi. “Qual è lo scopo di tutto questo?” – chiese educatamente.
“Perché, tutto questo deve avere uno scopo?” – chiese Dio.
“Certamente” – rispose l’uomo.
“Allora lascio a te il compito di trovarne uno per tutto questo” – disse Dio. E se ne andò" (KV, “Ghiaccio nove”, p. 200).
Et caelum recessit sicut liber involutus, et omnis mons et insula de locis suis motae sunt: Apocalisse mai tanto ben trasfigurata in un’opera di science fiction, e forse mai così centrale: la saga di Douglas Adams si conclude mostrando una struttura perfettamente circolare, incipit ed epilogo coincidono: il pianeta verdazzurro esplode – non implode: interessante – e tutti i personaggi, con un’importante eccezione, rimangono, infine, coinvolti nel disastro.
"L'albero genealogico dell'umanità si stava sistematicamente potando da solo, risalendo apparentemente alle radici e sarebbe giunto un momento in cui un secondo Adamo e una seconda Eva si sarebbero ritrovati soli in un nuovo Eden."
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