"Per dieci anni, dal '58 al '68, mi sono dedicata all'internazionalismo, ossia alla conoscenza partecipante del mondo “altro” previa cancellazione dell'eurocentrismo.” È la frase iniziale di questo interessante volumetto che ci dà conto del frutto più prezioso colto dalla scrittrice in questa sua fase “terzomondista” e “decolonialista”, Nazım Hikmet. Egli è anche il tramite che la consegnerà poi a quella causa che la scrittrice ha fatto propria con entusiasmo e coraggio, la causa curda. Per Joyce la scoperta di un nuovo poeta è qui anche scoperta di un nuovo modo di fare poesia e l'apertura di una nuova finestra sullo scenario delle tragedie dei popoli.
Luis Buñuel viene studiato nelle università perché insieme a Ingmar Bergman, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e pochi altri è considerato uno degli inventori del cinema cosiddetto “moderno”, dando peso al ruolo del regista all’interno dell’opera cinematografica, superando quindi il classico e anticipando il cinema contemporaneo.
Da Paisà a Salò e oltre è il terzo libro del professor Maurizio De Benedictis pubblicato dalla casa editrice Avagliano, e come il titolo stesso suggerisce si prefigge di analizzare il cinema italiano attraverso un periodo di tempo ben delineato: dal 1946 del capolavoro rosselliniano al 1975 dell’opera postuma di Pasolini. Due film estremamente diversi e lontani nel raccontare la società italiana e differenti soprattutto nel linguaggio – realista il primo, metaforico il secondo – utilizzato per raccontarla.
Riflettere sul rapporto tra corpo tecnologico e sostrato emozionale, sull’incontro tra strumento e la sua espressione, vuol dire automaticamente riflettere sul cinema.
Se è vero che lo specifico cinematografico si compone delle due istanze - luce ed emozioni, linguaggio e visione, macchina e storia - allora un’analisi della dialettica tra queste due variabili, entrambe causa ed effetto del “fare film”, non può essere che cortocircuito autoreferenziale, metadiscorso sull’essenza del cinema. Un film che “parla” di tecnologia e sentimenti racconta anche di sé, definisce una categoria espressiva, apre considerazioni sul senso e sulle sue finalità.
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