Se anche voi non sopportate i maltrattamenti sugli animali, la vivisezione, i soprusi gratuiti, e siete animalisti non solo con le parole, il nuovo libro di Deborah Gambetta, È tutto a posto, è una lettura che non potete tralasciare.
E non soltanto per la trama ben congegnata, ma soprattutto per l’argomento trattato e per l’importante messaggio che questo romanzo porta con sé. Senza retorica, ma soprattutto senza mezze misure e con una scrittura serrata e avvincente, l’ultimo libro della collana Noir di Ecomafia di Verdenero (in libreria dal 16 marzo) riesce a catapultare il lettore in un mondo violento, sanguinario e senza scrupoli.
Quando l’autore s’immischia, sono cavoli amari. Ché poche cose risultano più moleste di un romanzo appestato dalla presenza tangibile del narratore, da glosse non petite, da occhiolini insistiti e smanacciamenti sul disco della narrazione. Un romanziere, in teoria, non è un dj, un libro non è un disco e il narrare è bello quando fluisce limpido e invisibile nelle sue logiche creative. A patto di non imbattersi nel talento strabiliante del norvegese Erlend Loe, uno che ti comincia un libro con una condanna per strapazzamento di cocorite (condanna a non poter più tenere in casa cocorite) e te lo conclude con lui, l’autore, che scende in giardino ad abbracciare i genitori che hanno appena parcheggiato la macchina.
Cos'è “Turisti a 4 zampe”? È la guida ufficiale agli esercizi italiani che accolgono i nostri amati animali domestici: è un elenco di alberghi, ristoranti, camping, residence, spiagge e agriturismi disposti a ospitarci, in altre parole, assieme al resto della famiglia. Già, questa disponibilità non è affatto universale: può essere importante informarsi per tempo, onde evitare spiacevoli equivoci e tutta una serie di disordini. La guida, molto razionale, è divisa per regioni, luoghi e tipi di esercizio, con tanto di indicazioni relative alle taglie accettate.
Si dice che per crescere, un uomo non abbia scelta: deve uccidere il padre. Toglierlo di mezzo, almeno nella propria testa. Esautorarlo. Disinnescarlo. Helmer van Wonderen lo mette di sopra. “Ho messo mio padre di sopra” è la prima frase del romanzo, narrato in prima persona da un protagonista cinquantenne che per tanti, troppi anni ha peccato di accidia e inazione. Non ha ucciso il padre quando avrebbe voluto (o dovuto) e ora che l’uomo sembra incapace di intendere e di volere, lo sequestra al piano di sopra, lo depenna dal mondo. Un “parricidio incruento”, come sottolinea giustamente la traduttrice Elisabetta Svaluto Moreolo nella postfazione.
Distopia animalista di Cassola, nata per via della sua angoscia per il futuro del mondo, e quindi inevitabilmente moraleggiante, “Il paradiso degli animali” è ambientato in un'era futura in cui il tempo degli uomini ha avuto termine, e gli animali non sono più divisi tra domestici e selvatici. Non è più l'uomo ad assicurare un equilibrio tra le nascite e le morti degli animali: s'è autodistrutto in una catastrofe nucleare. Ha avuto inizio un tempo nuovo. Sapranno gli animali evitare i nostri errori?
Prendere un coniglio per le orecchie, è come strappare via i capelli ad una persona. Il dolore è molto simile. Per questo rimangono immobili quando i maghi nei circhi li afferrano così. Per il dolore atroce, talmente forte da paralizzarli.
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