"Il Futurismo ha insegnato che può essere bello l'atto più insignificante, l'istinto più elementare e più povero di sovrastrutture intellettuali. L'eternità è una fisima di poeti troppo seri e pretenziosi: si goda l'effimero, annunciò Marinetti, intuendo per primo che l'oggetto quotidiano, l'immagine pubblicitaria, il prodotto commerciale finiranno nei musei. La Pop Art, Andy Warhol, le esplorazioni musicali di John Cage, gli happening hanno molti debiti verso di lui" (GUERRI, "Filippo Tommaso Marinetti", pp. 82-83)
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Uno scrittore che prepara il suo nuovo romanzo da decenni, non esce di casa e non vive più una vita normale. Un poeta invece è stato rapito dai terroristi a Beirut, ora è in ostaggio. Una fotografa ritrae con la propria macchina solo scrittori, mentre tutt'attorno il mondo sembra essere un vortice senza senso di masse, paure, ansie metropolitane.
Alcuni passi nei quali vengono citate le Twin Towers e il WTC, fanno venire la pelle d'oca.
E poi la descrizione iniziale dello Yankee Stadium e dei matrimoni di massa è fantastica (accadono realmente, mica si tratta di invenzione http://it.wikipedia.org/wiki/Sun_Myung_Moon).
Mi dichiaro Giovane Salmone di Tommaso Labranca. Sono partito a valle, dall'ultimo libro – il magnifico “78.08”, Excelsior, 2008 – e lentamente e gioiosamente sto risalendo alla sorgente. Era da un pezzo che non mi veniva voglia di leggere l'opera omnia di un autore partendo da un solo libro.
“Se fossi morto dieci anni fa, oggi probabilmente sarei un mito. Intorno al 1960, quando la pop art fece la sua comparsa a New York, il mondo dell'arte vi si tuffò con un entusiasmo tale che persino i suoi esponenti più conservatori dovettero finalmente ammettere che facevamo parte della cultura mondiale. L'espressionismo astratto era già divenuto un'istituzione quando verso la fine degli anni Cinquanta Jasper Johns e Bob Rauschenberg cominciarono a liberare l'arte dall'astrattismo e dall'introspezione.
Prologo. Mary sta rischiando di morire, in mare, con la madre. Almeno: questo lei sospetta e crede. È solo una bambina, e ha paura della morte, non ha capito che coincide col disordine. Più avanti diventa lucida: “Ordine= Paura della Morte; Caos= Vera Realtà. Assumevamo droghe per combattere le gabbie dell’ordine, in modo da poterci immergere nel caos dell’ordine divino. Io = Ordine + Ondine = Caos – Andy = il nero primordiale creativo negativo. Avevo ridotto l’essenza al simbolo: una volta disegnato quest’ultimo, potevamo evadere” (p. 115).
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