Pubblicato nel 1939 e definito dall’editore Albin Michel “il primo romanzo d’amore di Irène Némirovsky”, Due lascia davvero stupiti per la modernità dei temi trattati: da inquadrare certamente in un’epoca storica e sociale abbastanza lontana dalle attuali tendenze (lo spartiacque degli anni Sessanta del secolo Diciannovesimo è impensabile per l’Autrice e imprescindibile per il lettore contemporaneo), la storia dell’educazione sentimentale di un gruppo di giovani durante gli anni Venti del secolo scorso fotografa atteggiamenti e stati d’animo che fanno ancora parte del codice genetico della nostra società.
Albert Einstein diceva che fosse più difficile disintegrare un pregiudizio che un atomo. Proprio perché tende a rigenerarsi, proprio perché tende al limite ad assopirsi ma mai a svanire. Da contemporanei, possiamo e dobbiamo dedicarci a questa battaglia, perché è una questione di giustizia e d'uguaglianza. Scopriamo allora Brigitte Gresy, già direttrice del gabinetto del Ministero per le Pari Opportunità, oggi ispettrice degli Affari Sociali, esperta di questioni femminili sul lavoro e «image des femmes dans les medias».
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