Questo libro non è qualcosa che si possa guardare, leggere e sfogliare una sola volta.radiosveglia o sulla scrivania, vicino al mouse. Ogni volta che compiamo gesti comuni, quotidiani lo possiamo sbirciare, ogni tanto aprendolo è un tornare a fissare immagini, parole, incastri.
John Berger scrive, Marc Trivier fotografa e Alberto Giacometti raffigura.
Tre uomini lontani e vicini. Ognuno con il proprio mondo espressivo, intenti creativi.
Eppure in questo piccolo libro si uniscono, si miscelano in molti livelli impensati.
In realtà sembra più un moleskine, piuttosto che un libro nel senso tradizionale del termine, penso che anche quest’aspetto, queste miscelazioni scomposte, me lo hanno fatto amare da subito.
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