Parise di “Verba volant” è un Bianciardi liberal-democratico: stessa verve, stessa indipendenza, stessa schiettezza, diverso orientamente politico. L'iniezione di libertà di pensiero è tuttavia proprio la stessa, e così la sensazione che s'ha di fronte uno che non ha mai obbedito agli ordini di un partito, e non conosce ideologia diversa da quella letteraria.
La parola “laico” non è sinonimo di “ateo” o “anticlericale”, come recenti accadimenti indurrebbero a credere. Il laico sostiene semplicemente l’indipendenza del pensiero e dell’azione politica dall’autorità ecclesiastica. Scriveva Odifreddi, chiarendo a dovere: “ateismo significa non credere nel trascendente, cioè non avere una fede religiosa, e laicismo non mescolare il trascendente col contingente, e più specificatamente la fede con la politica” (p. 44); è un passo molto semplice, da prendere e mandare a memoria.
E meditare.
Soffia forte il vento dell’est. Il cinema rumeno fa incetta di premi all’ultimo Festival di Cannes, aggiudicandosi – a sorpresa – nientemeno che la Palma d’Oro. Sorpresa perché l’opera in questione, 4 mesi 3 settimane 2 giorni, è costata appena 800.000 dollari ed è stata girata in un tempo da record. E poi è una pellicola rumena, figlia d’un Paese la cui tradizione cinematografica è prossima allo zero.
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