Raccontare la realtà di una dittatura è sempre difficile. Lo è ancor di più se questa dittatura, da anni, è percorsa da sempre più evidenti espressioni di dissenso e se ancora il regime in questione, tanto delegittimato in patria, riesce invece ad entusiasmare chi vive nelle nostre democrazie occidentali.
“Abito un’utopia che non è la mia. Per questa i miei nonni si sono sacrificati e i miei genitori hanno rinunciato ai loro anni migliori. Io la porto sulle spalle senza potermela scrollare di dosso. Alcuni che non la conoscono tentano di convincermi che devo preservarla, ma non sanno quanto sia alienante accollarsi il peso dei sogni altrui e vivere un’illusione estranea. A coloro che mi hanno imposto – senza consultarmi – questa falsa chimera voglio dire da subito che non penso di lasciarla in eredità ai miei figli”
Yoani Sanchez.
Salim Lamrani e Gianni Minà all’attacco della blogger. Strategia mediatica contro la pressante richiesta di libertà
“Il canto di Natale di Fidel Castro” è un omaggio a Dickens, e un omaggio a tutti quei cittadini, quei combattenti e quegli intellettuali, cubani e occidentali, che hanno dedicato la loro vita, o almeno parte della loro vita, a demistificare la propaganda della “Fantasia Roja” per eccellenza: l'infame, omicida e liberticida regime comunista cubano. L'autore è il misterioso cubano Alejandro Torreguitart Ruiz, rappresentato in Italia dal papà del Foglio, Gordiano Lupi. La sua novelletta è molto ben calibrata, è ferocemente incisiva e niente affatto retorica, o didascalica. È semplicemente un'iniezione di semplicità, di onestà, di verità e di idealismo.
Desideri su una stella cadente, in italiano suona più o meno così questo ritratto veritiero della Cuba contemporanea che tre documentaristi italiani hanno realizzato sul campo. La Rivoluzione Cubana ha cinquant’anni e li dimostra tutti, anche se il regime si sforza di realizzare lavori di maquillage nel centro storico per consentire visite senza troppi problemi a gruppi di turisti. Eusebio Leal, la mano destra di Castro, è il sindaco dell’Avana, colui che è deputato a occuparsi di ricostruire il lungomare, i palazzi storici, il Boulevard, la parte centrale della città, dichiarata dal 1982 patrimonio dell’umanità.
INCONTRO CON YOANI SÁNCHEZ
Una piccola blogger che mette in crisi i fratelli Castro, di Gordiano Lupi
con la collaborazione di Fabio Izzo
La tecnologia erode il sistema totalitario
Colloquio con Yoani Sánchez realizzato da Aleaga Pesant per ww.cubanet.org
RAÚL O FIDEL LA SOSTANZA NON CAMBIA
Ecco una vera rivoluzionaria, cari compagni rivoluzionari italiani, comunisti un tanto al chilo alla Rizzo e Diliberto, innamorati di Fidel alla Gianni Minà e convinti esportatori di sistemi dittatoriali alla Gianni Vattimo. Ecco una donna che meriterebbe tutta la vostra attenzione, una donna eroica come soltanto le donne sanno esserlo, quando credono in quello che fanno. Ecco una donna della tempra di Haidée Santamaria, Hilda Gadea, Celia Sánchez, cubane d’un tempo che hanno avuto la forza di sovvertire un regime.
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