Non sono uno sportivo, sono un tifoso di calcio. E come tutti gli sportivi sanno, e Sandro Modeo ripete con chiarezza nel libro, intellettualmente noi tifosi siamo subumani: questa nostra suprema stupidità è, quando cosciente e dominata, una forma bambinesca di trasgressione. Ma non si può negare che sia, che esista. Che cosa mi ha spinto, allora, ad andare in cerca di un libro sull'allenatore della squadra che negli ultimi anni ha sconfitto più volte la Roma in tutte le competizioni, ribadendo la nostra identità di eterni perdenti, di magnifici secondi, di irrimediabili frustrati? Semplice: Mourinho è uno dei personaggi più intelligenti e divertenti apparsi in Serie A, almeno dagli anni Ottanta.
Irvine Welsh ci svela un segreto: tutto il mondo (editoriale) è paese. “Ho scoperto per caso questo libro l'estate scorsa – scriveva nel 2002 – È stato ripubblicato di recente dalla Black Ace Books, una minuscola casa editrice di Arbroath, Scozia. A mio giudizio, questo romanzo è una delle più grandi opere di narrativa pubblicate in UK negli anni Ottanta, e resto tuttora alquanto stupito del modo in cui è stato trascurato”.
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